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USCITA DI VENERDì 27 GENNAIO 2012
COVER STORY
Le News di Of
Il mutuo è morto? Di un fatto si è già detto: c’è un calo della domanda. Che sarebbe pari a un meno 19% rispetto all’anno precedente, secondo CRIF, ma molto più drastico e perfino drammatico secondo i dati rilevati sul campo da Of Osservatorio finanziario. Che in particolare ha già evidenziato come nel corso del 2011 sono di fatto scomparse le surroghe. La novità di questo gennaio 2012 è che anche l’offerta si è bloccata. O, perlomeno, non si rinnova. È quanto emerge da La Bussola di dicembre 2011 (vedi immagine a destra), il report mensile sul mercato finanziario che studia novità e prodotti presentati dai vari istituti di credito, a cura di Ofnews Insight di Of-Osservatorio finanziario, che ha notato a fine anno, una totale mancanza di nuove entrate nel settore mutui. Zero nuove proposte, contro le sette di dicembre; una di novembre, le nove di ottobre. E le cinque di un anno prima. Mentre, sempre a gennaio, erano 20 i nuovi conti annunciati e 16 le neonate nel settore delle carte prepagate
ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Ci sarebbe anche Francesco Gaetano Caltagirone tra i nuovi soci stabili di Unicredit. Secondo quanto appreso da milanofinanza.it, il costruttore ed editore romano, già presente nel capitale di Generali, di cui è anche vicepresidente, e in quello del Monte dei Paschi, avrebbe rilevato un importante pacchetto di azioni di Piazza Cordusio nell'ambito dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi che si chiuderà domani
la Repubblica
Ci sta perdendo soldi, Caltagirone (il pacchetto è in carico a oltre 1 euro per azione) e non è contento. Sta riflettendo, dice chi lo conosce, con un laicismo inedito verso le cose senesi, frutto del tracollo azionario, dei pasticci del maggiore azionista, della prossima uscita di Giuseppe Mussari, suo fidato referente. L' anno dirà se il ridimensionamento prelude a un addio o è la rincorsa per tornare sul Monte, più forte che pria
il Fatto Quotidiano
“Quella norma del decreto liberalizzazioni a noi sembra applicabile a una sola grande opera: il nuovo porto di Vado Ligure”, parola di Francesco Nerli, presidente di Assoporti, l’associazione che riunisce le autorità portuali italiane. Ma c’è un altro punto: il progetto di Vado che vede tra i principali finanziatori (con 100 milioni di euro) la Biis, fino a pochi mesi fa guidata da Mario Ciaccia, oggi viceministro alle Infrastrutture. Non solo: la Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (Biis, appunto) fa capo al gruppo Intesa, di cui era numero uno Corrado Passera, oggi ministro dello Sviluppo economico con delega alle Infrastrutture. Quella che sembra una polemica del mondo dei porti si rivela un altro capitolo del potenziale conflitto di interessi degli ex manager di Intesa. A Genova e in altri grandi porti italiani qualcuno, scherzando, definisce la nuova norma una legge “ad bancam”
Italia Oggi (su Dagospia)
Fatta una norma, molto spesso spunta fuori chi è in grado di ricavarne un bel business. È proprio quello che sta accadendo dietro le quinte del decreto «salva Italia», ormai pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in particolare della parte che incentiva l'installazione di scatole nere sulle automobili in vista di sconti sulle polizze assicurative. Per i consumatori la prospettiva è quella di un alleggerimento delle spese. Ma per le società che producono scatole nere si aprono grandi occasioni. Quante sono queste aziende? Diciamo che in Italia le due realtà al momento più attrezzate sono la Octo Telematics e la Cobra Telematics. Su di loro, infatti, le assicurazioni si stanno appoggiando per confezionare i nuovi pacchetti per i clienti. Le sorprese, però, arrivano se si va a dare un'occhiata agli azionisti, soprattutto di una di questa aziende. Si dà infatti il caso che la Octo Telematics, società con sede a Roma, sia controllata al 60% dalla Octobi spa. Questa società, che invece ha sede a Milano, a sua volta è controllata al 59,24% dalla Montezemolo & Partners sgr. Sin troppo semplice, dal cognome, risalire a Luca Cordero di Montezemolo, che con il figlio Matteo si divide praticamente in parti uguali la proprietà della sgr
Il Sole 24 Ore
Mentre in Grecia riprendono le trattative tra governo e creditori privati sulla ristrutturazione del debito, i rendimenti sui titoli di stato del Portogallo (l'altro malato grave dell'Eurozona) si impennano sempre di più. Il tasso sul decennale tocca per la prima volta il livello record del 15%. I titoli vengono trattati al 50% del loro valore facciale. Lo stesso che successe alla Grecia appena sei mesi fa (ora il tasso sui bond greci a 10 anni è oltre il 30%). Si impennano anche i cds sui titoli portoghesi. I derivati che assicurano contro il rischio default di Lisbona arrivano a 1365 punti base (altro massimo storico). La strada imboccata dal Portogallo, recentemente declassato a livello spazzatura da Standard & Poor's, sembra quindi essere la stessa di Atene
