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USCITA DI VENERDì 24 FEBBRAIO 2017
COVER STORY
Il Sole 24 Ore
UniCredit sfiora l’en plein al primo colpo. Si è conclusa la prima fase dell’aumento, e per arrivare ai 13 miliardi richiesti al mercato, mancano all’appello solo 30 milioni. Nel dettaglio, ha comunicato in serata la banca, nel periodo di offerta sono stati esercitati 616.559.900 diritti di opzione e, quindi, sottoscritte 1.603.055.740 nuove azioni, pari al 99,8% del totale delle nuove azioni offerte. Strada tutta in discesa, ormai: i diritti non esercitati, pari a 1.469.645 unità, saranno offerti in Borsa dal 27 febbraio al 3 marzo prossimi, salvo chiusura anticipata dell’offerta. Come si diceva, lo 0,2% di nuove azioni non sottoscritto ha un controvalore di poco superiore a 30,9 milioni di euro. Una volta riaperti i termini per i diritti non esercitati, i diritti acquistati potranno essere utilizzati per la sottoscrizione, al prezzo di 8,09 euro per ciascuna nuova azione, di 13 nuove azioni ordinarie ogni cinque diritti acquistati.
Il Sole 24 Ore
L’aumento di capitale di Unicredit si è chiuso con adesioni pari al 99,8% dell'offerta, permettendo di raccogliere circa 12,97 miliardi di euro. Nel dettaglio, nel periodo di offerta sono stati esercitati 616.559.900 diritti di opzione e, quindi, sottoscritte 1.603.055.740 nuove azioni, pari appunto al 99,8% del totale delle nuove azioni offerte. I diritti non esercitati, pari a 1.469.645 unità, saranno offerti in Borsa dal 27 febbraio al 3 marzo prossimi, salvo chiusura anticipata dell'offerta. Lo 0,2% di nuove azioni non sottoscritto ha un controvalore di poco superiore a 30,9 milioni di euro. Una volta riaperti i termini per i diritti non esercitati, i diritti acquistati potranno essere utilizzati per la sottoscrizione, al prezzo di 8,09 euro per ciascuna nuova azione, di 13 nuove azioni ordinarie ogni cinque diritti acquistati
ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
La struttura è descritta dai top manager dell’eba in un paper appena pubblicato . Un’ asset management company europea potrebbe essere in grado di ovviare ai fallimenti del mercato quando si tratta di compravendite di crediti deteriorati come parte di una serie di misure disegnate per affrontare il più ampio tema dei crediti non performing . E l’asset management company dovrebbe essere strutturata in modo tale da rispettare le attuali regole in tema di aiuti di Stato e risoluzioni...[...]
Il Sole 24 Ore
Nel 2020 l'Asia produrrà il 28% del new business value delle Generali e tra 15 anni in Cina ci potrebbe essere la compagnia più grande del gruppo. Oltre ai quattro pilastri, Italia, Francia, Germania e Cee, Brasile e Argentina sono e resteranno strategiche così come Austria, Svizzera e Spagna. Non solo. Sarà proprio lo svilluppo del profilo internazionale del Leone a fare da volano alla futura crescita della compagnia. Ne è sicuro Frédéric de Courtois, ceo Global Bunsiness Lines & International delle Generali che in questo colloquio con Il Sole 24 Ore spiega perché le attività estere sono un valore da preservare e su cui puntare: «Sono un fattore chiave, oggi valgono il 66% dei nostri premi e poco meno del 60% del risultato operativo ma in prospettiva peseranno sempre di più». Qualche settimana fa, quando appariva imminente un possibile affondo di Intesa Sanpaolo sulla compagnia di Trieste, lo spettro di un possibile spezzatino del gruppo assicurativo ha spinto le Generali a difendersi andando ad acquistare un 3,4% di Ca' de Sass. L'intento, in parte, era di evitare di diventare oggetto di operazioni non concordate che in qualche misura impattassero sul perimetro di riferimento della società. Un perimetro che geograficamente è in fase di revisione ma che, in previsione, sarà la base per costruire i ricavi del gruppo da qui al 2030: «Restiamo nei paesi dove vediamo grande potenziale», ha garantito de Courtois
la Repubblica
Per quel che vale una dichiarazione al giorno d'oggi, quella degli assicuratori francesi di Axa è molto netta. "Su Generali siamo stati chiari: una tale fusione non porterebbe nulla al gruppo Axa, non è all'ordine del giorno". Così il direttore finanziario del gruppo parigino Gerald Harlin, nella conferenza stampa sul bilancio 2016, ha commentato le indiscrezioni che da settimane circolano sull'eventualità di una scalata francese al colosso triestino delle polizze. Salvo che l'ultima settimana di gennaio a uscire allo scoperto è stata Intesa Sanpaolo, confermando altre voci per cui aveva allo studio valutazioni su di una "combinazione industriale" con Generali nei settori assicurativi e del risparmio gestito. Tutto un attimo prima che il Leone, in chiave difensiva, rastrellasse un blocco del 3% di Intesa Sanpaolo per evitare una scalata parziale ai sensi della normativa italiana.
