HOME PAGE | LE NEWS DI OF | VIDEO | OFNEWS | MAGAZINE DI OF | CLASSIFICHE | OFTRAVEL Untitled | Log In | Log Out | Registra 
 OSSERVATORIO FINANZIARIO |  HOME BANKING | MUTUI | IMMOBILIARE | PRESTITI | CONTI CORRENTI | PREPAGATE | INVESTIMENTI

Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS clicca qui – Per iscrivere un amico clicca qui – Per comunicare con la redazione clicca qui
OF NEWS E' ORA IN VERSIONE MOBILE
CLICCA QUI!
Oppure visita dal tuo dispositivo mobile www.ofnews.tv
Compatibile con iPhone, iPad, Android e BlackBerry. Se leggi questa newsletter in versione cartacea, puoi usare il qrcode per accedere alla versione mobile.
USCITA DI VENERDì 26 MAGGIO 2017
ECONOMIA & FINANZA
la Repubblica
Le banche italiane - sottolineano di continuo le autorità domestiche e internazionali - devono ancora sistemare il problema dei crediti deteriorati nei loro bilanci: quei prestiti erogati in passato (talvolta anche allegramente) e che nel tempo sono diventati difficili da esigere, complice la crisi economica. Ma qualche spiraglio di miglioramento c'è, anche se ancora limitato ad alcune tipologie di società (le più grandi) e che operano nella "crema" dell'economia (il Nord). Secondo i dati di Abi e Cerved contenuti nell'Outlook sulle sofferenze delle imprese italiane, si registra "un ritorno ai livelli pre-crisi del flusso di crediti deteriorati e un calo dell'incidenza delle nuove sofferenze per le società con più di 10 addetti, per le imprese industriali e per quelle che operano nel Nord. In base alle previsioni, nel biennio 2017-18 il rischio delle imprese è atteso in calo in tutta l'economia, con un restringimento dei divari attuali tra dimensioni, settori e aree geografiche".
Il Sole 24 Ore
Saranno Fonspa e Fortress ad affiancare Atlante nella maxi-cartolarizzazione degli Npl di Monte dei Paschi. Mentre prosegue la trattativa tra il Tesoro, la banca, la Commissione europea e Bce sul nuovo piano industriale, almeno il capitolo relativo agli Npl sembra ormai definito. Si tratta dell’ennesima revisione dello schema inizialmente costruito per l’operazione di mercato che avrebbe dovuto svolgersi in autunno, ma che a questo punto parrebbe definitiva: il traguardo è a un passo, l’ingresso dello Stato imminente ed è difficile immaginare ulteriori ritocchi. Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, a essere cartolarizzati saranno 27 miliardi lordi di sofferenze, da trasferire a un veicolo ad hoc a un valore vicino al 20%. In totale, il veicolo emetterà 1,6 miliardi di titoli junior e mezzanini: poco più della metà, intorno a 900 milioni, dovrebbero andare ad Atlante; il resto sarà suddiviso in parti uguali tra Fortress e Credito Fondiario, che potrebbe coinvolgere il socio Elliott come ulteriore investitore; altri 3,3 miliardi di titoli senior, con Gacs, saranno distribuiti sul mercato
Il Sole 24 Ore
L’Italia cerca una sponda per scongiurare il bail-in di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Una sponda tecnica, dalla Commissione europea e dalla Bce. O finanziaria, dai privati, cioè ancora una volta dalle banche italiane eventualmente interessate a sterilizzare il rischio contagio. È questo il doppio binario su cui prosegue il complicato lavoro di mediazione per portare i due istituti veneti sulle sponde della «ricapitalizzazione precauzionale». Ieri mattina i vertici delle due banche sono saliti nell’ufficio del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per fare il punto della situazione dopo il problematico incontro di mercoledì a Bruxelles. Nella riunione, a cui ha partecipato anche il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta, membro del board della Vigilanza Bce, sono state esplorate le strade possibili per condurre in porto la ricapitalizzazione senza andare oltre il burden sharing a carico delle obbligazioni subordinate. «Il bail in è un’ipotesi esclusa», ha voluto sottolineare Padoan dopo la riunione, dichiarazione di cui l’ad di Popolare di Vicenza Fabrizio Viola si limita a «prendere atto», come ha dichiarato nel pomeriggio, al termine di un lungo incontro con il collega di Veneto Banca, Cristiano Carrus e i presidenti dei due istituti.