il Giornale
Prima di costruire la grande Unipol, utilizzando i «mattoni» di Fonsai, Carlo Cimbri deve essere sicuro che la malta finanziaria impiegata abbia il giusto mix tra concambi, «Terp» (prezzo teorico ex diritto) e dividendi. La road map dei consigli di amministrazione si svilupperà nel fine settimana: sabato Premafin e Ugf, domenica Fonsai (+2,43% in Borsa) preceduto dal contratto di compravendita tra la famiglia Ligresti e Unipol (+3,28%). Per digerire Fonsai, Bologna sarà probabilmente costretta a chiedere al mercato 1,1-1,2 miliardi: gli analisti scommettono su un prezzo di emissione vicino ai 9 centesimi, per uno sconto sul Terp del 20%. Un terzo del denaro raccolto, circa 400 milioni, sarà riversato a Premafin (che, a differenza di quanto previsto non dovrebbe più ricapitalizzare a sua volta) per seguire l'aumento di Fonsai imposto dall'Isvap: l'ammontare dovrebbe essere 650-700 milioni e si calcola un prezzo vicino a 15 centesimi (sconto sul Terp del 24%)
la Repubblica
Il fascicolo è lì da più di un anno. Da quando i francesi di Groupama avevano messo gli occhi su Fondiaria-Sai. Ora sembra essersi colorito di nuove sfumature. La procura di Milano non ha mai smesso di tenere sotto controllo quello che sta avvenendo dietro le quinte dell’operazione che porterà al salvataggio della compagnia assicurativa e del castello societario della famiglia Ligresti. E l’attenzione è aumentata a cavallo tra il 2011 e il 2012 con l’entrata in gioco di Unipol, una soluzione di sistema che minaccia di danneggiare i piccoli azionisti
la Repubblica
Alla vigilia dei cda decisivi per il riassetto di Unipol e Fonsai, cui seguirà il responso della Consob sullo schema di integrazione annunciato, i piccoli azionisti di Unipol, Fondiaria-Sai e Milano assicurazioni alzano la voce. Molti di loro, già attivi sui forum online, si sono dati un nome e scritto a Repubblica per manifestare tutte le loro critiche e contrarietà contro l'operazione congegnata dalla società bolognese, che prevede una complessa integrazione con Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni, dopo onerosi aumenti di capitale e mentre il pagamento di un corrispettivo avverrà solo al piano della holding Premafin, dove quasi tutto il capitale è nelle mani della famiglia Ligresti. Anche i 14 milioni promessi alla famiglia imprenditoriale siciliana come "patto di non concorrenza", al termine di una disastrata esperienza gestionale, raccolgono aspre critiche. Tutte le lettere sono firmate, da parte di piccoli azionisti (a volte anche dipendenti) che in questi anni - sia dalla parte della galassia Ligresti sia dalla parte delle cooperative rosse - ben poche soddisfazioni hanno avuto dai loro investimenti e dai manager cui erano stati affidati
Milano Finanza
Mentre Susanna Camusso torna a chiedere a Marchionne il piano industriale di Fiat, gli analisti di Mediobanca (outperform) cominciano a ragionare sull'incremento della quota del Lingotto in Chrysler (un altro 8% come primo step): ogni 1% di quota migliorerebbe di 0,06 euro per azione il valore del gruppo torinese
il Fatto Quotidiano
Che cosa hanno in comune Tele Sol Regina, emittente cremonese con tre collaboratori, e Telelombardia che, con i suoi 135 dipendenti e un centinaio di ripetitori, copre un bacino d’ascolto potenziale di 12 milioni di telespettatori? A prima vista niente. Eppure per il ministero dello Sviluppo economico sono esattamente uguali. Tant’è che riceveranno gli stessi soldi per sgomberare il canale sul quale irradiano il proprio segnale. Perché? Entrambe trasmettono su una frequenza compresa fra i canali 61 e 69, una porzione d’etere molto particolare. Sì, perché è quella che lo Stato ha recentemente messo all’asta per potenziare la banda 4G (Internet senza fili e servizi multimediali per i telefonini) riuscendo a racimolare la bellezza di 4 miliardi di euro. La gara era riservata alle compagnie di telecomunicazioni come Vodafone e Wind che, desiderose di ampliare la propria capacità trasmissiva, a forza di rilanci hanno portato una notevole boccata d’aria alle disastrate casse dello Stato
La Stampa
Ieri il consiglio di amministrazione della Ntv, sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, ha preso atto che «tutte le attività necessarie alla partenza di Italo» (così si chiama il treno ad alta velocità della compagnia) «sono in fase di conclusione». Italo ha ottenuto il prima via libera tecnico; le corse per il collaudo e il pre-esercizio dei treni sono cominciate; e sono stati definiti gli ultimi dettagli dei rapporti con Rfi (la società del gruppo Fs che gestisce la rete dei binari). Tutte queste novità «consentono l’avvio del servizio commerciale entro la fine di marzo». Inoltre il consiglio di amministrazione, «dopo avere esaminato le conseguenze del ritardo nel processo di omologazione del treno e il probabile impatto della situazione recessiva del Paese sulla domanda futura di traffico ferroviario, ha approvato, in vista della ormai imminente partenza del servizio, tutte le azioni necessarie finanziarie e manageriali»
