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USCITA DI GIOVEDì 29 SETTEMBRE 2016
COVER STORY
Le News di Of
Stiamo entrando velocemente in una nuova fase dell’innovazione bancaria. E grandi trasformazioni si apprestano a stravolgere definitivamente il rapporto tra istituti di credito e clienti. Tutto ruota intorno alle nuove tecnologie, e l’avvento del Fintech, che inizia a trovare sbocchi e a velocizzare anche i più rigorosi meccanismi finanziari, funge da acceleratore di una trasformazione che era nell’aria già da tempo. Sebbene la nuova ondata di rivoluzione tecnologica sia appena abbozzata, molti sono già gli indizi che lasciano supporre l’arrivo di importanti trasformazioni future. In questo bimestre, infatti, il processo di cambiamento degli istituti di credito si è andato rafforzando. I mobile wallet sono stati al centro di campagne promozionali (BancoPosta e Veneto Banca). E la loro funzionalità è stata estesa grazie a partnership ad hoc anche ai punti vendita sul territorio (Banca Sella con Hype). Intanto hanno iniziato anche in Italia a comparire le prime sperimentazioni in ambito blockchain (Cedacri con C-Coin). Mentre l’Internet banking si è trasformato un’altra volta, diventando più intuitivo e smart, un servizio invece che una commodity. Intesa Sanpaolo in quest’ottica ha rivoluzionato tutta la sua presenza digitale inserendo anche un motore di ricerca intelligente. UniCredit ha rifatto il portale e entro fine anno lancerà il nuovo Internet banking. Intanto, anche Banco Desio, CheBanca! e Banca Popolare di Puglia e Basilicata hanno rinnovato il layout delle aree riservate
ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
Nuove indiscrezioni e nuove smentite ufficiali sull’ipotesi di un piano di salvataggio per Deutsche Bank. Secondo il settimanale tedesco Die Zeit, il governo e le autorità di vigilanza finanziaria stanno preparando un piano di emergenza nel caso fosse necessario aumentare il capitale per far fronte al rischio di dover pagare 14 miliardi di dollari negli Stati Uniti nel contenzioso sui mutui subprime. Die Zeit precisa che, nonostante le smentite, secondo le informazioni raccolte, i funzionari sono al lavoro a Berlino, Bruxelles e Francoforte. Smentite che puntualmente sono arrivate anche oggi da parte del ministero delle Finanze: «Le notizie su un piano di emergenza per Deutsche Bank sono errate, non ci stiamo lavorando», ha affermato il ministero delle Finanze.
Il Sole 24 Ore
Conversione dei bond subordinati in azioni; ricerca di un anchor investor; aumento di capitale cash di ammontare più limitato, tra 1 e 2 miliardi. Si fanno sempre più definiti i contorni della road map per la ricapitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena. Il piano, che si sviluppa su due direttrici, azioni e obbligazioni, avrà come perno fondamentale la conversione volontaria degli strumenti subordinati oggi sul mercato, una somma che vale nel complesso fino a 5 miliardi di euro, ammontare peraltro coincidente con l’aumento di capitale richiesto da Bce. A ribadire l’ipotesi, peraltro anticipata dal Sole 24 Ore, è stata la stessa banca, che nel comunicato diffuso l’altro ieri alla fine del primo cda con il neo ad Marco Morelli, ha ufficializzato per la prima volta che il business plan potrebbe prevedere la conversione «volontaria di strumenti di debito». Nei piani della banca, l’operazione potrebbe coinvolgere non solo gli investitori istituzionali (che detengono circa 2,6 miliardi di bond subordinati) ma anche il pubblico retail, che ha in mano i restanti 2,4 miliardi dei titoli
Milano Finanza
