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USCITA DI GIOVEDì 23 OTTOBRE 2014
COVER STORY
Le News di Of
Il periodo nero dei mutui non è ancora finito. Nonostante i dati che ha recentemente diffuso l'ABI, e che parlano di un incremento delle erogazioni pari al 26% nel corso del primo trimestre del 2014. Perché l'aumento del credito concesso difficilmente riguarda i mutui per l'acquisto della prima casa. E, ancora più raramente, coinvolge quelle particolari categorie di potenziali clienti, i giovani, che oggi, come qualche anno fa, continuano a non avere la possibilità di ottenere un finanziamento. A meno che non sottoscrivano due assicurazioni a protezione del prestito (per un costo che arriva anche a 14.000 euro su un finanziamento di 150.000), in teoria non obbligatorie ma che alcuni direttori spacciano per necessarie. E a patto che dispongano di almeno un paio di garanti (ma c'è anche chi arriva a richiederne 4 coinvolgendo tutta la famiglia di origine). Il fatto è che oggi ci sono due tipologie di mutuo.
ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Non tutte le banche italiane riusciranno a passare indenni gli esami delle autorità finanziare europee. Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige sono i due istituti che hanno maggiori probabilità di non passare il Comprehensive Assessment che comprende sia le valutazioni della Bce sull'asset quality review sia il giudizio dell'Eba sugli stress test. E' quanto emerge da uno studio di Ig presentato oggi a Milano e che si basa sulle ricerche dell'istituto tedesco Zew e del centro americano per la ricerca in politica economica, il Cepr.
la Repubblica
Adil Mehboob-Khan è il nuovo co-amministratore delegato di Luxottica: avrà la delega per i mercati e la finanza, dopo aver passato l'esame del comitato risorse umane. Il cda del prossimo 29 ottobre vedrà il suo ingresso insieme con Massimo Vian cui andrà la supervisione delle operation e del prodotto. Mehboob-Khan lascia l'incarico di presidenza della Wella (Procter&Gamble) dal 1° gennaio 2015 "per seguire altri interessi"
la Repubblica
M ediolanum prova a volare con le sue ali senza far più conto sulla Fininvest. E il Biscione si rassegna, obtorto collo, a fare a meno (quasi del tutto) della gallina dalle uova d’oro che per anni ha mascherato i guai di Mediaset, del Milan e il momento difficile della Mondadori nei bilanci di casa Berlusconi. Galeotta, in questo caso, fu la Banca d’Italia che, dando seguito alla richiesta di Ennio Doris di trasformare la sua creatura in banca a 360°, ha regalato al gruppo un netto rafforzamento patrimoniale. N ello stesso tempo però ha fatto scattare l’obbligo per l’ex premier a fare un passo indietro nell’azionariato. Le regole del testo unico bancario sono chiare: una persona con condanne definitive superiori ai due anni (come quella per frode fiscale di Silvio) non può avere partecipazioni che gli diano influenza su una banca. E gli uomini di Ignazio Visco hanno costretto così la Fininvest a cedere la quota eccedente il 9,9% (oggi è al 30% circa) in Mediolanum. Mettendo oltretutto paletti rigidissimi al percorso di dismissione per evitare soluzioni pasticciate che cambino tutto - in apparenza - senza cambiare nulla in realtà. La Borsa ha già detto chiaro e tondo quali sono le conseguenze immediate per Mediolanum
il Fatto Quotidiano
Il fondo statunitense BlackRock è salito al 10,252% nel capitale Ei Towers, il gruppo delle torri televisive e di telecomunicazioni controllato con il 40% da Mediaset, che lo scorso aprile ne ha ceduto il 25 per cento per 283 milioni. La società di investimenti, che è già primo azionista di Unicredit e possiede quote in Intesa Sanpaolo, Ubi, Prysmian, Atlantia e Azimut, era già socia di Ei Towers, ma la partecipazione si limitava al 6,8%. Dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti nelle società quotate risulta che l’operazione con cui ha rafforzato la presa sull’azienda delle infrastrutture di rete risale allo scorso 16 ottobre e la quota è detenuta in “indiretta gestione non discrezionale del risparmio”