Il Sole 24 Ore
Rischio caos per i telecomandi delle tv italiane. Il Tar del Lazio ha annullato il Piano di numerazione automatica dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento, il così detto Lcn (Logistic channel number) stabilito dall'Autorità per le comunicazioni nel 2010. Lo ha deciso la Terza sezione ter del Tribunale amministrativo, presieduta da Giuseppe Daniele, accogliendo un ricorso proposto da Sky Italia, assistita dall'avvocato Ottavio Grandinetti (scarica la sentenza). Il Tar del Lazio, su richiesta delle emittenti Canale 34 e Più Blu Lombardia, si era già pronunciato sulla delibera in questione, annullando lo scorso 1° agosto la parte del provvedimento che assegnava i numeri dal 9 al 19 alle emittenti locali
AFFARI PERSONALI
Corriere della Sera — Riccardo Cesari
Il titolo in esame è un puro pretesto e vuole essere solo una esemplificazione per un tema di grande importanza: come informare i risparmiatori sui rischi degli investimenti finanziari. In particolare: sono sufficienti e comprensibili le informazioni attualmente disponibili nel prospetto ufficiale del titolo? Si può fare di meglio? Il titolo è un’obbligazione relativamente «semplice» a 6 anni (scadenza 31/7/2017) a cedola variabile indicizzata al tasso Euribor a 3 mesi, con un minimo (floor) al 3,1% e un massimo (cap) al 5,0% annuo. Dalle 19 pagine di «sintesi» (!) del prospetto d’offerta e dalle 10 pagine di scheda-prodotto MiFid si ricavano le informazioni più significative riguardanti la scomposizione del prezzo e la rischiosità. In particolare questa viene riassunta in 3 casi specifici: l’Euribor cala del 40% all’anno, sta fermo o cresce del 40% all’anno
Il Sole 24 Ore
A Milano corrono le banche: in prima fila Mps e Ubi (rispettivamente +5,2% e +5,14%) spinte dall'attesa di operazioni di buyback su obbligazioni subordinate. Oltre il 5% anche la Popolare di Milano (+5,1%). Acquisti anche su A2a (+3,8%) e sul mondo Fiat: +3% la spa, +2,5% Fiat Industrial, +3,5% Exor. Corrono Unipol (+3,3%) e Fondiaria Sai (+2,5%) mentre si avvicina il week-end caldo con i consigli di amministrazione pronti all'integrazione tra le due compagnie assicurative. In discesa Lottomatica (-1,4%)
Il Sole 24 Ore
Non brilla per ottimismo lo scenario dipinto da Giorgio Girelli, ad di Banca Generali. «Lo scenario del risparmio gestito non può cambiare. Le banche escono dal settore perché sono distanti dal risparmio gestito e valorizzano altri strumenti. È anche una questione di mentalità, condizionata dalla necessità di fare ricavi a breve. Il risparmio gestito, o meglio, la gestione del risparmio, è troppo impegnativa e le banche italiane, come quelle inglesi o tedesche, non sono adeguate. La gestione del risparmio si fa con la consulenza, con degli specialisti preparati e non si può proporre solo prodotti di casa». Critico anche Fabrizio Meo, managing director di Ing I.M. Italia. «Il risultato conseguito nel 2011 dai fondi non stupisce – spiega –. Il fondo non è ancora centrale nei portafogli delle famiglie perchè è un prodotto che va spinto e le banche, che sono i maggiori collocatori hanno puntato su altro, soprattutto sui conti di deposito, strumenti favoriti anche dalla la crisi dei mercati che ha indotto molti risparmiatori a uscire dalle asset più rischiose»
Il Sole 24 Ore
Il dato di fine anno caratterizza l'ennesimo anno da dimenticare per l'industria italiana del risparmio gestito. Il settore nell'ultimo mese dell'anno ha perso 9,5 miliardi di euro, mentre il patrimonio si è attestato a 937 miliardi. E così su base annuale la raccolta complessiva ha raggiunto un record negativo: -40,8 miliardi. I deflussi si sono concentrati ancora una volta sulle gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) che hanno chiuso il bilancio di dicembre con i conti in rosso per 6,5 miliardi (-30,7 nell'anno), mentre le gestioni di portafoglio (retail e istituzionali) hanno contenuto il deficit a -3,6 miliardi (-10,2 sui 12 mesi)
Morningstar