L'aumento di capitale dovrebbe, quindi, essere completato a inizio 2017. Tuttavia, a causa delle condizioni attuali del mercato e una capitalizzazione di 570 milioni di euro, non ci sarebbe spazio per concedere il diritto di opzione agli attuali soci, per assenza di un valore effettivo del diritto stesso. Per venire incontro a chi volesse comunque seguire l'aumento di capitale, si starebbe valutando la concessione di un diritto di prelazione ai soci. Intanto JP Morgan e Mediobanca , global coordinator dell'operazione che prevede una ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro e la vendita di quasi 28 miliardi di non performing loans lordi, stanno sondando fondi sovrani o hedge fund che possano agire da anchor investor con l'obiettivo di raccogliere 0,5-1,5 miliardi di euro. Ci sarebbero trattative preliminari con un fondo del Qatar che sarebbe pronto a investire 1 miliardo di euro nella banca senese, secondo quanto ha riferito il Wall Street Journal, citando una fonte a conoscenza dei fatti. Resta, invece, chiusa la porta di Intesa Sanpaolo . "La nostra posizione è stata espressa più volte e non è cambiata", ha detto quest'oggi il presidente di Ca' de Sass, Gian Maria Gros-Pietro, in merito all'ipotesi di un intervento su Mps . Anche Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, ha escluso un'eventuale disponibilità del mondo delle Fondazioni bancarie a finanziare con nuove risorse il fondo Atlante 2 che investirà nelle cartolarizzazioni delle sofferenze bancarie, in primis quelle di Mps
Il Sole 24 Ore
Mediaset mostra i muscoli, va avanti con il contenzioso e e pare pronta a nuove azioni tempestive avallate dal Cda. Ma la porta rimane aperta al dialogo con Vivendi. E questo non era da dare per scontato. Anche il silenzio conta e, in questa fase, l’assenza di una comunicazione – e ancora di più l’assenza di una comunicazione dai toni battaglieri – a valle della riunione del Cda di Mediaset ieri pomeriggio può a buon diritto essere letta come un’apertura a un tentativo di mediazione che fra Mediaset e Vivendi si fa sempre più complicato, ma non ancora da dare per morto e sepolto.
Il Sole 24 Ore
Il nuovo piano decennale 2017-2026 di Ferrovie dello Stato italiane prevede 94 miliardi di euro su un periodo di 10 anni. In particolare, sono 73 i miliardi di euro previsti per le infrastrutture, 14 miliardi per il materiale rotabile e 7 per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei contratti di programma. Questi alcuni dei pilastri della strategia industriale dell’azienda indicati stamani dall'amministratore delegato, Renato Mazzoncini. Un «piano molto bello, perché sa guardare al futuro»ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenendo alla presentazione del gruppo. «Tiene insieme l'eccellenza del Frecciarossa con il trasporto pendolare su cui dobbiamo fare di più. Fs può essere un player importante, ha fatto un cammino positivo» da quando è arrivato Moretti.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A Piazza Affari il clima generalmente positivo non ha isolato il settore bancario, con Bper che ha guadagnato il 2,23%, il Banco Popolare l’1,32%, Unicredit l’1,6%, Mediobanca l’1,3%. In negativo, dopo due sedute in tenuta, Mps (-0,4%) che ha definito struttura per l'operazione di rafforzamento patrimoniale: dopo l'approvazione del piano il 24 ottobre e l'assemblea dei soci attesa a metà novembre, la finestra per la conversione dei bond in azioni, indicativamente di due settimane, dovrebbe aprirsi verso la fine di novembre e concludersi a ridosso del referendum del 4 dicembre. L'offerta sarà indirizzata agli investitori istituzionali, ma molto probabilmente riguarderà anche i piccoli risparmiatori, così da ampliare l'ammontare delle possibili adesioni. Sul dossier, invece, resta chiusa la porta di Intesa Sanpaolo (-0,3%): "La nostra posizione è stata espressa più volte e non è cambiata", ha detto quest'oggi il presidente di Ca' de Sass, Gian Maria Gros-Pietro. Tra gli assicurativi, invece, bene Unipol (+3,1%) e UnipolSai (+1,8%), mentre ha chiuso più attardata Generali (+0,2%).