Corriere della Sera
Schema Mps. Si lavora sullo stesso schema del salvataggio Monte Paschi, con il sacrificio di azionisti e obbligazionisti istituzionali e la tutela dei depositanti e degli obbligazionisti retail senior, con la possibilità di rimborsare anche i bond “junior” se fosse necessario cancellarli. «Il bail-in è un’ipotesi esclusa. Ci sono le procedure europee su cui stiamo lavorando, le ipotesi sono chiare» ha detto il ministro Pier Carlo Padoan che ieri, insieme al vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta, ha ricevuto al Tesoro gli amministratori delegati di Popolare Vicenza e Veneto Banca, per discutere la richiesta dell’antitrust Ue. Un miliardo dai privati Per Bruxelles la cessione di 9 miliardi di sofferenze comporta un’esigenza di capitale di un miliardo da coprire per mantenere le banche solvibili e consentire l’ingresso dello Stato, pronto a versare 5 miliardi. Atlante, che ha già messo 3,6 miliardi nelle due banche, non è disposto a intervenire. Il braccio volontario del Fondo Interbancario non è stato nemmeno sollecitato, visto che le principali banche, che dovrebbero poi sostenere l’intervento, hanno detto no. Nessuno vuole mettere un miliardo per una partecipazione che, subito dopo l’ingresso dello Stato, verrebbe azzerata.
Adnkronos
Sul dossier banche venete deve intervenire il governo e mandare un messaggio chiaro alle autorità europee o si rischia di danneggiare ulteriormente chi ha scommesso sul nuovo corso degli istituti e potrebbe ora ritrovarsi nuovamente bruciato. A pochi giorni dalla richiesta targata Europa di un altro miliardo da iniettare nell'operazione salvezza di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, l'associazione degli azionisti di Veneto Banca, scioltasi lo scorso febbraio è pronta a tornare e a intervenire, avvertendo che lo stillicidio di imposizioni ''al rialzo'' sta vanificando qualsiasi possibilità di rilancio. ''In una situazione come questa -dice il componente del consiglio direttivo Leonardo Ancona all'Adnkronos- l'unico risultato che le autorità stanno ottenendo è che la gente continua a portarsi via i soldi e la fiducia nelle banche da parte del territorio è minata. Stiamo assistendo a comportamenti folli delle autorità europee che, mi viene il dubbio, forse non conoscono bene il mercato''.
Il Sole 24 Ore
La necessità di un partner, la difficoltà nel trovarlo, il fabbisogno (stimato) di 5 miliardi di capitale, un titolo ad altissima volatilità e i bond in discesa libera. Sembra di rivedere il copione di Mps, e invece questa volta il film è in lingua spagnola: protagonista è la sesta banca iberica, il Banco Popular Espanol. L’istituto non ha ancora finito di pagare il conto della crisi del real estate degli anni passati, visti i 37 miliardi di crediti immobiliari pesantemente svalutati che ancora zavorrano il bilancio. Dopo aver chiuso il 2016 con 3,6 miliardi di perdite, reduce da un anno con tre cambi al vertice e un titolo deprezzato del 65% (è il peggiore dell’EuroStoxx di settore), l’istituto nelle settimane scorse ha arruolato Jp Morgan e Lazard per studiare le opzioni strategiche migliori per fare fronte a un fabbisogno di capitale il cui ammontare sarà definito solo a fronte della due diligence di eventuali compratori. Anche perché le opzioni non sono infinite: la cessione di asset, una ricapitalizzazione sul mercato, l’aggregazione. La prima equivale a tagliare le gambe al gruppo, la seconda è ad alto rischio considerato che solo l’anno scorso il Banco ha chiesto e bruciato 2,5 miliardi, dunque non resta che la terza.
