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USCITA DI MARTEDì 28 GIUGNO 2016
COVER STORY
Le News di Of
Ha appena lanciato un nuovo wallet per i pagamenti da cellulare. Sta lavorando a un home banking rinnovato. E ha da poco concluso uno studio di fattibilità sui sistemi automatizzati di robo advisory per gli investimenti online. Banca MPS ha in progetto una trasformazione radicale della sua presenza digitale. Valerio Fallucca, responsabile Area Marketing Strategico e Prodotti Retail di MPS racconta a Of-Osservatorio finanziario quali novità sono in arrivo nel prossimo futuro. E spiega come cambierà il mercato dei pagamenti da cellulare ora che anche i grandi player non bancari, i colossi delle telecomunicazioni e i giganti della Silicon Valley (Google e Apple in prima fila) e dell’est del mondo hanno assestato la loro mossa.
ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
La tempesta innescata dalla Brexit ha chiaramente aumentato la necessità di trovare con urgenza un nuovo consigliere delegato per UniCredit. Ma, paradossalmente, ha anche chiarito il contesto in cui dovrà operare il manager che prenderà il posto di Federico Ghizzoni: un mercato dove la tensione è altissima, su tutte le banche e in particolare su quelle italiane (oberate di Npl), che aspetta con ansia un aumento di capitale e sembra poco disposto a scambiarlo con cessioni dall’esito (e dal prezzo) oggi più di ieri assolutamente incerto.
Milano Finanza
È giunto il momento per Unicredit di una svolta radicale? Per Berenberg la banca è troppo complessa e soffre a causa di un capitale debole e di un ampio stock di non performing loans. Il nuovo ceo avrà la possibilità di voltare pagina e affrontare questi problemi. "Riteniamo che la banca dovrebbe vendere Hvb e la sua partecipazione in Koc Finansal, svalutare gli npl e ristrutturare la base di costi, uno scenario che offrirebbe un ingente upside", sostengono gli analisti della banca d'affar, i quali tuttavia ritengono che sia improbabile che l'attuale consiglio autorizzi questo cambiamento.
Corriere della Sera
Era stato il primo atto di Chiara Appendino, in veste di sindaca appena nominata al Comune di Torino: chiedere le dimissioni di Francesco Profumo dalla presidenza della Compagnia di San Paolo, primo azionista di Intesa San Paolo. Un segnale all’establishment torinese. Profumo, ex ministro dell’Istruzione del governo Monti ,è in carica dallo scorso maggio, una nomina fatta a ridosso delle elezioni comunali e per questo molto criticata. Profumo — aveva detto Appendino all’indomani della sua elezione — «dovrebbe fare un passo indietro, non abbiamo condiviso la sua nomina». Per non incorrere in situazioni di questo genere — aveva aggiunto la neo sindaca — «noi introdurremo un semestre bianco per non fare nomine nell’ultima parte del mandato». La critica ha riguarda anche il maggiore stanziamento deciso per l’attività dei vertici della fondazione. «Siamo contrari all’aumento dei costi del comitato di gestione» aveva aggiunto Appendino.
La Repubblica
MILANO - Il nuovo piano industriale di Ubi Banca prevede l'uscita di circa 2.750 dipendenti e l'ingresso di circa 1.100 risorse. Saranno chiusi 280 sportelli, che scenderanno dai 1.529 del 2015 a 1.250 nel 2019. Il personale scenderà da 17.700 unità a 16.050 unità. Coi tagli, dovrebbero tornare gli utili e la previsione è di conseguirne 730 milioni al 2019 e di 870 milioni al 2020. Ubi Banca chiuderà il semestre in
Milano Finanza
Ubi Banca dice addio al modello con il quale era nata quasi dieci anni fa. Ieri il consigliere delegato Victor Massiah ha presentato ai mercati il piano industriale al 2019/2020, un documento che segna una svolta decisiva per l’istituto. Sotto il profilo societario il passaggio più importante sarà l’incorporazione nella capogruppo delle sette banche rete entro la prima metà del 2017, con risparmi...[...] ABBONAMENTO
Milano Finanza
Il Banco Popolare ha concluso in anticipo l'offerta in borsa dei diritti di opzione non esercitati relativi all'aumento di capitale propedeutico alla fusione con la Banca popolare di Milano . Nel corso delle prime due sedute dell'offerta in borsa (24 e 27 giugno) sono infatti stati venduti tutti i 2.254.826 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta, che danno diritto alla sottoscrizione di 2.899.062 azioni ordinarie di nuova emissione Banco Popolare per un controvalore pari a 6.203.992,68 euro.