Il Sole 24 Ore
Nel corso del 2016 il mercato delle Ipo(Initial public offering) ha viaggiato a passo lento, ma per assistere a una ripresa bisognerà aspettare ancora un po'. E' quanto emerge da uno studio di Ey, secondo cui «il mercato delle quotazioni è stato penalizzato da livelli senza precedenti di incertezza geopolitica» quest'anno e probabilmente «non si assisterà a una ripresa significativa da qui a dicembre». In un rapporto la società di servizi professionali sottolinea che finora a livello globale sono stati raccolti con le Ipo 79,4 miliardi di dollari, il 39% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ma, anche se il quarto trimestre proseguirà in modo debole, una buona ripresa si avrà nel 2017.
Morningstar
Prevalgono i giudizi Neutrali ad agosto negli aggiornamenti dei report di ricerca di Morningstar sui fondi. Tra i fondi distribuiti in Italia, otto dei dodici interessati da revisione hanno ottenuto questo tipo di rating. Per i comparti Aberdeen Global Chinese Equity, Parvest Equity Best Selection Euro, Parvest Equity Best Selection Europe e Parvest Equity Europe Growth, il giudizio Neutrale deriva da un abbassamento del rating (in precedenza Bronze). Il downgrade del fondo azionario Cina di Aberdeen nasce dalle preoccupazioni per i vincoli molto restrittivi del processo di investimento, che limitano a un piccolo sottoinsieme l’universo di titoli che si possono mettere in portafoglio, e per l’approccio team-based che può generare problemi relativamente alle responsabilità. Inoltre, le performance sono peggiorate dal 2012 a fronte di commissioni relativamente elevate. Per i tre fondi Parvest specializzati sui titoli europei, l’abbassamento del giudizio deriva dall’aumento del turnover nel team di gestione e dal continuo indebolimento delle performance negli ultimi anni. Il tutto unito a una struttura commissionale meno attraente rispetto ad altri comparti della categoria.
Corriere della Sera
Le banche spendono di più, per la crisi? Anche ( alcuni) correntisti. È l’effetto boomerang del salvataggio, avvenuto un anno fa, di Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche: stanno aumentando i costi dei conti correnti, per finanziare il Fondo nazionale di risoluzione intervenuto al sostegno degli istituti che stavano fallendo. Gli aumenti per ora sono limitati ad alcuni casi (per esempio, il Banco Popolare), ma potrebbero in tutta logica estendersi. Ci sono banche che stanno aumentando i costi dei depositi anche per altri motivi. Ubi, per esempio, perché deve finanziare maggiormente il Fondo interbancario, l’altro strumento alimentato da tutto il sistema bancario, quello per tutelare i conti correnti dei propri clienti (fino a 100 mila euro), in caso di fallimento della banca. CheBanca! invece, risulta al Corriere, sta alzando le spese per via delle aumentate commissioni interbancarie sulle carte di credito. Motivazione addotta anche da Unicredit. Gros Pietro: «Noi no» In controtendenza Intesa Sanpaolo: «Noi non lo facciamo e non lo faremo. Nessun costo per questo intervento verrà imputato ai clienti», ha detto il presidente Gian Maria Gros Pietro, in audizione alla Camera il 28 settembre, riferendosi alle commissioni per rientrare dell’esborso per il Fondo di risoluzione. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha già aumentato i costi dei conti correnti (fermi da anni) nel primo semestre (+35% da gennaio l’Indicatore sintetico di costo annuo del Conto Facile a 115,8 euro) , ma per altre cause (le carte di credito).