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Sul principale listino milanese i titoli bancari hanno chiuso in ordine sparso, mentre sono proseguite le totoscommesse degli analisti sull'esito del comprehensive assessment della Bce, che sarà ufficialmente divulgato domenica. Per Ig, Mps (+4,16% a 0,914 euro) e Banca Carige (-3,62% a 0,0906 euro) hanno un 50-60% di probabilità di essere bocciate, Ubi Banca (+1,72% a 6,205 euro), Banco Popolare (-0,58% a 11,90 euro) e Bpm (+1,49% a 0,615 euro) il 75% di probabilità di essere promosse e Intesa Sanpaolo (+1,32% a 2,304 euro), Unicredit (+1,58% a 5,80 euro) e Mediobanca (+0,53 % a 6,665 euro) passeranno il test a pieni voti. Occhi ancora puntati su Luxottica (+2,47% a 38,13 euro): dalle ultime indiscrezioni, spunta il nome del presidente di Wella (gruppo Procter&Gamble), Adil Mehboob-Khan, che sarà con molta probabilità il nuovo co-amministratore delegato che affiancherà Massimo Vian con delega per i mercati e la finanza. Nella galassia Berlusconi, Ei Towers ha ceduto lo 0,72% a 38,55 euro, con Blackrock che ha aumentato la sua partecipazione dal 6,85% al 10,252%, Mediaset è salita dell'1,02% a 2,784 euro e Mediolanum dell'1,53% a 5,31 euro, mentre Mondadori ha perso l'1,68% a 0,673 euro
Milano Finanza
Vista la volatilità del mercato negli ultimi giorni il tasso minimo reale garantito pari all'1,15% sul nuovo Btp Italia ottobre 2020 potrebbe essere rivisto al rialzo al termine del collocamento, come del resto prevede il meccanismo di collocamento. Lo ha annunciato questa mattina con una nota la responsabile per il debito pubblico al ministero dell'Economia, Maria Cannata
Corriere della Sera
L’ordine della Banca d’Italia a Silvio Berlusconi di vendere la sua quota in Mediolanum oltre il 9,9% è stato un unicum nel sistema bancario, almeno per quanto riguarda istituti quotati e di così grandi dimensioni come il colosso bancario-assicurativo. Un colosso, Mediolanum, creato da Ennio Doris proprio con l’apporto fondamentale della Fininvest della famiglia Berlusconi. La verifica sulla sussistenza dei requisiti di onorabilità in capo all’azionista di maggioranza della holding del Biscione, che per quella via è il controllante indiretto della quota del 31% in Mediolanum intestata a Fininvest, era tuttavia un atto dovuto: con le nuove regole, tra i quali Mediolanum è stata fatta rientrare come capogruppo bancaria, era inevitabile che gli azionisti dovessero chiedere l’autorizzazione alla Vigilanza, e che quest’ultima la negasse a Berlusconi a causa della sua condanna definitiva per frode fiscale.
Corriere della Sera
a scossa è stata forte. Ma non distruttiva. Dopo qualche giorno di passione, le Borse e anche lo spread, la differenza di rendimento tra Bund tedeschi e Btp italiani, si sono dati una calmata, recuperando in parte le ultime perdite. Le analisi con il senno di poi (le uniche attendibili, purtroppo) dicono che era da mettere in conto: da tempo i mercati scontavano una ripresa che in Europa è ancora un sogno e che, a quanto pare, anche negli Stati Uniti è meno reale di quanto Wall Street abbia predetto finora.
Corriere della Sera
Dal crac di Lehman Brothers la politica dei piccoli passi ha pagato. E bene. È quanto emerge da un’indagine di Corriere Economia condotta sui rendimenti di 3.311 comparti di fondi disponibili sul mercato italiano. La differenza di performance in tutte le 30 diverse categorie di azionari e bilanciati analizzati è sempre favorevole alla formula del pac (investimento a rate mensile) rispetto al pic, versamento in unica soluzione. In media i pac hanno reso oltre il 9% l’anno, contro il 5,7% realizzato da chi avesse investito tutto subito.
Milano Finanza
In attesa della comunicazione delle trimestrali, gli analisti di Société Générale hanno rivisto stime sugli utili e target price delle società europee. Ecco i titoli da comprare, avendo un potenziale di rialzo che può superare il 40%, e quelli da evitare
Morningstar
L’universo dei titoli ad alto dividendo è in espansione, grazie ai Paesi emergenti e all’Asia. A dirlo è uno studio di Newton, società del gruppo BNY Mellon. Nell’indice Ftse World, le azioni con dividend yield superiore al 3% di queste regioni hanno aumentato significativamente il loro peso. Il trend si spiega soprattutto con la crisi finanziaria che ha colpito più i mercati sviluppati, in particolare gli istituti bancari, che fino al 2008/09 erano stati un terreno fertile per questo tipo di asset. Nel 1995, gli emerging rappresentavano meno del 10% dei titoli mondiali ad alto dividendo, mentre nel 2013, la percentuale è salita al 16,1%. L’Asia sviluppata (escluso il Giappone) è passata dal 16,3 al 27,6% nello stesso periodo. Per contro, si è drasticamente ridotta la quota degli Stati Uniti e del Regno Unito. “La storia del mercato azionario asiatico non è solo di crescita dei prezzi azionari”, dice Catherine Yeung, direttore degli investimenti sull’area di Fidelity Worldwide Investment, “Oltre il 50% del total return è stato determinato dai dividendi dal 2000 ad oggi”.