La Repubblica
Milano Q uando una banca va in crisi, anzi due, succedono cose tristi. Certe si notano subito, come la perdita di ricchezza degli azionisti. Altre, come l’ammanco di credito per il calo di raccolta fondi, affiorano dopo la tempesta, con effetti più dispiegati e ugualmente nefasti. A Vicenza, a Montebelluna e in tutto l’entroterra veneto finora ci si dispera molto del capitale in azioni dissipato dalle ex popolari. Circa otto miliardi di euro, limitandosi al patrimonio netto delle due - e tralasciando le ottimistiche autovalutazioni peritate, per cui i miliardi sarebbero stati un multiplo - in giacenza su migliaia di conti dei due istituti ora salvati dal fondo Atlante, e che rappresentavano un deposito di certezza, anche psicologica, per 200mila risparmiatori. Ma la distruzione di valore in atto non si ferma certo qui.
Il Sole 24 Ore
La Banca Centrale Europea dice sì all’utilizzo dei modelli interni da parte di BPer. La banca modenese ha comunicato di aver ricevuto da Francoforte il disco verde ad usare i propri modelli interni (i cosiddetti Airb) a fini della misurazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito. L’ok Bce è relativo ai portafogli Corporate e Retail di Bper Banca, Banco di Sardegna
Milano Finanza
L'esito inaspettato del referendum britannico, con una maggioranza di voti a favore dell'uscita del Paese dell'Unione Europea, ha comportato un forte shock per i mercati azionari mondiali. A soffrire maggiormente l'indice di Piazza Affari, il Ftse Mib, a -12,5%, e l'Ibex spagnolo a -12,4%. Nel frattempo il previsto indebolimento della sterlina, a 0,8075 contro l'euro, è il risultato del rafforzamento dello yen a 113,23 contro l'euro.
Milano Finanza
Il governo italiano mediterebbe di iniettare 40 miliardi di euro nel sistema bancario dopo il crollo dei titoli a Piazza Affari venerdì scorso (e il pesante arretramento odierno) in seguito al referendum sulla Brexit. Lo rende noto questa mattina l’agenzia Bloomberg citando fonti riservate. La modalità di intervento potrebbe essere quella di un prestito su pegno. La cifra è ancora oggetto di discussione e la decisione finale non è ancora stata presa, scrive Bloomberg.
Il Sole 24 Ore
Interventi diretti nel capitale degli istituti in difficoltà, la garanzia dello Stato con il coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti per favorire le ricapitalizzazioni ma anche l’ipotesi di una possibile sospensione delle regole sul bail in e sugli aiuti di Stato. Il Governo è già al lavoro per studiare possibili misure per garantire un salvagente per le banche in difficoltà e per difendere i risparmiatori. «Siamo pronti a tutto», ha ribadito più volte lo stesso premier Renzi che oggi porterà il dossier sul tavolo del vertice con Merkel e Hollande.
La Repubblica
ROMA. "Oggi il quadro normativo è molto difficile da maneggiare ma tutto ciò che servirà per dare tranquillità e fiducia sarà oggetto di attenzione del governo e delle istituzioni europee, nel rispetto delle regole". Queste le parole del presidente del consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa con Angela Merkel e François Hollande che confermano le indiscrezioni degli ultimi due giorni riguardo un possibile intervento statale sulle banche dopo le turbolenze determinate dalla Brexit.
Il Sole 24 Ore
A rammentarci quanto i referenda siano il bello della democrazia sono stati soprattutto gli uomini politici europei a capo di quei variegati movimenti, che con sommesso eufemismo definiamo euroscettici. In lorocompagnia s’è mosso in Americalo staff di Donald Trump che nel britannico no all’Unione europea ha visto «la vittoria contro i grandi affari ..., i grandi politici», insomma contro le...