Il Sole 24 Ore
Con una spesa media di oltre 44mila euro l’Italia si posiziona nella fascia alta della classifica relativa al budget per ristrutturare casa. Un mercato, quello delle ristrutturazioni, che nel nostro Paese è stato vivacizzato dagli incentivi, dalla detrazione fiscale del 50% sui lavori effettuati per ristrutturare agli incentivi per il risparmio energetico fino al bonus mobili. In Italia si ristruttura quando si compra casa, ma anche per riadattare l’abitazione di proprietà se non si vuole cambiare zona o bisogna renderla adeguata ai cambiamenti della famiglia
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
La miglior speranza per le banche italiane potrebbe avere un nome tutto americano: Jamie Dimon. L'amministratore delegato di JP Morgan, un tempo il banchiere più potente a Washington e forse sui mercati internazionali anche se la sua fama è stata appannata da scivoloni sui derivati, ha indossato oggi il mantello di potenziale “salvatore” non della propria patria finanziaria ma di quella altrui, presentandosi al capezzale degli istituti malati in Italia. È un ruolo che, all'italofilo dichiarato Dimon, viene cucito addosso direttamente dal Wall Street Journal: le prove di questa nuova “vocazione” sono nel piano di salvataggio di Monte dei Paschi, orchestrato a marzo con il co-senior officer nel Paese Guido Nola emarginando la rivale Ubs, in passato molto vicina alla banca toscana. Un piano portato avanti ormai da luglio, una volta avuto successo nei negoziati con il consiglio di amministrazione e nei colloqui con esponenti governativi.
Il Sole 24 Ore
Davanti alla platea non sempre ben disposta dei deputati tedeschi, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi si è lanciato ieri in una robusta difesa della politica monetaria della Bce, ricordando che essa porta benefici anche alla Germania. E ha sostenuto che i problemi delle banche, che i suoi critici tedeschi attribuiscono alla politica dei tassi bassi dell'istituto di Francoforte, hanno altre cause, come deficienze del modello di business e della gestione del rischio. Nessun commento diretto al caso Deutsche Bank. Esattamente quattro anni fa, Draghi si era presentato per la prima volta al Bundestag in una delle fasi più acute della crisi della zona euro, poco dopo la sua dichiarazione che avrebbe fatto “tutto il necessario”, “whatever it takes”, per salvare l'euro. Da allora, molte cose sono cambiate e il banchiere centrale italiano ha rivendicato il ruolo della Bce nel contrastare il rischio di una nuova “Grande Depressione”. Le nostre politiche stanno funzionando, ha sostenuto, aggiungendo che continueranno finché l'obiettivo non sia raggiunto, una posizione che non avrà fatto piacere ai suoi interlocutori di ieri. Il clima dell'incontro con i parlamentari (ieri si trattava dei membri della Commissione affari europei) era peraltro meno teso che nel 2012, secondo un partecipante a entrambi gli incontri, anche se il dissenso di una parte dell'establishment politico e finanziario tedesco resta profondo
Milano Finanza
Le condizioni finanziarie delle maggiori banche americane "si sono rafforzate in modo significativo" dalla crisi finanziaria. Inoltre, il sistema bancario "è ben capitalizzato, la crescita del credito sta aumentando e i prestiti in sofferenza sono ora ai minimi alla crisi finanziaria". E' quanto ha rilevato il presidente della Banca centrale americana, Janet Yellen, durante la sua testimonianza davanti alla commissione Finanza della Camera, limitandosi a dire in merito alla politica monetaria che il tasso di disoccupazione negli Usa è stabile al 4,9% e che i posti di lavoro continuano a salire tanto che diversi membri della Fed ritengono un rialzo dei tassi di interesse entro fine anno appropriato. Tuttavia non c'è "un calendario prefissato" in base al quale agire. La Yellen ha invece annunciato che l'Istituto centrale Usa sta prendendo in considerazione l'imposizione di standard più rigidi per le grandi banche e un ammorbidimento della regolamentazione per quelle più piccole e per quelle regionali. Quindi la Fed potrebbe presto allentare le regole per le banche più piccole e allo stesso tempo richiedere maggiori capitali agli istituti di credito più grandi perché pongono una minaccia maggiore all'economia nel caso di un loro fallimento
Il Sole 24 Ore
La Commissione europea ha annunciato oggi di avere aperto una indagine sulla proposta fusione tra Deutsche Börse e il London Stock Exchange. L'operazione preoccupa le autorità comunitarie perché potrebbe mettere in pericolo la libera concorrenza in un settore cruciale del mondo finanziario. La fusione tra le due società riguarderebbe in buona sostanza i principali mercati finanziari della Gran Bretagna, della Germania e dell'Italia. «I mercati finanziari giocano un ruolo essenziale nell'economia europea – ha commentato in un comunicato la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager –. Dobbiamo vigilare perché gli attori del mercato continuino ad avere accesso alle infrastrutture dei mercati finanziari a condizioni di concorrenza. Ecco perché abbiamo avviato una inchiesta approfondita». L'operazione era st
Il Sole 24 Ore
Fino alla vigilia non ci credeva quasi nessuno, ma l’Opec ad Algeri è riuscita a ricompattarsi al punto da trovare l’accordo per un taglio di produzione di oltre 700mila barili al giorno, il primo da otto anni a questa parte. La notizia, arrivata sui terminali dopo quasi cinque ore di riunione (e infiniti colloqui bilaterali) tra i ministri dell’Organizzazione, ha proiettato in rialzo del 6% le quotazioni del petrolio, portando il Brent a chiudere a 48,69 dollari al barile. Che la decisione finale non sia stata facile lo dimostra anche il linguaggio scelto per comunicarla, con termini scelti con cura per non urtare l’opinione pubblica in nessuno dei paesi membri. Per cominciare non si è parlato esplicitamente di «tagli», anche se di fatto è di questo che si tratta: l’output verrà limitato a 32,5 milioni di barili al giorno, rispetto all’attuale livello di 33,24 mbg.