Morningstar
“Le fasi Toro nascono con il pessimismo, crescono sullo scetticismo, maturano nell’ottimismo e muoiono con l’euforia”. Se aveva ragione Sir John Templeton, una delle leggende dei mercati di capitali (scomparso nel 2008), allora gli investitori che guardano all’Europa hanno più di un motivo per stare allegri. Il problema, semmai, è scegliere che cosa mettere in portafoglio. Lo scenario che hanno davanti, infatti, sembra disegnato da un pittore disfattista. Secondo le stime elaborate dal Fondo monetario internazionale, quest’anno in Europa è attesa un’economia in espansione dello 0,8%, lo 0,3% in meno rispetto alle stime aggiornate lo scorso luglio. Per il 2015 è previsto un +1,3%, lo 0,2% in meno sempre rispetto a tre mesi fa. A complicare le cose, secondo il Fondo c’è il fatto che le “prospettive sono squilibrate tra i Paesi”, compresi quelli core. L’Fmi, ad esempio, cita espressamente la Germania, le cui prospettive di crescita sono state riviste al ribasso (soprattutto per una ripresa debole nella domanda domestica) e la Francia la cui crescita si è fermata nei primi sei mesi dell’anno
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Piazza Affari ventesima al mondo. Una buona notizia quella che emerge dalla pubblicazione "Indici e dati" dell'ufficio studi di Mediobanca se si considera che, con una capitalizzazione di 496 miliardi a fine giugno, ha rimontato qualche posizione rispetto all'anno scorso quando era 23-esima in graduatoria. Una cattiva notizia se si considera invece che tra il '98 e il 2001 era ancora nella top-ten. Da inizio secolo la Borsa italiana è stata scalzata dall'avanzata irruente dei mercati emergenti, i Brics, Hong Kong, Corea e Taiwan, ma anche Australia, Sud-Africa, Messico, Indonesia e Malesia. Problema di un listino che non cresce (o non cresce abbastanza): dalla privatizzazione, cioè dal '98 a oggi, il saldo tra entrate e uscite è stato mediamente di due sole società all'anno
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Antonio Patuelli
Vi è grande attesa per domenica prossima, 26 ottobre, quando saranno resi noti i risultati dei primi "esami" a cui sono state sottoposte le principali banche europee. Si tratta di "esami" molto importanti, severi e gravosi ed essi saranno solo i primi, perché poi, analogamente, saranno ulteriormente esaminate dalle competenti Autorità anche tutte le altre banche europee. Insomma, gli esami non finiranno questo autunno. In questi giorni di vera attesa qualcuno, in alcune parti d'Europa, ha diffuso notizie tendenziose spacciate per anticipazioni di risultati che non possono ancora sussistere davvero: questa diffusione di presunte indiscrezioni ha in parte turbato l'ordine pubblico dei mercati finanziari, favorendo le più diverse manovre speculative. Questi comportamenti, assai gravi, devono essere evitati assolutamente. Ma pochi giorni dopo i risultati del 26 ottobre, il 4 novembre 2014 sarà una data di importanza storica: quel giorno, infatti, la vigilanza sulle Banche europee passerà effettivamente alla Bce e al Muv, il Meccanismo di Vigilanza Unico. Con ciò prenderà avvio l'Unione bancaria europea che costituisce uno dei fondamentali elementi di un'autentica Unione economica e monetaria che ha come obiettivo quello di dar vita a un quadro finanziario integrato per salvaguardare la stabilità finanziaria
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
Esce la Commissione di José Manuel Barroso, entra quella di Jean-Claude Juncker. Due ex primi ministri, due popolari, uno portoghese, l'altro lussemburghese. Il cambio della guardia si celebrerà il 1° novembre. Sarà vera svolta? È il grande interrogativo che pesa sul nuovo quinquennio europeo che va a incominciare e alla vigilia di un nuovo vertice Ue che domani e venerdì a Bruxelles, nel mezzo di una congiuntura sempre più negativa, dovrebbe parlare di crescita e investimenti e invece quasi certamente ripiegherà sui soliti mantra del rigore e delle riforme strutturali, dei patti di stabilità quali veri e unici motori di uno sviluppo sano.