Il Sole 24 Ore
SINTRA. Una defezione annunciata. Il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, che doveva partecipare mercoledì al forum annuale della Banca centrale europea a Sintra, è rimasto a Londra a fronteggiare la pericolosa situazione che si è creata per la sterlina, i mercati e il sistema bancario dopo il voto per Brexit nel referendum dello scorso giovedì. All’assenza di Carney si è aggiunta...
Milano Finanza
Dopo il venerdì nero delle borse a causa della Brexit, oggi Deutsche Bank ha rivisto le stime sul comparto Media&online services e segnalato alcune opportunità di investimento. "Più incertezza politica e macro per l'Europa significa che un posizionamento difensivo nei modelli di abbonamento base è preferibile rispetto all'esposizione alla raccolta pubblicitaria più ciclica", suggeriscono gli analisti di.
Corriere della Sera
conti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, le compagnie low cost li stanno facendo subito. Sono giorni di crolli in Borsa per vettori come Easyjet e Ryanair che negli ultimi cinque giorni hanno messo a segno alla Borsa di Londra rispettivamente un -33% e un -22%. Easyjet è nata e cresciuta nella capitale inglese, dove ha la sua base legale, Ryanair invece a Dublino ma questo non l’ha messa al riparo dalle oscillazioni di mercato. A preoccupare di più sono però gli arancioni di Easyjet che a pochi giorni dall’esito del referendum hanno già lanciato un allarme sugli utili
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Salgono così Mps (+6,7% a 39,36 euro), Bper (+3,99% a 3,59 euro), il Banco Popolare (+4,68% a 2,28 euro), Bpm (+5,84% a 0,3528 euro), che ha ridotto la partecipazione in Anima Holding (+6% a 4,16 euro) cedendo poco più del 2% dopo il chiarimento di Consob sulla soglia d'opa al 25%, e Unicredit (+5,56% a 1,908 euro) con l'ad di Ubi Banca (+10,25% a 2,42 euro), Victor Massiah, che ieri ha detto di non aver ricevuto alcuna offerta per il ruolo di ad dalla banca. Ma, secondo fonti di stampa, la tempesta innescata dalla Brexit avvicina la nomina del nuovo ceo e l'accelerazione del processo sembra destinata a materializzarsi nelle prossime ore.
La Repubblica
MILANO - Continua la caduta senza sosta della sterlina che scivola ad un nuovo minimo da oltre due anni contro l'euro e da circa 30 anni contro il dollaro, soffrendo le incertezze politiche ed economiche dopo la vittoria di Brexit che nel referendum di venerdì ha decretato l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. La sterlina è scesa a 83 pence nel cambio con l'euro, aggiornando i minimi da aprile 2014 toccati venerdì. Nel cambio con il biglietto verde è scesa a 1,3222 dollari, aggiornando il minimo da settembre 1985 di venerdì. In mattinata anche la Cina si era accodata al Vecchio continente con lo yuan scivolato ai minimi degli ultimi 5 anni e mezzo sul dollaro: il renminbi, la cui parità sul biglietto verde è stata fissata oggi a 6,6375, ha toccato quota 6,6402, il livello intraday più basso da dicembre 2010 e in calo dello 0,2% dalla chiusura di venerdì. Il dollaro, di conseguenza, si rafforza sulle piazze asiatiche.
Morningstar
La decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea ha scioccato i mercati finanziari. La sterlina è crollata, così come le Borse, mentre l’oro e il titolo di Stato statunitense sono saliti. Questa situazione potrebbe indurre gli investitori ad agire in qualche modo. Alcuni più combattivi potrebbero cerca occasioni di acquisto nel caos. Ad esempio, venerdì mattina un’amica mi ha chiesto se era il momento di entrare sull’azionario. Altri leggono la forte volatilità come un invito a uscire dal mercato e mettere i soldi sul conto corrente in attesa di tempi migliori.
Morningstar
E’ un mercato concentrato quello europeo degli Etf obbligazionari high yield. Secondo le statistiche di Morningstar, tre prodotti rappresentano il 75% del patrimonio totale e l’80% degli scambi (sia per numero di contratti sia per controvalore). Si tratta di iShares iBoxx Euro high yield corporate bond, iShares iBoxx USD high yield corporate bond (non quotato a Milano) e Pimco Short term high yield corporate bond Source.