Il Sole 24 Ore
L’Opec non è morta, come decretavano molti analisti. Ma di certo non ha recuperato la salute di un tempo, quando era un potentissimo cartello, capace di decidere le sorti del mercato petrolifero. Il balzo del prezzo del barile alla notizia del ritrovato consenso nell’Organizzazione non deve trarre in inganno: quella di ieri è senza dubbio una grande vittoria per un gruppo che da anni non riusciva più a mettersi d’accordo su nulla. L’Opec si è rimessa un po’ in forze. Soprattutto, ha imparato a compensare le sue debolezze con le armi del linguaggio, che ora utilizza molto bene - un po’ come fanno le banche centrali - per indirizzare i prezzi del greggio. Ma questa non è una vera e propria guarigione. L’Opec, benché non sia ancora morta, resta malata. Molto malata. Forse malata terminale
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Dino Pesole
Va bene la nuova flessibilità che va profilandosi per il conteggio delle spese dirette all'emergenza terremoto e migranti, ma la vera partita va giocata su un altro fronte, decisivo per far ripartire la crescita: quello degli investimenti. E ora il Governo prova a rilanciare. Progetti infrastrutturali con impatto certo e quantificabile sull’occupazione e sul Pil, cantierabili in tempi brevi, come del resto ci chiede Bruxelles che quest’anno ha autorizzato spese per lo 0,25% del Pil con il meccanismo del cofinanziamento. Progetti che puntino in poche parole ad incidere sul potenziale di crescita dell’economia. Per questo, la cautela è d’obbligo quando si rilancia – come ha fatto ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi – il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, opera faraonica dall’esito incerto come mostra l’intera vicenda dipanatasi dal 2001 in poi (quando a lanciarla fu Silvio Berlusconi) fino allo stop imposto nel 2012 dal governo Monti. L’eventuale riapertura dei cantieri, se mai ci si arriverà, non è certo prevedibile in tempi brevi, non fosse altro perché occorrerebbe passare anche per un voto del Parlamento
Il Sole 24 Ore — Carlo Marroni
«L’economia è una scienza umanistica». Il cardinale Gianfranco Ravasi cita il premio Nobel Amartya Sen per proporre una prospettiva di come le scienze economiche sono uno spettro enorme di relazioni e condizioni umane che solo in parte hanno a che fare con banche e borse: «Interrogarsi sull’economia non significa interrogarsi solo sulla finanza, che per me è uno strumento, e purtroppo oggi assistiamo a una bulimia degli strumenti e a una anoressia dei fini». Il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura ha presentato ieri, insieme a Giuliano Amato – nella sua veste di presidente della Fondazione Cortile dei Gentili – il convegno “Verso una economia più umana e giusta, un nuovo paradigma economico inclusivo in un contesto di diseguaglianze crescenti” che si terrà il 21 settembre prossimo, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Moderati dal direttore de Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, interverranno Angus Deaton, Nobel per l’economia 2015, e gli economisti Jean Paul Fitoussi e Dominique van der Mensbrugghe, dopo i saluti introduttivi di Ravasi, dei presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, dell’ambasciatore Daniele Mancini – che conosce bene il tema avendo rappresentato l’Italia in India – e con le conclusioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti
VIAGGI E DENARI
OfTravel
Il 1° ottobre Invito a Palazzo 2016, evento annuale organizzato dall’ABI, e le banche italiane aprono le loro sedi e i palazzi più belli. Per un totale di 100 edifici in 50 città italiane. Intesa Sanpaolo organizza visite alle Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza e al suo grattacielo di Torino. UniCredit apre la sua Tower milanese e Palazzo de Carolis a Roma. Ma questo evento è una buona occasione anche per visitare città come Napoli, Bergamo, Siena e Genova. E per chi pensa già a week end in montagna Banca Popolare di Sondrio apre lo sportello bancario più alto d’Europa