Le trimestrali stanno tradendo i mercati. A Wall Street gli indici stanno viaggiando al ribasso dopo che aziende del calibro di Boeing e Yahoo! hanno presentato bilanci al di sotto delle attese degli analisti. Del gruppo fanno parte anche Advanced Micro Devices e Corning. Gli operatori sono delusi perché, in un contesto di recupero economico come quello mostrato dagli ultimi dati congiunturali, si aspettavano qualcosa di meglio. Va però aggiunto che quelli usciti oggi sulle vendite di case sono andati sotto le stime. Maggiori dettagli sullo stato di salute dell’America arriveranno fra qualche ora con le dichiarazioni della Federal Reserve che accompagneranno la decisione sui tassi di interesse (che dovrebbero restare fermi allo 0,25%). Gli operatori si aspettano che la Banca centrale Usa annunci un nuovo round di acquisto di bond legati ai mutui per la casa per liberare gli istituti di credito da asset a rischio
Corriere della Sera
Mettersi al riparo delle valute forti. I gestori puntano sulle emissioni obbligazionarie denominate in dollari - statunitensi, canadesi, australiani, neozelandesi - oppure sulle corone dei paesi nordici, proprio per poter disporre di una ciambella di salvataggio nel caso in cui la nave dell’euro dovesse arenarsi sulle secche del debito. «Una scelta prudente consiste nell’investire l’80% in titoli di Stato di area euro, soprattutto in Btp, e il restante 20% in bond di emittenti tripla e doppia A di area dollaro e paesi scandinavi», sostiene Marcello Ferrara, analista del reddito fisso di Consultique Sim, società indipendente di consulenza agli investimenti. «Se la crisi dell’euro troverà una soluzione e gli spread scenderanno, gli investitori potranno realizzare buoni guadagni grazie al rivalutarsi dei Btp. Viceversa, di fronte a un aumentare delle difficoltà della divisa comune europea le valute forti si apprezzeranno, svolgendo un importante ruolo di protezione del capitale», aggiunge
Corriere della Sera
I contribuenti che hanno debiti fiscali di modestissima entità, e magari noie procedurali enormi per assolverli, possono tirare un sospiro di sollievo. Con il decreto per la semplificazione tributaria, atteso in Consiglio dei ministri venerdì prossimo, il governo dovrebbe raddoppiare il limite al di sotto del quale l'amministrazione non darà corso alla riscossione dei crediti dovuti allo Stato o agli enti locali, portandolo a 30 euro per «ciascun tributo» e per «ciascuna annualità d'imposta » (ma con una clausola anti furbi). Nel decreto, inoltre, dovrebbe esserci una norma che consentirebbe alle imprese che hanno debiti fiscali scaduti, ma per i quali è stato concordato un piano di rateizzazione, di rientrare in ballo negli appalti e nelle commesse pubbliche. Mentre dovrebbero cadere alcune incombenze da parte dei contribuenti, come l'indicazione del domicilio fiscale negli atti destinati all'amministrazione
Il Sole 24 Ore
Dal 2012, tutte le pensioni e i supplementi contributivi andranno liquidati con il sistema retributivo per le anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 2011 e con il contributivo per quelle successive. Il nuovo criterio di calcolo, introdotto dall'articolo 24, comma 2, della legge 214/2011, riguarda coloro che hanno almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, la cui pensione veniva liquidata finora con il retributivo, in quanto per gli altri soggetti non cambia nulla. È questa, una delle precisazioni fornite dall'Inps con il messaggio 1405 di ieri, con il quale vengono fornite le prime istruzioni sulla riforma Monti-Fornero. Tenendo conto di questo criterio si avvalora la tesi (si veda Il Sole 24 ore del 6 gennaio scorso) che il nuovo sistema potrebbe portare benefici a coloro che, raggiunti i 40 anni di contributi con il retributivo, potrebbero aggiungere la quota contributiva dal 2012, abbattendo il tetto massimo dei 40 anni per il calcolo previsto dal retributivo
INCHIESTE
l'Espresso
Sapete quante cause collettive sono state vinte in Italia da quando c'è la legge che le prevede? Una. Contro il ministero dell'Istruzione. Mentre le corporation private (banche assicurazioni etc) l'hanno sempre fatta franca. Il bel risultato di una norma fatta male, chissà se apposta o no
Il Sole 24 Ore
Mentre sui titoli di Stato spagnoli e italiani torna un po' di fiducia, mentre le Borse toccano i massimi degli ultimi sei mesi, in Europa c'è un Paese che senza dare troppo nell'occhio sta finendo alla deriva: il Portogallo. Le vendite sui titoli di Stato di Lisbona nelle ultime settimane sono state così violente, che i rendimenti quinquennali sono ormai vicini al 18% e quelli decennali al 14 per cento. Questo significa che Lisbona, se volesse raccogliere finanziamenti decennali, sarebbe costretta a pagare tassi d'interesse quasi 12 punti percentuali superiori a quelli tedeschi. Insomma: il Paese rischia di sprofondare in una nuova crisi di liquidità. O nell'insolvenza. Ne è convinto Antonio Saraiva, presidente della Confindustria portoghese: a suo avviso il Paese ha bisogno di nuovi aiuti internazionali. Almeno 30 miliardi, a suo dire, che si sommerebbero ai 78 già ottenuti. Il primo ministro Pedro Passos Coelho lo nega ufficialmente: «Il Portogallo ‐ ha affermato ‐ non chiederà né di rinegoziare gli attuali aiuti, né di ottenerne altri». Il mercato, però, crede poco alle sue parole. Per due motivi. Uno: il Governo di Lisbona ha negato che avrebbe chiesto aiuti anche nel 2011, quando poi li ha effettivamente chiesti. Due: i dati che arrivano dall'economia portoghese lasciano poco spazio all'ottimismo