La Repubblica
MILANO - Calma e sangue freddo. Solo così si possono proteggere risparmi e investimenti. La Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea è stata un shock. Per molti versi inatteso e imprevedibile, con reazioni di panico sui mercati del Vecchio continente che potrebbero anche intensificarsi nel caso della vittoria di Podemos alle elezioni politiche spagnole di domenica. Eppure gli addetti ai lavori invitano alla calma: all'addio di Londra e Bruxelles non porta con se il rischio recessione come accadde nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers e, anzi, gli economisti non escludono che senza il Regno Unito l'Unione europea possa torvare la via del rilancio all'insegna della crescita. Nel frattempo, però, Piazza Affari ha perso il 12,5%, i titoli bancari hanno bruciato un quinto della loro capitalizzazione in un solo giorno e piccoli risparmiatori temono di perdere tutto.
Milano Finanza
“Stai calmo e vai avanti!" Il mantra usato dal governo britannico durante la seconda guerra mondiale può essere per gli investitori azionari, secondo quanto riportato da MarketWatch (gruppo Wall Street Journal), un saggio consiglio da seguire dopo la carneficina di venerdì, conseguente al voto sulla Brexit, con lo Stoxx Europe 600 che ha lasciato sul terreno il 7,03%, il peggior ribasso in un solo giorno dal 10 Ottobre 2008, il Ftse 100 di Londra il 3,2% e il Dow Jones Industrial Average il 3,4% .
Milano Finanza
Mentre analisti e trader da New York a Londra prevedono un ulteriore rialzo dell'oro, uno dei veterani degli investimenti, Jim Rogers, classe 1942, ha detto che, dopo la Brexit, preferisce puntare sul dollaro come bene rifugio e non sul metallo giallo.
Il Sole 24 Ore
Il secondo giorno post-Brexit è caratterizzato ancora dalla caccia ai titoli di Stato tedeschi, statunitensi e paradossalmente anche britannici. Ma non può essere ricondotto solo a una generica fuga verso il rischio, perché ieri gli investitori hanno contemporaneamente acquistato anche i bond della «periferia» d’Europa: quelli di Italia, Portogallo e soprattutto Spagna all’indomani del voto iberico. Non è dunque soltanto il panico (che ieri si è invece continuato a vedere in Borsa) a guidare l’andamento dei mercati del reddito fisso.
Milano Finanza
Le compagnie assicurative vita britanniche sono in forte crisi dopo l'esito del referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, voto che ha visto il Paese decidere per l'abbandono dell'organo sovranazionale. Il comparto assicurativo ha sottoperformato, infatti, il Ftse 100 del 10-15%, risultato "comprensibile date le preoccupazioni per i loro investimenti e l'esposizione operativa all'economia britannica", hanno commentato gli analisti di Ubs.
Milano Finanza
Post Brexit, Mediobanca Securities declassa Fiat Chrysler Automobile da outperform a neutral per riflettere la più bassa crescita del pil dell'Ue. Gli analisti della banca d'affari hanno infatti tagliato le stime sulle vendite di auto nel Regno Unito ora viste in calo dell'8% su base annua nel 2017 (da -2%) e del -5% nel 2018 (da un trend piatto). Taglio minore per quest'anno (da -1% a -2%), che dovrebbe essere evidente dal quarto trimestre visto che ci vorrà del tempo per trasmettere il pil negativo e la fiducia dei consumatori.
SPECIALI
Corriere della Sera
uga dalla City, con inedita ricerca di parcheggio e riparo nei Gilt, i titoli di Stato inglesi. Si spiegano in parte così ( l’altra parte è dovuta allo scenario dei tassi bassi che riguarda tutti i i mercati delle obbligazioni)
La Repubblica
ROMA - Standard & Poor's ha annunciato di aver declassato il rating della Gran Bretagna ad 'AA' dal precedente 'AAA', a seguito dell'esito a favore della Brexit al referendum di venerdì scorso. Le prospettive di rating restano negative. Il downgrade riflette il rischio di un marcato deterioramento delle condizioni di finanziamento esterno. S&P ha anche abbassato il rating della Banca d'Inghilterra a 'AA' da 'AAA'.