INTERNAZIONALE
Marketwatch
Europe’s problems with some of its largest financial institutions could hurt the rest of the global market. That is the claim of at least one financial blogger, Wolf Richter, who wrote on Wednesday that deep-seated concerns about Deutsche Bank’s ability to raise enough cash to give the market comfort that it is on a sound footing speaks to a larger problem that Europe’s embattled banking sector must combat. Richter, the editor of financial blog site Wolf Street, said “the banking crisis [in Europe] has the potential to transmogrify into a financial crisis.” He went onto say: “All it takes is for one of the big [banks] to suddenly topple. The flow of credit would freeze up instantly. In an economic system that depends on credit, and whose lifeblood is credit, such an event is a financial crisis.” Deutsche Bank’s U.S. listed shares DB, +3.19% and those traded in Frankfurt DBK, +2.04% up 2%, were rebounding somewhat on Wednesday after two-days of withering losses that took Germany’s largest bank to a low of €10.55—levels not seen in decades. The bank, run by CEO John Cryan, is flirting with trading in the single digits and has seen its cost of borrowing steadily ratchet higher as questions about its ability to pay a potential $14 billion fine from the U.S. Justice Department, according to a Sept. 16 report from The Wall Street Journal.
The New York Times
Citing Wells Fargo’s “venal abuse of its customers,” the California treasurer took the unusual step on Wednesday of suspending many of its ties with the San Francisco bank as it continues to reel from the scandal over the creation of as many as two million unauthorized bank and credit card accounts. The state treasurer, John Chiang, said he was suspending Wells Fargo’s “most highly profitable business relationships” with the state for at least a year, including the lucrative business of underwriting certain California municipal bonds. On Tuesday alone, he said, he had pulled Wells Fargo off two large municipal bond deals.
MarketWatch
LONDON (MarketWatch) — Is German Chancellor Angela Merkel secretly working for a hedge fund on the side? That is the most charitable explanation of her briefings over the weekend that her government has no intention of bailing out the once-mighty Deutsche Bank DB, +3.19% DBK, +1.43% if it runs into even-worse trouble — news that sent its shares into yet another nosedive. Anyone who had shorted them would have made a fortune. That might sound far-fetched. But it is at least less worrying than the alternative explanation — which is that Merkel has no idea how the financial markets work, and no appreciation of how much damage the unfolding Deutsche crisis is already doing to the markets and the eurozone economy. In truth, Germany needs to sort out the Deutsche mess as quickly as possible, and stop pretending that it can stand idly by while its largest financial institution sinks deeper into the mire.
The New York Times
In a market full of crowded trades, few have become as fashionable as the bet that Deutsche Bank’s stock price will keep on falling. Hedge funds, large and small, are shorting the stock. Long-term institutional investors are dumping their positions. And Wall Street’s secretive but influential community of independent research providers has been proclaiming for months that Germany’s largest bank does not have enough cash to survive. Even Tidjane Thiam, the chief executive of Credit Suisse, which itself has been the target of hedge funds, said at a conference on Wednesday that Europe’s banks were “not really investable.” This echo chamber of doom — fed in recent days by a cycle of reports in Germany that the government might step in, only to be followed by denials by Berlin — brings to mind some of the fears over Bear Stearns and Lehman Brothers before those institutions suddenly lost the trust of investors and clients alike in the dark days leading up to the 2008 financial crisis.