Milano Finanza
Banco Bpm è contrario all'utilizzo dei fondi di Atlante 2 per la ricapitalizzazione della Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca. L'ad dell'istituto (è uno dei soggetti partecipanti al fondo gestito da Quaestio sgr), Giuseppe Castagna, è contrario all'ipotesi di utilizzare la liquidità di Atlante 2 per gli aumenti di capitale delle due banche venete. "Abbiamo già votato contro questa ipotesi in Atlante 1, quindi sembra abbastanza ovvio che non siamo favorevoli", ha detto quest'oggi Castagna. Il fondo, che ha salvato le due banche venete in occasione della fallita Ipo investendo in aumento di capitale complessivamente 2,5 miliardi di euro, e che si è già impegnato per 938 milioni nella prossima ricapitalizzazione, potrebbe intervenire con gli 1,7 miliardi non investiti nelle sofferenze di Mps . Queste risorse sono in dotazione di Atlante 2 e sono destinati agli investimenti in Npl. Tuttavia recentemente Alessandro Penati, presidente di Quaestio sgr, ha chiarito che i fondi potranno essere utilizzati anche in un investimento in equity delle due banche ("potrebbe essere utilizzato per l'equity
Il Gazzettino
Dopo quelli della Popolare di Vicenza anche i bond con garanzia statale offerti da Veneto Banca sono andati piuttosto bene. In una nota Veneto Banca ha confermato l'esito del collocamento sottolineando che la buona domanda ha permesso «sia di ridurre lo spread finale a +53 punti base sopra il rendimento del Btp di analoga durata (in diminuzione rispetto ad una guidance iniziale di 60 punti base) sia di ampliare l'offerta finale ad 1,350 miliardi». L'emissione ha visto la partecipazione di oltre 90 investitori istituzionali, di cui circa il 60% esteri. I bond collocati sul mercato fanno parte dell'emissione da 1,75 miliardi di euro con scadenza febbraio 2020 sottoscritta dalla banca lo scorso 2 febbraio. La parte restante dell'obbligazione (400 milioni di euro) è attualmente ritenuta come collaterale per operazioni di finanziamento
Milano Finanza
Il cfo di Axa , Gerald Harlin, durante la conferenza stampa di presentazione dei conti 2016 tenuta a Parigi ha dichiarato che il gruppo assicurativo francese, è "pronto a continuare la partnership con Mps e sosteniamo l'operazione sul capitale". Axa è azionista della banca senese ed è legata all'istituto da un accordo di bancassurance. Quanto ai risultati 2016, questi hannno inviato segnali contrastanti. Axa ha chiuso l'esercizio con una crescita dell'utile netto del 6% rispetto a un anno prima, in scia in particolare alle solide performance del ramo Vita. In dettaglio, la compagnia assicurativa francese, la seconda in Europa per capitalizzazione di mercato, ha visto l'utile netto salire da 5,62 a 5,83 miliardi di euro, poco sotto i 5,84 miliardi attesi dal consenso degli analisti elaborato da FactSet. I ricavi sono invece cresciuti del 2% a 100,19 miliardi.
