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Ilenia F., 29 anni, un contratto a tempo determinato che si rinnova abitualmente ogni 12 mesi, e il fidanzato Roberto, 32 anni, assunto a tempo indeterminato da oltre 10 anni, sono alla ricerca della loro prima casa. Hanno bisogno di un mutuo che copra il 50% del valore dell’immobile, perché tutto il resto lo possono mettere in contanti, e non vogliono che siano coinvolti i genitori come garanti.
Si recano pertanto presso gli sportelli di un grande gruppo bancario nazionale, dove sono entrambi clienti già da parecchi anni, si fanno fare il preventivo, e scoprono che la rata è abbondamene inferiore a un terzo del loro reddito mensile complessivo. Il bancario assicura che il mutuo verrà concesso senza problemi, e loro anticipano una caparra (sostanziosa) al costruttore. Ma a pochi giorni dal rogito, l’amara sorpresa. Un’impiegata della banca avvisa che il rogito verrà annullato se non verrà fatta firmare prima una fidejussione. Il motivo? Il contratto a tempo determinato di Ilenia.
Ottenere un mutuo di questi tempi è sempre più difficile, quasi un'impresa. Tra rifiuti accampati con pretesti assurdi e domande prima accettate e poi, all’ultimo secondo, misteriosamente respinte. Per non parlare dei tassi di interesse in continua ascesa, nonostante gli indici di riferimento siano ai minimi storici già da un po’. La colpa è tutta dello spread, la percentuale di guadagno della banca, che non accenna a frenare la sua corsa al rialzo (leggi qui). Anzi, a volte inspiegabilmente lievita anche a poche ore dalla firma sul contratto. Gli istituti di credito hanno chiuso i rubinetti del credito. I lettori di Of, che hanno scritto segnalando le loro (sfortunate) esperienze, lo sanno bene.
Eppure, sembra esserci ancora un barlume di speranza. E c’è chi invita a non generalizzare. Perché se è pur vero che la situazione del comparto mutui, oggi, è critica, è anche, certamente vero, che alcune banche i finanziamenti li danno. Basta solo sapere a chi rivolgersi. Parola di Giovanni Ciarlariello, Vice President Sales&Products di ING Direct. Che spiega a Of la verità nuda e cruda sul mercato dei muti casa. Chiarendo come mai ottenere un finanziamento, è sempre più complicato. Mentre alcune banche, come appunto ING Direct, i mutui li stanno promuovendo, ma preferibilmente a tasso misto.
Of: Domanda secca: mutui casa. Come mai le banche non li concedono più?
Ciarlariello: Alcune lo fanno, altre no, dipende. Non facciamo di tutta l’erba un fascio…
Of: No, però sono tantissimi i lettori che ci scrivono per segnalarci domande rifiutate, o prima accettate e poi misteriosamente respinte…
Ciarlariello: In effetti, il mercato bancario è in fase di cambiamento, la situazione si modifica di settimana in settimana. Fino a dicembre dello scorso anno, per esempio, l’incertezza era dominata dalla crisi di liquidità. Le banche scontavano il ‘rischio paese’, che ha portato ad un progressivo prosciugarsi delle fonti di finanziamento internazionale. E di conseguenza, anche la fiducia verso gli istituti di credito italiani era minata. Ecco perché i tassi sui conti di deposito sono cresciuti, per aumentare il capitale di raccolta degli istituti di credito.
Of: Però poi è arrivata la Bce…
Ciarlariello: …con un’immissione di capitali erogati pari a 1.000 miliardi di euro. Da gennaio 2012, infatti, la situazione ha iniziato progressivamente a migliorare.
Of: Eppure i mutui ancora non vengono erogati, nonostante la liquidità non sia più un problema…
Ciarlariello: Non è proprio la stessa cosa. Il problema è legato al capital requirment che le banche devono raggiungere.
Of: Vale a dire?
Ciarlariello: I gruppi bancari oggi soffrono di scarsità di capitale. Soprattutto da quando l’EBA (European Banking Authority, ndr) ha chiesto aumenti di capitale che, per alcuni istituti di credito, arrivano anche a 15 miliardi di euro. Ecco perché le banche non possono permettersi di fare prodotti di lending.
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