Milano Finanza
Dopo il voto sulla Brexit, Ubs stima oggi un calo di circa il 10% della domanda di auto nel Regno Unito a causa della crescente incertezza economica e dell'indebolimento del potere d'acquisto. Inoltre, l'esito del voto di venerdì scorso ha portato la banca d'affari svizzera a tagliare l'utile per azione degli Oem (Original equipment manufacturer) in media dell'1-10% e a stimare un cambiamento dello stesso parametro quantificato tra il 2% e il -2% per i fornitori, con Michelin vista come il maggior beneficiario del movimento dell'euro.
INCHIESTE
Corriere della Sera
Sarà uno dei più costosi risarcimenti mai visti negli Stati Uniti. Volkswagen ha acconsentito al pagamento di circa 15 miliardi di dollari per risolvere la disputa sullo scandalo delle emissioni diesel. Sui media americani, New York Times in testa, trapelano i dettagli dell’accordo: il governo federale americano e i legali che rappresentano i proprietari di circa 475 mila veicoli Volkswagen. Nello specifico, poco più di 10 miliardi di dollari sono destinati al riacquisto di auto al loro valore calcolato prima dello scandalo, mentre una cifra aggiuntiva verrà impiegata per risarcimenti ai proprietari.
La Repubblica
C'era una volta il campionato più bello del mondo. C'erano Ronaldo e Ibrahimovic, Roberto Baggio e Zidane, Platini e Maradona. Poi il giocattolo si è rotto: lo sport ha iniziato a vacillare. Le televisioni che facevano a gara per poter trasmettere una sola partita hanno cambiato rotta, iniziando a giocare al ribasso. Un sistema che ha raggiunto il suo apice nel 2014 con un'intesa per la spartizione dei diritti tra Mediaset e Sky definita illecita dall'Antitrust che ha quindi sanzionato il Biscione con 51 milioni di euro e la piattaforma satellitare con 4 milioni (ritenendo la sua condotta "marginale e sostanzialmente difensiva"). Colpa anche di una legge - la Melandri - che di fatto mette gli interessi delle tv davanti a quello delle squadre. E così la Serie A ha prima ceduto il passo alla Premier League, poi si è dovuta inchinare alla Liga spagnola e alla Bundesliga tedesca: "Sono campionati più interessanti " dicono gli addetti ai lavori.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Alessandro Plateroti
Malgrado gli sforzi dei governi e delle istituzioni europee, i mercati finanziari non sembrano affatto rassicurati dalla risposta dell'Unione al dopo-Brexit. E lo sono soprattutto per quel che riguarda finanza e credito.
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
E se tra sei mesi si scoprisse che la grande paura di Brexit finirà in niente dopo aver regalato domenica all'Europa un beneficio collaterale non trascurabile come il recupero alla stabilità politica della Spagna di Mariano Rajoy?
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Business as usual, per i titoli di Stato italiani. Macerie ovunque, ma non per i BTp. Nel mondo post-Brexit, i listini di Borsa, gli high yield bond, i subordinati, i cambi sono scossi da oscillazioni di prezzi e rendimenti e volatilità impressionanti- e in molti casi con movimenti intraday senza precedenti - ancora ieri il mercato italiano dei titoli di Stato - e anche quello spagnolo - è riuscito a mantenere una certa calma. Una calma che ha del surreale, ma che invece è concreta perchè si riflette realmente a fine giornata nei valori di chiusura. Il Bund decennale è sceso a quota -0,11% ma il BTp si è mosso da da 1,48 a 1,43,, il Bono da 1,63 a 1,45, quest’ultimo scrollandosi di dosso in parte l’incertezza politica.
INTERNAZIONALE
Financial Times
Italy’s government is considering measures to prop up its struggling banking sector amid fears of renewed pressure following the UK’s vote to quit the EU, according to bankers and officials. Italian Prime Minister Matteo Renzi, who is heading to Berlin to meet Angela Merkel and François Hollande later on Monday, may ask for a suspension of state aid rules to allow a government-sponsored capital injection to take place without triggering bail-in rules. These regulations force banks to issue a certain amount of loss-absorbing bonds to save taxpayers from bailing institutions out.