Corriere della Sera
Il 64enne finanziere bretone Vincent Bolloré, primo azionista del colosso multimediale francese Vivendi, secondo azionista di Mediobanca con l’8% e primo di Telecom Italia con il 24,68%, è indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di reato di aggiotaggio nell’operazione con la quale Vivendi ha comprato azioni Mediaset salendo nel dicembre scorso sino al 28,8% (diritti di voto al 29,94%) del capitale del principale gruppo televisivo privato italiano che è controllato al 40% dalla Fininvest. E proprio la cassaforte della famiglia Berlusconi, come reazione, si era rivolta non solo alla Consob e all’Agcom, ma anche alla Procura con un esposto nel quale accusava il gruppo francese di «aver creato le condizioni» (attraverso la disdetta nel luglio 2016 del contratto d’acquisto di Mediaset Premium pattuito in aprile insieme allo scambio azionario del 3,5% tra Vivendi e Mediaset) «per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset» e poi lanciare la scalata «a prezzi a sconto». Coincidenza in procura. Berlusconi, che negli anni scorsi ha avuto proverbiali conflitti con la Procura di Milano, ora nella stessa Procura trova una sponda alle proprie prospettazioni: sempre ieri, infatti, neanche a farlo apposta, nello stesso corridoio del Palazzo di giustizia, mentre il pm Fabio De Pasquale ascoltava come teste nell’inchiesta Vivendi-Mediaset il capo degli affari legali del Biscione, Pasquale Straziota, i carabinieri tenevano lontani i cronisti dall’ufficio dove Berlusconi stava testimoniando di fronte ai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio come «parte offesa», cioè potenziale vittima di un’estorsione tentata da una ragazza che ha testimoniato nei processi Ruby, indagine scaturita da una denuncia del suo avvocato, il parlamentare Niccolò Ghedini
Milano Finanza
L’immobile in centro a milano vale 100 milioni . Parte il processo di valorizzazione dello storico edificio di oltre 8 mila metri quadrati. Potenziali interessati i fondi Blackstone e Hines o la Coima di Catella. Sul dossier anche l'australiana Lend Lease. È uno dei cantieri ai quali il management di Fininvest lavora da un paio d’anni. Non è una priorità assoluta, si dice dalla parti di via Paleocapa - perché l’urgenza è la cessione del Milan ai cinesi, poi vi è da attendere il giudice della Bce sulla quota in Mediolanum, oltre a dipanare la matassa Mediaset-Vivendi - ma è uno degli obiettivi per l’anno in corso. La cessione dello storico palazzo in...[...]
Il Sole 24 Ore
I Governi di Germania e Francia hanno espresso parere favorevole al possibile acquisto di Opel (gruppo General Motors) da parte dei francesi di Psa Peugeot Citroen. Vi è «un'assoluta uguaglianza di vedute» sul tema, ha affermato il ministro francese dell'Economia, Michael Sapin, a seguito di un incontro con il suo omologo tedsco, Brigitte Zypries. Entrambe le parti hanno concordato una dichiarazione in cui, tra le altre cose, si auspica che «nell'interesse degli occupati si raggiunga al più presto chiarezza sulle prospettive di sviluppo di entrambe le società».
la Repubblica
Leonardo ha chiuso il 2016 con un utile netto ordinario pari a oltre 500 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 253 milioni del 2015. I dati preliminari esaminati dal cda evidenziano ordini acquisiti nel 2016 pari a circa 20 miliardi di euro in crescita di oltre il 60% rispetto al 2015. Il portafoglio ordini alla fine di dicembre 2016 raggiunge raggiunge così i 35 miliardi di euro, equivalente a quasi 3 anni di produzione, superiore del 20% rispetto a un anno prima. I ricavi, pari a circa 12 miliardi, sono in riduzione di circa l'8% rispetto al 2015, per effetto dell'impatto negativo del cambio Euro/Sterlina, delle revisioni del perimetro di business nell'Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza (in Usa) e del difficile contesto di alcuni mercati di riferimento negli Elicotteri.
AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
A Piazza Affari giornata contrastata per il settore bancario. Positive Banco Bpm (+0,61%), Mediobanca (+0,46%) e Unicredit (+1,14%). In serata sarà reso noto l'esito dell'aumento di capitale da 13 miliardi di euro dell'istituto di Piazza Gae Aulenti, operazione che si preannuncia essere stata un successo, sprattutto perché portata a termine in un momento non facile per i mercati. Negative, al contrario, Ubi Banca (-1,29%), Bper (-1,78%) e Intesa Sanpaolo (-0,75%). Dopo essersi dimostrati solidi in sedute complesse, invece, cedono gli industriali. Buzzi Unicem ha chiuso in perdita del 3,04%, Cnh del 2,85% e Fiat Chrysler del 2,78%. Hanno limitato i ribassi Ferrari (-0,16%), che oggi ha ampliato la sua collaborazione con Luxottica (+0,57%), e Atlantia (-0,09%). Si è riconfermata tra le più appetibili, al contrario, Stm
Morningstar
Lezione N.4 - L’importanza di uno dei pilastri delle valutazioni dei fondi condotta dal team di analisti di Morningstar. (video)
Morningstar
Se state cercando un fondo che abbia il massimo dei voti in tutti e tre i rating Morningstar (Star, Analyst e Sustainability), preparatevi a rimanere delusi. Tra i comparti distribuiti in Italia ci sono solo due classi, una di Comgest Growth Europe, l’altra di First State Greater China Growth, entrambe con soglie di ingresso molto alte (in genere, questo tipo di classi è dedicato ad investitori particolari, come ad esempio gli istituzionali, e ha costi inferiori a quelle retail). Questo dimostra quanto sia difficile ottenere una promozione a pieni voti in tutte le materie. Ma non significa che in Italia non ci siano fondi meritevoli. I tre rating, infatti, ci danno indicazioni differenti e ugualmente utili per scegliere un prodotto di risparmio gestito. Inoltre, non vanno considerati come una raccomandazione di acquisto, ma come strumenti di valutazione per prendere decisioni consapevoli. Test di risultato. Lo Star Rating, il più anziano (è stato lanciato nel 1985, ma la metodologia attuale è del 2002), è una misura quantitativa delle performance passate. Si basa sul calcolo del rendimento corretto per il rischio e i costi su orizzonti di tre, cinque e dieci anni (il giudizio overall è una media ponderata dei rating sui differenti intervalli temporali). E’ assegnato all’interno di categorie omogenee (Morningstar Category) sulla base di una “distribuzione normale” (o a campana): il miglior 10% riceve 5 stelle, il successivo 22,5% 4 stelle e così via. Per ottenere lo Star Rating, i fondi devono avere almeno tre anni di vita
Morningstar
Secondo Andrea Rocchetti di Moneyfarm, i Piani individuali di risparmio presentano diversi punti deboli, in particolare sotto il profilo della diversificazione e dei costi. Il suggerimento è di dedicare eventualmente solo una piccola parte del proprio portafoglio a tali strumenti. (video)
Milano Finanza
Le compagnie di riassicurazione trattano, secondo gli analisti di Ubs, su livelli di valutazione troppo elevati, tenendo conto delle prospettive dei tassi, della continua pressione sui margini reddituali e in generale della solidità dei bilanci. Ecco rating e target price 1) Swiss Re. Sulla compagnia elvetica, che capitalizza 31,8 miliardi di euro, il rating è sell (vendere) con prezzo obiettivo 85 franchi svizzeri, che è inferiore ai livelli attuali. Nel breve il sostegno alla quotazione che deriva dalle operazioni di buy-back (riacquisto di azioni proprie) verrà meno. Gli utili attesi risentiranno inoltre delle incertezze sulla redditività del capitale. Il titolo tratta 11 volte l'utile 2017 e 2018, mentre il rendimento della cedola 2017 è 5,2%. 2) Scor. È la società del settore che beneficia di più della tendenza al rialzo dei rendimenti dei bond Usa, ma la forte performance borsistica già messa a segno di recente spiega il giudizio neutrale, con target price 33 euro, in linea con le quotazioni recenti. Il titolo, che capitalizza 6,2 miliardi di euro, tratta a 10,5 volte l'utile 2017 e 9,9 quello del 2018. Attraente il dividend yield 2017 del 5,3%, che secondo gli analisti è sostenibile in futuro e potrebbe progredire di pari passo alla crescita dei profitti. 3) Munich Re
Il Sole 24 Ore
Da 9 gennaio scorso intermediarie e cittadini possono contare su un nuovo organismo per la risoluzione stragiudiziale dei contrasti su servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio messo in campo dalla Consob: l'Arbitro per le controversie finanziarie. All'Afc possono rivolgersi gratuitamente i risparmiatori che hanno presentato senza successo reclami agli intermediari finanziari di cui sono clienti, e permette di risolvere le controversie in rapido ed efficiente senza passare dai tribunali. Nel “Focus” racconta compiti e prospettive del nuovo organismo il suo presidente Gianpaolo Eduardo Barbuzzi. (video)