il Fatto Quotidiano — Stefano Feltri
Ce n’è una più inquietante, che si può dedurre reggendo i report delle banche e i commenti dell’Economist o del Financial Times: c’è un effetto gregge di cui pochi sono consapevoli, si formulano certezze dalle scarse fondamenta fattuali che muovono miliardi di euro per mero spirito emulativo. Le verità pericolose di cui sembrano convinti i grandi investitori sono queste: basta spingere abbastanza al ribasso i listini e la Federal Reserve lancerà un altro quantitative easing (acquisto massiccio di debito pubblico Usa); l’economia europea che continua a deludere è una buona notizia perché così la Bce sarà costretta a lanciare il suo quantitative easing; gli stress test faranno un po’ di rumore ma nessun dramma; in Cina non c’è nessuna bolla davvero preoccupante (banche ombra, società pubbliche zombie, bolla immobiliare, avete l’imbarazzo della scelta). Prima o poi qualcuno metterà in dubbio queste certezze prive di riscontri e saranno guai, altro che le oscillazioni di questi giorni
La Voce — Gilberto Turati
Le scaramucce iniziali hanno fatto registrare il solito gioco delle parti: le Regioni trovano inammissibili i tagli, osservando che saranno costrette a ridurre i servizi (in particolare quelli sanitari, ma c’è anche il trasporto locale) o, in alternativa, ad aumentare l’Irap e l’addizionale Irpef. Il Governo replica indicando alle Regioni un’azione sugli sprechi come via maestra per rispondere alle richieste della manovra. Cosa può accadere se il disegno di legge diventerà realtà? Proviamo a costruire qualche ipotesi. La soluzione populista evocherebbe il taglio dei famigerati costi della politica. Ma le stime disponibili parlano di 1 miliardo di euro complessivi di spesa, includendo anche il personale in servizio presso le giunte. Il rapporto consegnato al Commissario straordinario alla revisione della spesa all’inizio dell’anno, ormai un segreto di Pulcinella, suggeriva che qualcosa si poteva fare, ma le cifre in ballo parlavano di una forchetta tra i 160 e i 270 milioni di euro di risparmi conseguibili nel beve periodo, a seconda che ci si fermasse a quanto disposto dalla legge Monti o si provasse a fare qualcosa di più. Non basta, ma certo sarebbe un bel segnale da parte degli amministratori regionali.
INTERNAZIONALE
Bloomberg
The European Central Bank bought Spanish covered bonds in a third day of asset purchases that has seen it acquire notes from Italy to Germany, according to people familiar with the matter. The ECB is adding to French and Portuguese securities it bought this week, said the people, who asked not to be identified because they’re not authorized to talk about it. The central bank, which will reveal the amount of debt purchased on Oct. 27, has been buying bonds in parcels from 5 million euros ($6.3 million) to 20 million euros, according to Societe Generale SA.
Fortune
The news suggests that Frankfurt has already come to the conclusion that it needs to to more to stave off deflation, after a muted response to its much-trumpeted program of cheap new long-term loans (known as TLTROs). Economists fret that Eurozone countries such as Italy and Greece won’t be able to keep servicing their debts if the economy stagnates for any length of time. ECB President Mario Draghi has said for a couple of months that the bank’s governing council is “unanimous” in being ready to do more if the steps he announced in September don’t revive the economy and get the inflation rate moving back towards its target of just under 2%. It fell to a five-year low of 0.3% in September.
Bloomberg
For investors, the European Central Bank’s yearlong evaluation of the region’s banks isn’t just about who passes and who fails. The bigger question will be how much the ECB marks down lenders’ capital during its balance sheet inspection known as the asset quality review. The central bank and national regulators will publish their findings on Oct. 26. The largest impact may be on Italian lenders led by Banca Monte dei Paschi di Siena SpA, Unione di Banche Italiane Scpa and Banco Popolare SC (BP), according to a report last month from Mediobanca SpA analysts. They foresee a gap of more than 3 percentage points between the capital ratios published by the companies and the results of the ECB’s asset quality review. Deutsche Bank AG (DBK) may see its capital fall by 6.7 billion euros, cutting its ratio by 1.9 percentage points, the analysts said.