Il Sole 24 Ore
Fiat Chrysler Automobiles regge l’urto delle sfide legali sulle emissioni eccessive dei suoi veicoli diesel negli Stati Uniti. A Wall Street il titolo del gruppo automobilistico è riuscito ieri a recuperare terreno, nonostante le ombre rimangano dense: nel pomeriggio un tribunale federale di San Francisco ha cominciato a esaminare le class action portate dai consumatori e proprietari dei modelli di Jeep e Ram nel mirino dopo che il Dipartimento della Giustizia aveva presentato una causa civile per violazione delle norme ambientali. Il governo, che ha inizialmente depositato il suo ricorso a Detroit, ha deciso di chiedere l’unificazione del caso nella città della California, sotto il giudice Edward Chen. I legali di Fca, in aula, hanno contrattacato che l’azienda ha già pronte soluzioni rapide : può risolvere nel giro di settimane la disputa sui software che riducono le emissioni. Ma a dare respiro a Fca, che martedì aveva bruciato a Wall Street oltre il 4%, sono state più ancora le valutazioni degli analisti sul rischio di sanzioni, parse generalmente rassicuranti.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Piazza Affari trainata al ribasso dal settore bancario nel giorno in cui Berenberg in un report ha ribadito la sua preoccupazione per l’esposizione delle banche italiane a un aumento dei tassi a breve termine. Secondo la banca d’affari il sistama bancario ha bisogno di capitali per 40-90 miliardi. Le dichiarazioni del broker hanno spinto al ribasso i titoli del settore, soprattutto Banco Bpm (-3% a 3,02 euro) e Intesa Sanpaolo (-0,8% a 2,7 euro). Debole Eni (-1,9% a 14,6 euro) nonostante le buone notizie dal Medioriente. Il colosso italiano dell’energia e la Oman Oil Company (Ooc), la società di stato dell'omonimo Sultanato, hanno infatti finalizzato un memorandum d'intesa per valutare le opportunità di cooperazione nel petrolio e nel gas. Il ministero del Petrolio e del Gas del Sultanato ha inoltre assegnato a Eni e a Oocep i diritti di esplorazione del blocco 52, area molto poco esplorata di 90 mila chilometri quadrati.
Milano Finanza
La caduta del petrolio ha pesato sui listini del Far East, che oggi sono state tutte deboli. Alle ore 7:40 il Nikkei era negativo per lo 0,56% (anche se l’inflazione ad aprile è salita dello 0,3%), Hong Kong perdeva lo 0,05% e Shanghai era invariata. Il barile Wti americano intanto cedeva lo 0,59% a 48,61 dollari dopo aver ampiamente superato ieri i 51 dollari il barile prima del meeting Opec a Vienna. Nel corso dell’incontro fra i Paesi produttori di greggio, i membri del cartello hanno prorogato i tagli alla produzione (per 1,8 milioni di barili al giorno) per altri 9 mesi, cosa che il mercato riteneva del tutto scontata. Ma gli investitori volevano di più. E questo perchè, come ha spiegato ieri un editoriale di Marketwatch (gruppo Wall Street Journal), il maggiore concorrente dell’Opec sono i produttori di shale americano. I quali solo soliti fornire indicazioni fin troppo prudenti sui volumi di estrazione in un momento in cui i nuovi pozzi grazie alla tecnologia riescono a essere redditizi a valori del petrolio sempre più bassi.
Milano Finanza
La speranza è l'ultima a morire. Così Berenberg intitola un report sulle banche, datato ieri ma reso noto oggi, in cui sottolinea che il mercato vuole sapere quali banche siano più esposte ai tassi in aumento. E le banche italiane appaiono adatte. I prestiti sono principalmente prezzati all'Euribor a tre mesi, quindi, se i tassi a breve termine aumentano, gli interessi ne beneficiano. Tuttavia, i tassi in aumento hanno altre conseguenze. L'incremento delle perdite sui prestiti da una qualità del credito già debole, i più alti costi di finanziamento e maggiori prestiti a tasso fisso più che compensano l'impatto. "Pertanto, i tassi in aumento possono essere una maledizione, non una benedizione per le banche italiane". Gli analisti della banca d'affari riscontrano anche evidenze miste sulla correlazione della performance delle banche italiane rispetto ai tassi a breve termine. In quest'ottica, "continuiamo a favorire quelle banche su cui abbiamo più certezza sui valori degli asset, come Unicredit e Credito Emiliano ", la prima è coperta con un rating buy e un target price a 15 euro, invece la seconda con un rating hold e un target price a 5,90 euro. Mentre su Mps (target price a 15 euro), Banco Bpm (target price a 1,90 euro), Intesa Sanpaolo (target price a 1,60 euro) e Ubi Banca (target price a 2 euro) Berenberg mantiene un rating sell.