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Uno spettro si aggira sulle banche centrali, ma non è il Cigno Nero dell'economia mondiale: è la bolla speculativa dei Bitcoin, il Brutto Anatroccolo del mercato valutario. In Italia se ne parla poco, il concetto di moneta digitale è ancora fermo alle carte di credito, ma nella comunità finanziaria internazionale e tra le autorità di vigilanza, la crescita stratosferica, rapida e sostanzialmente incontrollata della «cripto-valuta» sintetica che si spende sul web, non è passata inosservata. Anche perché erano più di vent’anni, dai tempi della bolla di internet, che il mercato non si lanciava così a capofitto su un asset finanziario senza storia, dal futuro ancora indimostrabile e da un passato più opaco del presente. Bitcoin non è Google, Apple o Facebook, ma chi giudica speculative le quotazioni dei primi protagonisti dell’era digitale, dovrebbe dare un’occhiata ai grafici di Bitcoin: chi altro ha mai guadagnato il 274mila per cento in appena 96 mesi di scambi? Quali prospettive di reddito e sviluppo sono mai nascoste nel futuro di una valuta elettronica senza volto e senza storia, di cui mezzo mondo conosce a malapena solo il nome? E non solo quello della moneta: il mondo che gira intorno ai Bitcoin è talmente opaco, che dopo nove anni di caccia all’uomo tra il Giappone, gli Stati Uniti, l’Europa e l’Australia, non è ancora chiaro chi abbia inventato i Bitcoin
Il Sole 24 Ore
Nella competizione per controllare la più grande piazza del mondo per gli scambi di oro, il London Metal Exchange (Lme) ha deciso di giocare d’astuzia, alleandosi con un gruppo di colossi bancari, che già oggi sono tra i soggetti più potenti sul mercato aurifero londinese: un mercato da 5mila miliardi di dollari l’anno, che oggi fa gola a molti. L’irrigidimento delle regole sulla gestione dei rischi nel sistema bancario sta infatti rendendo sempre più onerosi gli scambi Over- the-counter (Otc), incoraggiando la loro migrazione verso borse regolamentate. Il Cme Group, forte dell’esperienza al Comex di New York, in gennaio ha già varato dei future londinesi sull’oro con consegna fisica, seguito a ruota dall’Ice. Il Lme arriverà in ritardo, con un debutto programmato solo per il 5 giugno. Ma questa volta è ben deciso a non perdere la competizione, dopo che nel 2014 l’Ice l’aveva battuto nella gara per la gestione del nuovo fixing dell’oro e il Cme in quella per l’argento (il Lme si era dovuto accontentare del platino).
Il Sole 24 Ore
Nell’intero 2016 sono stati stipulati circa 1,72 milioni di contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni, a fronte di 1,64 milioni di cessazioni di rapporti stabili: il saldo positivo è di circa 82.000 contratti, con una flessione del 91% rispetto allo stesso dato del 2015, quando il saldo era di 934.000 contratti in più. È quanto emerge dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che mostra un netto calo delle assunzioni a tempo indeterminato (-37,6%) e delle trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine (-35%). Inps: nel 2016 crollo delle assunzioni stabili (-37%) . In particolare i contratti a tempo indeterminato sono stati nel 2016 763.000 in meno del 2015, con un crollo del 37,6%. Una riduzione che, ricorda l’Osservatorio Inps, segue il «forte incremento registrato nel 2015, anno in cui si poteva beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per tre anni».
COMMENTI
il Fatto Quotidiano — Beppe Scienza
Le banche cercano di ribaltare sui clienti la responsabilità delle perdite provocategli vendendo loro azioni non quotate, rifilando obbligazioni senza spiegarne i rischi ecc. La colpa sarebbe dei risparmiatori, che sono ignoranti e incompetenti. Serve quindi una campagna di educazione finanziaria. Un’iniziativa apparentemente sensata, rigirata però in una trappola micidiale, perché finalizzata solo a indirizzarli verso gli sfasciacarrozze del risparmio gestito. Tale strategia trova sponda non solo nella stampa amica, ma anche nella Banca d’Italia e altri soggetti pubblici. Una triplice conferma arriva dal convegno del 18 gennaio 2017, dedicato a “L’educazione finanziaria in Italia: oggi e domani”. Ovviamente i giornaloni italiani hanno applaudito all’iniziativa. Fra le pochissime voci critiche quella di Elio Lannutti dell’Adusbef, su una pubblicazione però davvero poco diffusa (Il Foglietto della Ricerca). Era inutile perdere tempo ad andarci, salvo volersi rovinare il fegato. Bastava vedere com’era organizzato. Primo e più grave: chi erano gli organizzatori? Banca d’Italia, Ivass, Covip, Consob insieme però alla Feduf, una fondazione costituita da 70 banche, e al Museo del Risparmio di Intesa-Sanpaolo. Mai sentito parlare di conflitto d’interessi? È come un convegno sulla ludopatia, cioè sulla malattia del gioco d’azzardo, del Ministero della Salute assieme con Lottomatica, Snai, il Casinò di Saint-Vincent ecc.