MarketWatch
HONG KONG--The world's biggest initial public offering this year limped out of the starting gate, managing to close slightly up with help from Goldman Sachs Group Inc. traders tapped to support its shares. Shares in Postal Savings Bank of China Co. closed up just 0.2% at $4.77 Hong Kong dollars in afternoon trading as investors showed little enthusiasm for China's sixth-biggest lender after it raised $7.4 billion in the IPO. The slight gain mirrored Hong Kong's benchmark stock index, which also ended 0.2% higher. Traders at Goldman Sachs Group Inc. bid for shares as others looked to sell. The Wall Street bank had been tapped as the so-called stabilization agent, meaning it was responsible for smooth trading in Postal Savings Bank's shares. "It's Goldman, Goldman, Goldman everywhere just supporting the share price," said Ken Wong, an Asian equity portfolio specialist at Eastspring Investments, the $140 billion Asian asset management arm of U.K. insurer Prudential PLC. A spokeswoman for Goldman Sachs declined to comment.
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
E' lo smartphone il mezzo di comunicazione preferito dagli italiani: ne possiede uno il 64,8% della popolazione ma il dato sale all’89,4% se si guarda ai giovani tra i 14 e i 29 anni. Telefonare però non è più di moda: gli italiani utilizzano gli smartphone soprattutto per connettersi ai social network e navigare in internet: è anche grazie ai telefonini di ultima generazione che il web ha raggiunto una penetrazione del 73,7% (95,9% per gli under 30). A scattare la fotografia dei consumi digitali degli italiani è il Censis che ha pubblicato il 13mo rapporto sulla comunicazione. Mi costi, ma quanto mi costi? Tra il 2007 e il 2015 è decollata la spesa per apparecchi telefonici (+191,6%) e computer (+41,4%), mentre i servizi di telefonia si sono invece assestati verso il basso (-16,5% negli otto anni), a dimostrazione del fatto che i telefonini ormai non servono più per telefonare. La comunicazione è sempre più “scritta” e non “orale”. C’è però una triste eccezione: libri e giornali sono in crisi. La spesa per questi mezzi di comunicazione “scritti” è crollata del 38,7 per cento.
Il Sole 24 Ore
Della versione dedicata alle aziende della creatura di Mark Zuckerberg si parla da circa due anni, da quando il social network ha messo nel mirino i tool di collaborazione e comunicazione di concorrenti che si chiamano LinkedIn, Microsoft (con Yammer), Salesforce (Chatter), Google e altri. Strizzando l'occhio a un mercato potenziale enorme quale quello degli utenti professionali. La prima beta di Facebook At Work risale all'inizio del 2015, è stata sperimentata da aziende di primo piano come Royal Bank of Scotland e ora si appresta finalmente a vedere la luce nella sua release finale.
Milano Finanza
Inizia una nuova fase per il drone europeo e Leonardo-Finmeccanica siede al tavolo dei leader. E' stata ufficializzata oggi, nel corso di una riunione per l'avvio del progetto presieduta da Occar, l'Organizzazione Europea per la cooperazione in materia di armamenti, l'assegnazione del contratto per lo studio di definizione del drone europeo, commessa che oltre al colosso italiano vede coinvolte anche Airbus e Dassault Aviation. All'incontro erano presenti i rappresentanti delle industrie coinvolte e dei Paesi partecipanti al programma: Italia, Francia, Germania e Spagna. Il drone europeo sarà un sistema aereo a pilotaggio remoto di nuova generazione dedicato a missioni di sorveglianza e difesa Istar (Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione Obiettivi e Ricognizione), con gli obiettivi chiave del programma che ne prevedono anche la certificazione e l'integrazione nel sistema del traffico aereo europeo, un ambiente caratterizzato da un'elevata densità.
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