Il Sole 24 Ore
nche il mercato immobiliare non residenziale rialza la testa, con un aumento degli scambi nel 2016 pari al 16,1%. E per la prima volta da dieci anni a questa parte la crescita riguarda contemporaneamente tutti e tre i comparti del settore: terziario (+12,5%), commerciale (+16,6%) e produttivo (22,1%). È quanto emerge dal rapporto annuale elaborato dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Assilea. Buone notizie anche dai contratti di leasing non residenziale, che nel 2016 ha proseguito il trend positivo, superando quota 480mila nuovi contratti stipulati (+16% sul 2015). I capannoni. Dopo il brusco calo del 2015, il mercato dei capannoni spicca il volo, registrando un +22,1% rispetto all'anno precedente. La Lombardia si conferma la regione di punta, sia per la maggior presenza relativa di capannoni (19,5%), sia perché rappresenta da sola più di un quarto del mercato nazionale (il 27%). Inoltre, la Lombardia è la regione con la crescita più sostenuta (+19,6%). A seguire le altre tre regioni con un volume di scambi superiore alle mille unità sono Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, che presentano tassi di crescita degni di nota, tutti compresi tra il 13% ed il 20,3 per cento.
Morningstar
A causa della “overconfidence”, gli investitori sono troppo sicuri di sé, si reputano più bravi di come sono e spesso si scottano. (video)
Morningstar
C’è chi sceglie in base alle performance, chi decide dopo aver studiato le strategie e chi si fida del nome della casa di gestione. Ma a fare la differenza, quando si decide di acquistare un fondo di investimento, dicono gli analisti di Morningstar, devono essere e saranno sempre di più i costi dei prodotti. In attesa di Mifid 2. L’argomento è stato già affrontato in passato (clicca qui e qui), ma sta diventando sempre più di attualità mano a mano che si avvicinano le scadenze per l’introduzione della Fiduciary Rule negli Stati Uniti (prevista per giugno) e della direttiva Mifid 2 in Europa (a gennaio 2018) che, sostanzialmente, obbligano gli intermediari finanziari ad agire nell’interesse dei clienti. “Le migliori società a cui affidare i propri risparmi nel prossimo decennio saranno quelle che offriranno fondi poco costosi”, dice senza girarci intorno Laura Pavlenko Lutton, Director of Manager Research di Morningstar. “Abbassando le spese i gestori daranno ai loro prodotti una marcia in più e aumenteranno le probabilità di fare meglio dei loro concorrenti passivi
Morningstar
Stabilità economica e benessere psicologico sono i due fattori fondamentali per godere di una buona salute finanziaria. A rivelarlo è uno studio realizzato da Morningstar negli Stati Uniti, basato su incontri di gruppo con i consulenti finanziari per conoscere i diversi tipi di “malessere” dei loro clienti. I risultati sono simili a quelli che probabilmente si otterrebbero in Italia. Ci sono persone che temono di non avere sufficienti risorse, anche se il conto in banca rivela l’opposto, altre che hanno paura di fare una scelta sbagliata, per cui non prendono decisioni sul loro patrimonio; altre ancora che spendono senza freni, compromettendo il loro futuro.
Il Sole 24 Ore
Dalla vittoria di Emmanuel Macron al primo turno delle elezioni francesi di un mese fa l’euro si è apprezzato del 5% sul dollaro, del 7% sullo yen e del 3% sulla sterlina. In questi giorni la moneta unica si è consolidata oltre la soglia di 1,12 dollari. Chi alla fine del 2016 aveva scommesso sulla parità con il biglietto verde ha dovuto gettare nel cestino le sue previsioni. Da inizio anno l’euro-dollaro si è apprezzato di oltre il 6 per cento. Il quadro politico Dietro questa impennata del cambio ci sono varie motivazioni. Una di queste è sicuramente l’evoluzione del quadro politico tra le due sponde dell’Atlantico. Tra dicembre e gennaio sui mercati la scommessa sulla politica economica della nuova amministrazione Trump ha sostenuto il dollaro mentre l’incertezza per le elezioni in Olanda e Francia (con due candidati euroscettici come Geert Wilders e Marine LePen col vento in poppa nei sondaggi) si è rivelata un ottimo pretesto per scommettere al ribasso sull’euro.
Il Sole 24 Ore
Dopo le casse di previdenza, anche i fondi pensione negoziali e preesistenti si stanno attrezzando per investire in private equity, real estate e private debt. Tutti strumenti finanziari che vanno sotto la denominazione di “alternativi”. L’obiettivo è di unire le masse dei diversi fondi pensione «nell’utilizzare un unico veicolo di investimento creato ad hoc, eventualmente articolato su più comparti»: è quanto si legge nel documento di Assoprevidenza, inviato lunedì 15 maggio agli associati. Fra i promotori dell’iniziativa due fondi pensione come il Mario Negri e il Previndai (dirigenti industriali) che «hanno condotto un’attività istruttoria» e hanno chiesto «a tre operatori qualificati a livello mondiale nell’utilizzo di strumenti alternativi, di predisporre uno studio che per ogni tipologia di investimento, evidenziasse caratteristiche, modalità ed elementi di criticità e di attrattività per i fondi stessi».