INTERNAZIONALE
Financial Times
Berlin and Rome are backing the European Commission’s plan to rule out starting trade talks with Britain until the UK gives assurances on a multibillion-euro Brexit bill and citizens’ rights. German and Italian officials say they support Michel Barnier, the chief EU negotiator, in seeking progress on divorce terms as an opening step. France is uncompromising on the estimated €60bn exit bill, while Spain is more wary of attempts to “punish” Britain. Such stances are preliminary, since EU member states have still to take a formal position. But the position of Berlin and Rome is a blow to British ministers, who are banking on Germany taking a softer approach and overruling Commission hardliners. David Davis, Brexit minister, is adamant that trade talks will start in parallel with discussions on the terms of Britain’s withdrawal....Sandro Gozi, Italy’s minister for European affairs, told the FT it was an important to stagger talks to establish trust. “Parallel negotiations may be interesting for London, but I think they are a bad idea, also for the UK. This is a damage limitation process so it requires even more good faith than usual,” he said. “This is something we will have to decide together [as the 27] but it is very difficult to have two parallel processes.” There is more debate over the issue in Germany.
Forbes
At the end of 2016, Goldman Sachs launched a new online lending platform called Marcus. The move into online lending by one of the most successful investment banks in the world is a telling move for two reasons. First, it’s a good indicator of the post-financial crisis banking industry. Since Goldman Sachs turned into a bank holding company at the height of the financial crisis in 2008, the bank has been forced to navigate through greater regulatory oversight. Second, rising compliance costs—combined with over seven years of zero-interest rate policy from the Fed—was a bad environment for bankers. The new normal of low interest rates and restrictive regulations have forced banks to adapt in order to turn a profit. For Goldman Sachs, that has meant a push to grow its investment management business line and to diversify its earnings with new retail banking efforts such as Marcus. The End of Banking as We Know It
Marketwatch
LONDON-- Barclays PLC Chief Executive Jes Staley on Thursday said a deep restructuring at the bank would soon finish, as the British lender swung to a GBP1.6 billion ($1.99 billion) annual net profit. Last year Mr. Staley launched a sweeping overhaul aimed at refocusing the bank on its U.K. and U.S. businesses. Barclays will shut the unit that holds its unwanted asset by June, ahead of schedule, and will also end a hiring freeze. "We will have completed the restructuring of Barclays at that point," Mr. Staley said. The British bank will now focus on revamping its technology operations to reduce costs and improve customer service. Shares fell 4% in afternoon trading, as the bank missed analysts' cost targets and investors fretted about future profitability.
Fortune
Security software provider Symantec held talks to acquire FireEye about six months ago, but is not currently pursuing a deal with the cybersecurity company, people familiar with the matter said on Thursday. The two companies could not reach a deal because of disagreements over price, the sources said, asking not to be identified because the negotiations were confidential. Symantec and FireEye declined to comment. Shares of FireEye (FEYE, +0.71%) had jumped earlier on Thursday after financial blog Zero Hedge published an article based on anonymous sources stating that Symantec's LifeLock unit (SYMC, -0.07%) was willing to offer $16 per share for FireEye.