Il Sole 24 Ore
Paradossi dei tempi di crisi: all'ultima tornata contrattuale i dirigenti bancari - oggi 7mila persone, il 2,2% del comparto - trattarono solo di soldi. Oggi, chiusa la partita dei 340mila addetti del credito sulla sottile linea dello scambio salari-occupazione, i dirigenti hanno allargato il ventaglio della piattaforma. Soldi, ma anche garanzie. Piccoli paracadute, certo non robusti come quelli dei top, usi ad atterrare su materassi rigonfi di liquidazione. Qui si parla di gente che, in caso di licenziamento, prevede indennità commisurate a grado e anzianità
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Carlo Bastasin
Le parole della cancelliera Angela Merkel a Davos suggeriscono che bisognerà aspettare fino a marzo per discutere di fondi europei sufficienti ad assicurare il salvataggio di Italia e Spagna. Altri due mesi di attesa significa che ne saranno passati 22 dalla prima approvazione del fondo di stabilità. A essere ottimisti, tutto ciò dimostra un certo sangue freddo. In particolare se si pensa che i nostri piedi sono appoggiati su un enorme e instabile budino di 210mila miliardi di swap sui tassi d'interesse denominati in euro, cioè 25 volte l'ammontare totale dei debiti pubblici dell'area euro. Nel novembre scorso (appunto due mesi fa...) si è visto che quando gli swap hanno i brividi, tutta la casa dell'euro rischia di crollare. Non solo singoli Paesi, ma l'intero edificio, comprese le aste dei titoli tedeschi che sarebbero fallite senza l'aiuto della Bundesbank
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
Mario Monti comincia a vedere sprazzi di luce in fondo al tunnel della crisi. Compreso il possibile ammorbidimento della Germania di Angela Merkel. Non appena avrà la certezza di avere in tasca il nuovo patto sulla super-disciplina di bilancio a carico dei partner dell'euro. In questi giorni anche sui mercati prevale, se non un profumo di stabilità, almeno una pausa nell'accanimento. Merito della Banca centrale europea, si sussurra, della politica di Mario Draghi che ha spuntato le unghie della speculazione. Persino le previsioni recessive dell' Fmi, che ai primi di febbraio, secondo le prime indiscrezioni, saranno confermate se non accentuate da quelle europee, ieri sono state temperate da un sussulto di ripresa della fiducia del business tedesco, con l'indice al massimo da 5 mesi. Troppo presto e troppo poco però per illudersi che la lunga tempesta sia finalmente agli sgoccioli
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Il primo febbraio scadranno 25,8 miliardi di un ex-BTp decennale entrato in circolazione nell'agosto del 2001, quando la crisi del debito sovrano europeo poteva appassionare solo il mondo della fantafinanza. Il prossimo mercoledì, il Tesoro affronterà il primo maxi-rimborso del 2012 sulla fascia dei titoli a medio-lungo termine. Il primo di quel 'muro' di rimborsi - 'the wall' per gli analisti esteri - da oltre 90 miliardi e concentrato entro il 30 aprile, che solo due mesi fa, lo scorso novembre, aveva contribuito alla fuga dai BTp degli stranieri, a rendimenti oltre il 7% e allo spread record a quota 575 punti. Quel muro, oggi, spaventa meno. A soli tre giorni lavorativi dalla fatidica scadenza del primo febbraio, lo spread è tornato nell'orbita dei 400 punti, i rendimenti del decennale testano la soglia del 6% per riavvicinarsi ai livelli più normali del 5 per cento. Intanto le aste italiane d'inizio 2012 inanellano un successo dietro l'altro: ieri i CTz sono stati collocati per 4,5 miliardi - l'importo massimo in offerta, più del doppio rispetto all'emissione assegnata a fine dicembre - a un rendimento del 3,76% contro il 4,85% dell'asta precedente e del 7,81% di quella di novembre. Oggi saranno venduti BoT per 11 miliardi, con rendimenti attesi ancora in calo, mentre lunedì il Tesoro tornerà alla carica con un importo massimo importante, 8 miliardi, con BTp tra i cinque e i dieci anni in offerta
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
After receiving nearly half a trillion euros in cheap loans from the European Central Bank last month, the Continent's banks face a dilemma: to invest the money in lucrative but potentially risky government bonds or hoard the cash at a loss. The choice reflects the uncertainty surrounding Europe's financial system at a time when dark clouds continue to hover over the euro-zone economy and its common currency. Regardless of whether banks use the money to buy bonds or simply stash it at the central bank for safekeeping, consumers and businesses are unlikely to see much of the funds pumped ... (abbonamento)