SPECIALI
Il Sole 24 Ore
Era il 23 maggio 2002: l’euro si ritrovava da pochi mesi nei nostri portafogli quando al di là dell'Atlantico iniziarono a essere scambiate al Nasdaq le azioni di una semisconosciuta società di e-commerce, nata cinque anni prima e già inciampata nel crash della bolla internet del 2000. Netflix allora noleggiava Dvd e videogiochi a 600mila abbonati, spedendoli loro per posta. Qualcosa di simile a BlockBuster, ma più in piccolo. Un’azione valeva poco più di un dollaro, la capitalizzazione della società era di 300 milioni di dollari. Oggi è un colosso che vale 68.000 milioni di dollari e distribuisce contenuti video ogni settimana in tutto il mondo a circa 100 milioni di abbonati. Le azioni nelle scorse settimane hanno toccato quota 160 dollari, con una performance del 13.000% dal momento della quotazione (aggiustata considerando due operazioni di split azionario).
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
«Trump Trade». A chi piace generalizzare o assegnare etichette non era parso il vero di ribattezzare il violento e per molti versi inatteso movimento di mercato degli ultimi due mesi del 2016 nel nome del neo-presidente Usa . Acquistare azioni di Wall Street e contemporaneamente vendere titoli di Stato Usa, così come preferire chi potenzialmente sarebbe stato favorito dalla nuova linea della Casa Bianca (titoli legati all’energia e azioni russe per esempio) a quanti avrebbero dovuto subirne i contraccolpi (titoli del settore farmaceutico, ma soprattutto azioni dei Paesi emergenti, Messico in primis) è in effetti stato il tema delle prime settimane a ridosso dell’elezione. Il filo spezzato. Quel filo conduttore, che avrebbe dovuto durare a lungo, si è però evidentemente rotto da inizio anno, se è vero che molte delle attività di investimento appena nominate hanno decisamente cambiato direzione. La Borsa di Mosca, che in dollari aveva guadagnato oltre il 17% dal 9 novembre 2016 a fine anno, viaggia per esempio in territorio negativo nei primi quattro mesi del nuovo anno e altrettanto si può dire per i titoli energy a livello mondiale.
Il Sole 24 Ore
BlackRock e Vanguard Group, due fra le più grandi società di gestione al mondo, stanno valutando la possibilità di una pubblica presa di posizione contro il colosso energetico Exxon Mobile durante la riunione annuale degli azionisti del 31 maggio. L’obiettivo è quello di mettere sotto pressione il colosso petrolifero per i rischi collegati ai cambiamenti climatici. Come viene evidenziato dal Wall Street Journal, i due gruppi di risparmio gestito stanno decidendo se esprimersi a favore della proposta di un investitore, che chiede a Exxon di condurre degli «stress test» per verificare le conseguenze, sul valore degli asset, provocate dalla regolamentazione per ridurre i gas serra e dalle nuove tecnologie energetiche.