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Il machine learning per identificare i troll, i commenti offensivi sui siti e aiutare gli editori a bloccarli. Google scende in campo per rimettere ordine sul complicato tema di insulti e odio che si esprimono attraverso i commenti online. E lo fa con una tecnologia open source basata sull’intelligenza artificiale e sviluppata con il suo incubatore tecnologico Jigsaw, ex Google Ideas. Si chiama “Perspective” questa tecnologia ancora sperimentale che rivede i commenti assegnando loro un punteggio basato su quanto simili siano ai commenti dagli utenti già identificati come tossici. Test con NYT e Wikipedia. Questa iniziativa per cercare di arginare l’azione dei “leoni da tastiera” era già stata annunciata lo scorso settembre. In questi mesi Jigsaw ha testato la soluzione in vari step con New York Times e Wikipedia. Con Perspective sono state esaminate decine di migliaia di commenti poi etichettati manualmente da revisori umani. «La sfida – ha spiegato in una conference call Jared Cohen, fondatore e presidente di Jigsaw – è creare le possibilità per garantire buone conversazioni su Internet
Corriere della Sera
Wind Tre, la società nata dall’aggregazione dei due operatori e rimasta sotto la guida di Maximo Ibarra, licenzia il suo primo bilancio. Il 2016 si è chiuso con ricavi totali in aumento dell’1,3% a 6.491 milioni di euro, un ebitda pari a 2.184 milioni di euro, in miglioramento del 6,8% rispetto al 2015 e del 7,5% nell’ultimo trimestre del 2016 e generazione di cassa operativa pari a 1.012 milioni di euro, in crescita del 9,5%. I ricavi da servizi mobili sono stati pari a 4.392 milioni di euro (+1,7%); in crescita anche quelli da internet mobile (+10% a 1.329 milioni di euro) e fisso (+4,2% a 586 milioni di euro)
Il Corriere della Sera
Un mistero ad alta tecnologia. Waymo, la società costituita da Google per i servizi di mobilità e le auto senza pilota, ha denunciato un ingegnere e team manager per aver «rubato» un importante progetto che riguarda un vettore di sensori che permettono la navigazione automatica e la sicurezza stradale. E a beneficiare di questi preziosi file sarebbe stata Uber, l’azienda di trasporto che sta portando avanti uno sforzo per allestire una flotta di veicoli senza conducente. La denuncia Il presunto furto è descritto in una denuncia presentata alla corte federale di San Francisco dalla Waymo, che otto anni fa ha cominciato a progettare, inizialmente in segreto, le auto che si guidano da sole, e che ora opera come una divisione della controllata Google Alphabet Inc. La denuncia cita una serie di prove a carico di Anthony Levandowski, un ex manager addetto al progetto, che avrebbe scaricato 14mila file confidenziali su un computer portatile prima di dar vita, nel 2016, ad una propria società. Uber ha poi acquistato la start up di Levandowski, ‘Otto’, lo scorso anno per 680 milioni di dollari ottenendo
la Repubblica
La potremmo chiamare "la rivincita dei vecchietti". Uno scontro generazionale combattuto a colpi di tecnologia con un risultato non sempre scontato. Smartphone contro anti-smartphone: il presente contro il passato; una partita che, se non finisce in parità, poco ci manca. Il mondo dell'innovazione non è nuovo a momenti di revival in cui, in preda alla nostalgia, si propongono vecchi prodotti rivisitati. Il più delle volte, però, si tratta di operazioni commerciali che poco dopo fanno ripiombare nel dimenticatoio oggetti che, inevitabilmente, denunciano la loro età, dimostrando che il tempo passa per tutto, anche per le novità più clamorose. Ciò è accaduto per computer, console per videogiochi, televisori, riproduttori musicali. Ma se la stessa cosa capita nel settore che nell'ultimo decennio ha osservato la spinta tecnologica più potente allora è forse il caso d'interrogarsi. Sembra che il mondo dei telefoni cellulari si appresti a vivere una nuova rivoluzione. O, meglio, una controrivoluzione.
Il Sole 24 Ore
Unieuro acquisisce Monclick per 10 milioni di euro. Monclick è uno dei principali operatori online in Italia, operante nel mercato dell’elettronica di consumo e nel mercato online B2B2C (prodotti venduti al consumatore finale tramite partnership con grandi aziende). Una società online “con ricavi attesi al 31 dicembre 2016 pari a circa 99 milioni”. Quale lo stato di salute di Monclick? Non ci sono dati recenti ma nel 2015 la società ha realizzato ricavi per 77 milioni (80 l’esercizio precedente) con un Mol negativo per 3,9 milioni, un utile operativo in rosso per 1 milioni e una perdita di 800mila euro.
Il Corriere della Sera
È un incrocio tra una motocicletta e un drone e si chiama Scorpion -3. Lo ha progettato e costruito l’azienda russa Hoversurf. Si tratta di un mezzo di trasporto elettrico, secondo i suoi ideatori molto facile da guidare grazie a un software che bilancia costantemente stabilità e velocità del mezzo. Il difetto sono le eliche che sono pericolosamente vicine alle gambe. VIDEO
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