The Wall Street Journal
For the world's largest central banks, the balance sheet has been the weapon of necessity in a crisis-riddled global economy—a weapon they appear likely to keep using in 2012. Before the 2008 crisis, most central banks managed credit, inflation and economic growth by moving short-term interest rates up or down in small increments. More recently, with rates near zero in the U.S., U.K. and Japan, and not far from zero in the euro zone, the world's largest central banks have resorted to making unconventional loans and ramping up the size of their portfolios of securities, actions that economists call balance-sheet expansion because it means the banks' stockpiles of assets are growing
The New York Times
The world’s financiers and finance ministers have descended on the annual forum in Davos, Switzerland, at another perilous moment, with the sovereign debt woes in Europe sapping strength from emerging markets and threatening global growth. Enlarge This Image Daniel Rosenbaum for The New York Times Lael Brainard, the top American financial diplomat, works behind the scenes. Multimedia Interactive Feature Tracking Europe's Debt Crisis Related Davos Updates Related in Opinion Ed Miliband: At Davos, Debating Capitalism’s Future (January 27, 2012) Enlarge This Image Kevin Lamarque/Reuters President Obama with Lael Brainard and other members of his financial team in November. “You cannot underestimate her,” said a German finance ministry official in a reference to the negotiator's calm yet persistent demeanor. Every nation’s rebound is at risk, including that of the United States — a particular concern for President Obama, who wants to trumpet the country’s renewed strength during his re-election campaign. Lael Brainard, America’s top financial diplomat, landed Thursday in Switzerland to help coax the European negotiations along. As the Treasury under secretary for international affairs, she has the urgent task of helping to persuade the Europeans to head off a financial crisis by building a firewall to quiet the markets once and for all — and doing so without any formal role in their negotiations. It is at times an awkward role, but the stakes are enormous, not just for the United States but for preservation of the euro zone and its currency.
The Wall Street Journal
A senior European policy maker said euro-zone governments may have to increase their contributions to Greece's debt deal, and said he was hopeful agreements could be struck soon to increase euro-zone bailout funds and International Monetary Fund resources. European Union economics commissioner Olli Rehn also appealed to the U.S. and other countries not to block an expansion in IMF resources—even if they didn't want to contribute directly. "It's in the interests of all concerned that we conclude a voluntary deal [for Greece] in the coming days, preferably in January rather than February," he said in an interview.
TECNOLOGIA
la Repubblica
Non sorprende che, nel mare magnum dell'App Store, molte delle applicazioni più scaricate appartengano oggi alla schiera dei "promemoria", in grado di tramutare lo smartphone in un assistente personale. Sono app come Wunderlist (iOS, Android) o Orchestra (iOS), che permettono di organizzare i propri impegni per giorno e tipologia, sincronizzandoli inoltre tra più dispositivi. Orchestra, eletta miglior app per la produttività del 2011, consente anche di inviare task ad altre persone, assegnando a ciascuno dei compiti da svolgere. Un modo per "scaricare" non solo la memoria, ma anche la coscienza. Evernote (iOS, Android, Windows Phone, Blackberry) sceglie un approccio diverso, proponendosi come un enorme contenitore digitale per appunti, immagini o registrazioni audio. Chi è più all'antica, invece, può optare per soluzioni come Penultimate (iOS), che consente di prendere appunti direttamente a mano
la Repubblica
Dovrebbe arrivare nei negozi fra ottobre e novembre e sarà sei, qualcuno dice addirittura otto, volte più potente dell'Xbox 360. Quanto basta per surclassare la Wii U 1 della Nintendo, l'erede della console più venduta nel mondo attesa anche lei entro fine anno. Stando alle voci che circolano con insistenza sul Web, la nuova macchina per videogame Microsoft si chiamerà Xbox 720 e userà il processore grafico della Amd serie 6000. In particolare una versione molto simile a quella presente sulla scheda Radeon Hd 6670. Del valore attuale di circa 80 dollari, supporta fra le altre cose sia il 3d sia la possibilità di controllare più schermi full hd. Non solo, pare avrà anche un lettore blu-ray come la PlayStation 3 che, lo ricordiamo, è tecnologia della Sony
Punto Informatico