Il Sole 24 Ore
La moda italiana continua a viaggiare a una velocità più sostenuta dell’economia del nostro Paese e nell’ultima parte del 2016 e nel primo trimestre del 2017 c’è stata un’ulteriore accelerata. Sarebbero di per sé buone notizie, ma lo sono ancora di più se si pensa che il tessile-abbigliamento-moda è la seconda industria italiana dopo la meccanica. Lo hanno ricordato Carlo Capasa e Claudio Marenzi, presidenti, rispettivamente, della Camera della moda e di Confindustria Moda, aprendo i lavori del nono Luxury Summit del Sole 24 Ore, che prosegue oggi a Milano con una giornata dedicata al settore beauty. «Se consideriamo il sistema moda in senso allargato, includendo eccellenze come occhiali, gioielli e cosmetica, nel 2016 il fatturato ha sfiorato gli 84 miliardi – ha detto Capasa, al vertice della Camera della moda dal 2015 –. L’export è stato di 62 miliardi e ha portato il surplus a 25 miliardi, metà di quello italiano nel suo complesso, che nel 2016 ha registrato un record assoluto. Il sistema moda, non lo ripeterò mai abbastanza, promuove nel mondo un’immagine positiva dell’Italia ed è un volàno economico straordinario»
Il Sole 24 Ore
La Deutsche Bankha annunciato l'apertura di un nuovo forum per la cultura a Berlino che inaugurerà a maggio-giugno 2018. Nessuna disclosure sull'investimento necessario per il nuovo centro, che si troverà a 350 metri dall'attuale sede della Deutsche Bank KunstHalle, lo spazio per l'arte gestito dalla banca tedesca che è già stato anche la sede del Deutsche Guggenheim Berlin, una cooperazione tra la Deutsche Bank e il Guggenheim, avviata nel 1997 e conclusa nel 2013. Occuperà l'edificio noto come Prinzessinenpalais, costruito nel 1730, appartenuto agli Hohenzollern, distrutto durante la guerra e poi ricostruito negli anni 60. Nel 2014 è stato acquistato dal presidente della casa editrice Axel Springer e da allora ci si chiedeva quale sarebbe stata la sua funzione. Attualmente si trova in fase di ristrutturazione. La posizione è strategica visto che si trova vicino ad altre istituzioni artistiche e culturali come teatri e università, l'isola dei musei, lo Schinkel Pavillon e il nuovo Humboldt-Forum, che inaugurerà nel castello attualmente in ricostruzione sul sito dove fino al 2008 si trovava il Palast Der Republick, la storica sede del parlamento della Ddr.
COMMENTI
il Fatto Quotidiano — Paolo Fior
“Il governo non accetti ricatti dall’Europa”. Serve “un colpo di reni”. Di più, “un pugno sul tavolo”. Anzi, bisogna proprio fregarsene di quel che dice Bruxelles perché “a mali estremi, è meglio passare i prossimi cinque anni a confrontarsi su una eventuale procedura di infrazione tutta da discutere, con le banche messe intanto in sicurezza, piuttosto che tergiversare all’infinito”. Queste sono solo alcune delle dichiarazioni che si sono registrate a proposito delle difficoltà che sta incontrando il nuovo tentativo di salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Fa effetto che a pronunciare queste parole non siano i soliti noti, bensì i sindacati, il presidente del Veneto Luca Zaia, e l’ex viceministro dell’Economia Enrico Zanetti. Cioè figure che per ruolo e responsabilità anche di carattere istituzionale dovrebbero avere ben chiaro il quadro e, anziché tentare di gettare sull’Europa le responsabilità del disastro, dovrebbero preoccuparsi piuttosto del come gestire la ricaduta sulle famiglie e sul territorio di questa crisi che si trascina da oltre due anni. Ma, a parte abbaiare a Bruxelles, nel concreto nessuno ha fatto nulla né per tutelare i risparmiatori truffati, né per salvaguardare le pmi e le famiglie indebitate che rischiano di trovarsi da un momento all’altro con richieste di rientro immediato, né per immaginare cosa sarà dei tanti lavoratori il cui posto è a serio rischio.
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
Europa, chi era costei? Quando otto anni fa Barak Obama sbarcò per la prima volta da presidente nel vecchio continente non provò nemmeno a nascondere fastidio e straniamento verso un oggetto complesso e incompreso come l’Unione europea. Andò a Strasburgo per il vertice Nato e a Praga per l’abbraccio con l’Est. Ignorò Bruxelles. Ci mise il tempo di un mandato per stemperare la dottrina del Pacifico First e riscoprire ragioni e meriti della strategia atlantica e l’enorme potenziale dei rapporti euro-americani. Donald Trump non privilegia né il Pacifico né l’Atlantico, in campagna elettorale ha sparato con violenza contro entrambi in nome del credo nell’America First, di un neo-isolazionismo intriso di protezionismo. Una volta alla Casa Bianca però ci ha messo meno di 100 giorni per giocarsi l’uno contro l’altro e raddrizzare il tiro della sua politica con pragmatismo spregiudicato, business-like. La Cina ha smesso di essere il vituperato manipolatore dei cambi, il vampiro che succhia linfa vitale all’economia Usa, per diventare il colosso con cui intrattenere un dialogo costruttivo
Il risparmio tradito — Beppe Scienza
Molti risparmiatori italiani reagiscono come il proverbiale cane di Pavlov. Appena gli prospettano di non pagare tasse, accettano qualunque proposta-trappola dell’industria del risparmio gestito: polizze vita, fondi pensione ecc. E di regola si danno la zappa sui piedi. L’ultima sono i Piani individuali di risparmio (Pir), una formula in sé non assurda per indirizzare i risparmi verso le imprese anche medio-piccole. A fronte del rispetto di determinate regole, si viene dispensati da diverse imposte: sugli interessi, i capital gain, le successioni ecc. Bisogna investire il 70% in certe azioni od obbligazioni e in particolare il 21% fuori delle società più grosse, non disinvestire per almeno un cinque anni ecc. Con una rara decisione giusta, il governo Renzi ha concesso tali agevolazioni anche fuori del risparmio gestito, cioè per il fai-da-te. Non era stato praticamente mai così dal 1974, anno di introduzione dell’Irpef. Molto bello, molto buono, ma tutto ciò come si traduce nei fatti? Per cominciare banche e sim italiane fanno muro a chi cerca di aprire un Pir per acquistare direttamente le azioni e/o obbligazioni. Vogliono fargli sottoscrivere fondi comuni o simili. Questo è il primo scandalo, regolarmente sottaciuto.