Chicago Tribune
Currency wars are back, though this time the goal is to steal inflation, not growth. Brazil Finance Minister Guido Mantega popularized the term "currency war" in 2010 to describe policies employed at the time by major central banks to boost the competitiveness of their economies through weaker currencies. Now, many see lower exchange rates as a way to avoid crippling deflation. Weak price growth is stifling economies from the euro region to Israel and Japan. Eight of the 10 currencies with the biggest forecasted declines through 2015 are from nations that are either in deflation or pursuing policies that weaken their exchange rates, data compiled by Bloomberg show.
Reuters
The dollar steadied on Thursday, hovering near a one-week high versus the euro, supported by a slight rise in Treasury yields following news of an uptick in U.S. inflation. Concerns over the health of the European banking sector also weighed on the euro and underpinned the dollar after media reported that 11 euro zone banks had failed stress tests run by the European Central Bank. The test results will be published on Sunday. The dollar edged up 0.1 percent to 107.20 yen, so far eking out a 0.2 percent gain versus the Japanese currency this week. Data from the U.S. overnight showed the U.S. CPI rose 1.7 percent in the 12 months through September after a similar rise in August. The euro stood little changed at $1.2645, within reach of a one-week low of $1.2637 hit overnight.
TECNOLOGIA
Wired.it
Un nuovo importante passo avanti sulla strada dello sviluppo di Apple Pay, il rivoluzionario sistema di pagamento via mobile lanciato dalla casa di Cupertino, che a breve comincerà ad essere utilizzato per supportare iAD, il suo portale pubblicitario mobile. Una nuova funzione integrerà i due sistemi tramite un bottone di acquisto diretto nella piattaforma iAD, così da rendere il processo di acquisto naturale per quanti abbiano familiarità con lo strumento.
il Fatto Quotidiano
Non solo “too big to fail”, troppo grande per fallire, ma anche “too big to secure”, troppo grandi per essere messe in sicurezza. Le grandi banche di Wall Street stanno affrontando un’ondata di attacchi senza precedenti ai propri sistemi informatici. Così come gli istituti più piccoli che nella maggior parte dei casi non hanno mezzi adeguati per difendersi. E di fronte alla fragilità oramai evidente delle reti di protezione, scatta l’allarme, con l’amministrazione Obama e tutte le principali autorità di vigilanza nel settore finanziario che lanciano un chiaro monito a tutte le istituzioni coinvolte: dovete alzare le vostre difese anti-hacker. Perchè i molteplici attacchi che arrivano da Cina, Russia, ma anche dall’Europa, sono uno dei principali fattori di rischio della stabilità finanziaria
The New York Times
Mr. Cook had little patience for that attitude. As he later explained in an interview with Bloomberg Businessweek, the reshuffling was meant to “get us to a whole new level of collaboration.” In public appearances since, Mr. Cook has repeatedly returned to this idea of cohesiveness. Apple, he likes to point out, is alone among tech firms in producing the entire collection of digital technology that people use daily, from the devices we crave to the operating systems that power them to the applications and services that make them useful.
Market Watch
On Wednesday I did my first ever public Q&A in Chinese at Tsinghua University in Beijing! We discussed connecting the world, Internet.org, innovation and the early days of Facebook. Earlier this week I joined the Tsinghua University School of Economics and Management Advisory Board.(video)
Financial Times
The new Twitter kit – called Fabric – is an assembly of its some of its key acquisitions from Crashlytics, a company that created a software which allows developers to locate the bug that is causing their app to crash, to MoPub, the mobile advertising exchange it bought last year. Jessica Verrilli, director of corporate development and strategy at Twitter, said the “seeds were planted” before the company even went public.
Forbes
Twitter wants to be “the largest information network in the world” and reach “every person on the planet,” but over the last six months or so, it has accepted that getting every person on the planet to actually sign up and become users — or even just a measly couple billion of them — is probably too tall an order. The company’s new focus is on enlarging its secondary audience, the universe of everyone who interacts with Twitter content in the course of doing something else, whether that’s reading a news article with a Storify summary or watching a “Hashtags” segment on “The Tonight Show with Jimmy Fallon.”
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4) Cerchi un mutuo? Un conto? Diventa socio (riaggiornato)

5) Of-MigliorConto 2014/I vincitori. Premiaconto plus di Banco Popolare è il più completo

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