Dopo una prima presentazione informale avvenuta nei giorni scorsi, il Commissario Europeo alla Giustizia Viviane Reding ha ora svelato ufficialmente la corposa riforma con cui la Commissione intende mettere ordine nel disordinato corpo delle regolamentazioni sulla privacy adottate dai paesi membri. La riforma va a sostituire integralmente le regole sulla protezione dei dati introdotte nel 1995 e implementate dai diversi paesi della UE in maniera differente l'uno rispetto all'altro. "Una singola legge eliminerà l'attuale frammentazione e i salati carichi amministrativi" per le aziende, dice la UE, con un risparmio stimato di 2,3 miliardi di euro all'anno e la rinnovata "fiducia" dei netizen europei nei confronti dei servizi online
Corriere della Sera
La campagna di McDonald’s era stata lanciata pochi giorni fa, quando per farsi largo e creare un passaparola internazionale via Twitter, l’azienda si era affidata (a pagamento) alla parola chiave, in gergo hashtag, «McDStories», rivolgendo un invito ai navigatori: condividere le loro «storie di McDonald’s». Storie positive, si intendeva. I problemi sono iniziati quando quello stesso hashtag ha iniziato ad essere utilizzato da centinaia di persone, ma con lo spirito opposto: raccontare esperienze negative, più o meno autentiche, più o meno leggendarie, con la catena di fast food. In pochi minuti, il portale di micro-blogging è stato sommerso da critiche sull'igiene dei ristoranti o sul trattamento dei dipendenti, da resoconti su problemi digestivi o addirittura cardiologici degli habitué del Big Mac, da vaghe ipotesi su contaminazioni di crocchette e patatine
Corriere della Sera
Semplici eppure geniali. Oggetti di cui non si può più fare a meno: iPad, iPod, iPhone, per citare soltanto i più noti, i più apprezzati, i più rincorsi. Oggetti dalle linee pulite entrati nell’immaginario collettivo. Tecnologia cult che contribuisce a modificare il nostro stile di vita. Ma anche, come un moderno, perverso contrappasso, lo stile di vita chi li produce in conto terzi, ovvero milioni di lavoratori cinesi costretti a rispettare turni estenuanti in condizioni che nessuno, in Occidente, potrebbe nemmeno figurarsi, tanto meno accettare. È il New York Times a far cadere un velo che, per la verità, appare davvero sottile, su una realtà al limite dell’incredibile con una lunga e dettagliata inchiesta cui, finora, la Apple, principale committente di prodotti che ne hanno decretato l’inarrivabile successo degli ultimi dieci anni (utili a 13 miliardi di dollari), non ha voluto replicare ufficialmente
Punto Informatico
Kim Dotcom è stato arrestato qualche giorno fa dentro il suo bunker casalingo in Nuova Zelanda. L'imponente, tamarrissimo, cittadino tedesco, proprietario e mente del cyberlocker Megaupload sembra un personaggio prelevato a forza da un gangster movie contemporaneo. Una biografia molto varia, dalle condanne giovanili per furti di carte di credito, a quelle per insider trading, e poi belle donne, aerei privati, soggiorni in galera, auto di lusso, abiti improbabili, fucili. Non si è fatto mancare nulla Dotcom in questi anni, compreso l'acquisto per 25 milioni di dollari di una delle più belle residenze della Nuova Zelanda nella cui panic room le autorità lo hanno arrestato un paio di giorni fa su richiesta di un giudice della Virginia, abbracciato - si dice - al proprio fucile scarico
Technology review
Most security software defends PCs and websites by acting like a locked door to shut hackers out. A new security company, Mykonos Software, instead invites hackers in through a fake entrance and plays tricks on them until they give up. "If you break in, I want to have fun with you," says David Koretz, CEO of Mykonos. Koretz claims that the computer security industry is too timid—he advocates making hackers' lives tedious and difficult instead. Mykonos sells software intended to protect websites against attacks—like those on Sony's websites last year that yielded thousands of credit-card numbers—aimed at gaining access to valuable data such as user credentials. When Mykonos's software identifies an attacker, it tries to waste the hacker's time by offering false data such as phony software vulnerabilities and fake passwords. This week, the 19-person company announced it had received $4 million in investments from a number of Web and technology company leaders, including Jeff Clark, the chairman of Orbitz
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I fondi etici non sono tutti uguali ma, mediamente, hanno performato meglio rispetto ai fondi comuni tradizionali. È quanto emerge dal Secondo Rapporto sui Fondi Etici in Italia, che classifica i migliori prodotti d’investimento socialmente responsabili in Italia ed include un’analisi sulle performance dei fondi realizzata in collaborazione con Morningstar.