INTERNAZIONALE
The New York Times
The raw material of banking, by and large, is the money you and I deposit in banks. The banks, in turn, take our deposits and lend that money to people and businesses all over the world that want it, or need it, and are willing to pay a fair price to get it. The alchemy of capitalism is that they use these loans, which of course must be paid back, to start and expand companies, to build plants and equipment, and to hire employees and, it is hoped, pay them higher wages. The difference between what banks pay depositors for use of their money and what banks charge borrowers to get this money is known as “the spread,” and forms much of what becomes the extraordinary profits described above. (There is more to it than this, of course, but you get the basic idea.)
Marketwatch
Yuk it up! But will Yves Lamoureux have the laugh last? Back in February when one bitcoin was worth $994, the owner of an eponymously named boutique advisory firm in Montreal forecast that the cryptocurrency would hit $25,000 over the next 10 or 15 years—a figure that is both outlandish and mind-boggling, and it was met with more than just a dollop of skepticism and derision. However, as the digital currency has surged a breathtaking 400% over the past year, Wall Street may be apt to take Lamoureux’s call a little more seriously. At least, that’s the hope of the 54-year-old former retail broker and trader who established what he describes as macroeconomic research firm, Lamoureux & Co., about four years ago. “I was talking to institutions and just a few months back some were skeptical for whatever reason, now that this thing has shot up, now they are ready to listen and they are ready to buy [bitcoins],” Lamoureux told MarketWatch.
Marketwatch
A premium credit card is typically associated with high social status and higher fees, but recent research suggests that people will choose them because it signifies higher income “over and above its benefits. Economists worked with an Indonesian bank that markets premium platinum credit cards to high-income customers. “Demand for the platinum card greatly exceeds demand for a nondescript control product with identical benefits,” according to the study distributed Monday by the National Bureau of Economic Research, a Cambridge, Mass.-based research group. What’s more, the lower your self-esteem, the more likely you will opt for flashy credit cards with higher fees. “Social image is a substitute for self-image,” the researchers wrote. “Demand for status is psychological in nature.” Cross-referencing spending habits with psychological tests, the researchers found that increasing self-esteem causally reduces demand for status goods. (The study was carried out by economists from the University of Chicago, The World Bank, Sao Paulo School of Economics, Harvard University and University of California, Los Angeles.)
Financial Times
That ruling followed demands for shorter emails and reports. Officials complained Mr Romer cut off staff he thought were droning on in meetings and cancelled the bank’s Global Monitoring Report after he could not determine its purpose, according to someone close to the bank.  “Some say that I didn't convey the criticism in the right way,” Mr Romer told the Financial Times. But “when it is a message that people do not want to hear, there is no right way”. 
The New York Times
Their final list includes No. 1 picks for the best national bank, best credit union, best internet bank, and best regional banks, plus the best banks for millennials, retirees, students, high-net-worth families, travelers, and military service members. Read on to find out the best banks, and runners-up, across 11 categories. Check out Kiplinger's full ranking for more information about each category and bank.