MarketWatch
Historically, geopolitical events have proven to be buying opportunities for shares. There have been exceptions, for example, the 9/11 attacks which occurred in the middle of a bear market. The market tends to bottom when the least number of people expect it. It is safe to say that most believe lower prices are in store.
MarketWatch
Keep calm and carry on! The popular mantra associated with the British government during World War II may be sage advice for stock investors in the wake of market carnage wrought by the U.K.’s vote to secede from the European Union.
The Wall Street Journal
Financial markets showed signs of stabilizing Tuesday following sharp falls in the British pound and global stocks after the U.K. voted to leave the European Union last week. The pound edged 0.3% higher against the dollar after slumping to a three-decade low Monday. The Stoxx Europe 600 rose 2.2% in early trade, having tumbled nearly 11% over... ABBONAMENTO
Forbes
The weekend offered no relief for battered global markets, and Monday morning was shaping up as more of the same after the United Kingdom voted to leave the European Union last week, setting off a flight from risk around the world.
MarketWatch
WASHINGTON, D.C. (Project Syndicate) — The British vote to leave the European Union has shaken world financial markets. The immediate and medium-term prospects for economic growth in the United Kingdom are severely diminished, and the impact on the rest of Europe will be negative. Some of the obvious political winners from Brexit are people who do not like Western Europe and what it stands for. Ironically, the United States — Europe’s greatest ally and the EU’s largest trading partner — may also end up as a beneficiary, though not if Donald Trump, the presumptive Republican nominee, wins the presidential election in November.
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Ne ha parlato in modo criptico Apple all’ultimo Wwdc annunciando che ad esempio per migliorare l’intelligenza artificiale alla base di Sri, supporterà la differential privacy. I dettagli non sono noti. La “pratica” è però da tempo sulle scrivanie di accademici di matematici.
La Repubblica
ROMA. Viaggiano lungo le reti Internet che le società di telecomunicazioni costruiscono a caro prezzo. Reti mobili, fisse, satellitari. Eppure non pagano niente per questo transito. Utilizzano anche i numeri di telefono che le società di tlc assegnano ai loro clienti, dopo averli acquistati dallo Stato. E neppure qui versano un solo euro. Ma ora il Garante per le Comunicazioni (l'Agcom) accende un faro su questo doppio privilegio di cui godono Whatsapp e le altre applicazioni per comunicare, pronto a cambiare le cose.
La Repubblica
La crisi di identità e di sostenibilità economica dei mezzi di comunicazione tradizionali, a partire dai giornali, non può essere banalmente spiegata come un pezzo della più generale crisi che affligge l’occidente. Quella dei media ha ragioni proprie, connesse con i processi di digitalizzazione e con l’erompere della rete nella vita dei cittadini. A fronte di questa crisi si erge il successo delle piattaforme digitali, dei social, degli aggregatori. Apple, Google, Facebook, Amazon sono i campioni della borsa nonché - qui sta il tratto innovativo - dell’informazione e della comunicazione. La struttura tendenzialmente oligopolistica dei mercati ove si muovono questi soggetti, sia nei comparti a monte (sistemi operativi, browser, apparati fissi e mobili), sia nei mercati a valle (motori di ricerca, social network, raccolta pubblicitaria online, e-commerce) crea problemi inediti di vigilanza e regolamentazione. Se condotta con equilibrio, lungimiranza e proporzionalità, sarà la sfida più avvincente dei prossimi anni.
La Repubblica
L’ armadietto prende posto del negozio sotto casa e del megastore. Questa è la strategia del supermercato virtuale di Banzai, la società fondata da Paolo Ainio, che, dopo la cessione per 45 milioni di euro della divisione Media a Mondadori, punta tutto sullo sviluppo dell’e-commerce contando di vedere il primo utile in bilancio a fine 2016
L'Espresso
Ama ripetere ultimamente il premier che esiste «un Sud capace di non lamentarsi soltanto, ma di reagire, innovare, competere nel mondo». È la nuova narrazione di Matteo Renzi, che dopo oltre due anni di silenzio pressoché totale ha deciso di far rotta sul Mezzogiorno. E allora eccolo qui, il meridione che piace al presidente del Consiglio.
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