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3) Migliorconto/11. Miglior Online: Conto IW di IWBank

Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta

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8) Questo Bancomat è una filiale

9) Il blitz di Natale di Poste Italiane

10) Conti di deposito. A caccia di rendimenti


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2) OfMigliorPrepagata 2012: i vincitori

Sono (quasi) 11 milioni. E sono sempre più simili a un conto corrente. OfMigliorPrepagata 2012 è in versione sostituisci-conto, ha l’Iban, si usa si internet per fare acquisti e per i giochi online. Of-Osservatorio finanziario presenta la IX Edizione del Rapporto Prepagate. Vince Superflash di Intesa Sanpaolo. Secondo gradino del podio per Carta Corrente Prepagata di Banca Sella. Terzo classificato per Carta Paypal di CartaLIS IMEL. Ecco la top ten 2012

3) ING Direct: "Ecco perché la banca online apre le filiali" (Aggiornato)

Dopo Bergamo, Padova, Roma e Venezia, apre a Milano la quinta filiale a marchio ING Direct, la banca solo online per eccellenza. Con qualche cosa in più rispetto alle tradizionali filiali di banca. Cosa c’è di nuovo? Come funziona? E, soprattutto, perché una banca solo online inizia a puntare sul rapporto diretto con i clienti? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto ad Alfonso Zapata, General Manager di ING Direct Italia

4) Stop ai fondi tossici, crescono quelli sani

5) Conti di deposito. A caccia di rendimenti

6) Arrivano i depositi anti Btp (Aggiornato)

7) Migliorconto/11. I vincitori

8) L’evoluzione del Prestito e dell’E-commerce. Raccontata da Compass

9) Questo Bancomat è una filiale

10) Alla ricerca del mutuo anticrisi

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