TECNOLOGIA
la Repubblica
LONDRA - Il marmo italiano delle scale del rinnovato Apple Store di Regent Street, con una linea che divide la parte levigata da quella sabbiata, è un po' il simbolo delle due anime che la Mela ha deciso di mettere nel suo concetto di negozio fisico. Uno spazio voluto fortemente da Steve Jobs, il primo fu aperto nel 2001. Ma da quei tempi molto è cambiato per le attività commerciali, che ora vivono essenzialmente su internet. Anche per questo Apple ha deciso di rivoluzionare il suo concetto di store, a partire dall'architettura esterna ed interna, fino alle attività che si svolgono all'interno. E in questa direzione va il programma Today at Apple, un appuntamento quotidiano con attività di ogni tipo che coinvolgono il pubblico e i prodotti dell'azienda. Il negozio rimane, è l'anima del commercio. Ma si aggiunge anche una parte comunicativa e creativa che ha molto più a che fare con l'animo umano.
La Stampa
Dalle startup innovative al mondo dei maker, passando per gli artisti digitali. Dal 25 al 28 maggio Toolbox Coworking ospita l’innovation week in cui convergono tre grandi eventi dedicati all’innovazione digitale: Startuppato, Share Festival e Torino Mini Maker Faire. Dopo l’edizione invernale, Startuppato, iniziativa organizzata da Treatabit, torna giovedì 25 maggio, a partire dalle 18, per offrire una vetrina ad alcune tra le più interessanti startup italiane. Nell’area espositiva saranno allestiti 100 stand, suddivisi in dodici categorie, dall’Internet of Things alla Cyber Security, dal social travelling alla domotica, passando per i settori del cleantech, della ristorazione e della realtà virtuale.
La Stampa
Nel web sta prendendo piede un’alternativa al modello economico basato sui click e la pubblicità: un modello che prevede che siano direttamente gli utenti a versare una modesta cifra per godere dei contenuti che più apprezzano. La testa d’ariete che ha iniziato a smuovere le acque è il crowdfunding : le collette online già da qualche anno hanno dimostrato come molti progetti di genere diversissimo tra loro possono raccogliere i finanziamenti necessari, su piattaforme come Kickstarter o Indiegogo , cercando supporto economico nella massa di utenti del web. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto nel 2013 con la nascita di Patreon : una piattaforma che, un po’ come YouTube, consente a tutti i creativi del web di produrre e pubblicare i propri contenuti; ma che, a differenza del servizio di videostreaming, non si limita a pagare le star più note in base ai ricavi pubblicitari, bensì consente agli autori di ricevere un micro-pagamento mensile e continuo (di solito 4/5 dollari, ma ci sono diverse possibilità) da parte di tutti gli utenti che apprezzano il loro lavoro.
Wired
Tantissimi gli eventi in programma, ma ecco qualche indicazione in più, anche perché, se non potete essere presenti a Milano, potete seguire la diretta streaming. Allo Human Stage, alle 10.30, si parla del presente dell’Intelligenza artificiale con Riccardo Zecchina, docente di fisica teorica dell’Università Bocconi: le potenzialità legate all’Ai sono già in mezzo a noi, non dall’immaginario da film. Imperdibile, a seguire, l’appuntamento con Antoine Bordes alla scoperta di uno dei temi più centrali dell’universo social e tech: come funziona l’algoritmo di Facebook e quali logiche asseconda? Alle 14:45, sempre allo Human Stage, Konrad Feldman, fondatore di Quantcast, intrattiene la platea con un keynote speech dal titolo Indovina cosa mi piace: scopriremo sicuramente qualcosa in più su quali meccanismi regolano le scelte di advertsing in rete.
© 2010-2015 ofnetwork.net | Dedicated Server OfNetwork s.r.l. | Tutti i diritti riservati |



Scenari Immobiliari il forum 2017























CONNESSI AL MONDO DELLE NEWS

Rassegna stampa da 100 siti.
OfNews è la prima Rassegna Stampa e Tv online. Ogni mattina online o anche via email ti offre una selezione ragionata, realizzata da una redazione di giornalisti, delle principali notizie apparse sul web e firmate da oltre 100 siti di news e tv, italiani e internazionali. OfNews ti informa su economia, finanza e tecnologia (web, cellulari e hitech)


Leggi OfNews: economia, finanza e tecnologia


 HOME PAGE | SCRIVI | CHIEDI | TORNA IN ALTO
© 2009-10 OFNetwork s.r.l. P.IVA 06826940964 Via dei Martinitt 3 20146 Milano | Dedicated Server OfNetwork s.r.l. Milano | Tutti i diritti riservati | Contattaci |