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USCITA DI MERCOLEDì 27 MAGGIO 2015
COVER STORY
Le News di Of
Of-Osservatorio finanziario ha analizzato tutte le promozioni attive al momento. Che non sempre, però, hanno le condizioni migliori tra tutti i depositi proposti. Spesso, inoltre, sono dedicate esclusivamente ai nuovi clienti o a chi porta in banca nuova liquidità. E c’è anche da fare attenzione alla scadenza, perché molte terminano a fine maggio. Scade proprio in questa data la promozione di Banco Popolare su Youbanking che offre un rendimento dello 0,75% a 9 mesi, dello 0,90% a 12 mesi e dell’1,00% a 18 mesi. Stessa scadenza anche per il Time Deposit di Unipol Banca con un tasso dello 0,15% a 3 mesi, dello 0,40% a 6 mesi e dello 0,75% a 12 mesi, valido solo per i nuovi clienti. E anche per Credem Deposito Più che dedica ai nuovi clienti che apportano nuova liquidità un tasso lordo dell’1,50% a 3 mesi in caso di sottoscrizione del Listino Attacco.
Le News di Of
Il prodotto di risparmio preferito dagli italiani è sempre il conto di deposito, nonostante la costante discesa dei tassi rilevata mensilmente da Of-Osservatorio finanziario nel Bouquet Conti di Deposito. È infatti meno rischioso e ha comunque rendimenti interessanti, considerando il periodo, con l’inflazione di fatto azzerata. Non solo. È più conveniente anche delle obbligazioni bancarie, proposte da alcuni istituti in alternativa. Of-Osservatorio finanziario ne ha analizzate 12 di 5 istituti, e ha verificato che rendono in media lo 0,84% arrivando a un massimo del 2% per una durata di 7 anni. Un deposito a 12 mesi, invece, rende mediamente l’1,16%. Così anche le grandi banche che fino ad oggi non lo avevano in listino (se non magari per il comparto piccole e medie imprese) sarebbero sul punto di operare una straordinaria inversione di tendenza, secondo alcune autorevoli indiscrezioni, entrando finalmente in questo segmento di mercato.
ECONOMIA & FINANZA
La Repubblica
MILANO - Crollo in Borsa del Monte dei Paschi di Siena nel secondo giorno di aumento di capitale e dopo i movimenti tecnici della vigilia. I titoli della banca senese hanno avviato le contrattazioni in calo del 2%, ma hanno ampliato le perdite fino a entrare in asta di volatilità, segnando l'ultimo prezzo a 1,97 euro, in ribasso del 7,9% (segui il titolo in diretta). I diritti, che sul finale di ieri erano precipitati di oltre il 18%, sono anche essi in asta di volatilità, dopo avere segnato un ribasso del 7%, a 5,7 euro.
Milano Finanza
Mentre il titolo Monte dei Paschi di Siena continua ad andare a singhiozzo a Piazza Affari, l'amministratore delegato dell'istituto, Fabrizio Viola, oggi si è detto fiducioso che si concluda positivamente l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro, partito ieri. "Mi sembra che il mercato stia reagendo come la volta scorsa", ha detto Viola a margine dell'assemblea di Banca d'Italia, "aspettiamo, ci sarà qualche giorno di assestamento"
la Repubblica
V erona è un crocevia naturale da sempre. E non vi è nulla di strano dunque che qualche blasonata banca tedesca guardi con interesse al Banco popolare e nemmeno che il Banco nei suoi piani di crescita sia affetto da strabismo: l’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti punta verso Ovest, direzione Milano con Bpm; il presidente Carlo Fratta Pasini tende piuttosto gli occhi verso Est, insomma al retroterra che include la trevigiana Veneto Banca e Popolare di Vicenza, e al massimo come alternativa considera la contigua Ubi. Il Banco è uno dei caposaldi del processo di riorganizzazione del sistema banche popolari. E in questa partita sarà da vedere il ruolo che potrà giocare un altro veronese che da decenni conta nei palazzi delle banche: Paolo Biasi, presidente sempiterno della Fondazione Cariverona. Sempiterno sarebbe, però, se non scadesse definitivamente il suo mandato a fine anno. Biasi ha in tasca un mucchio di soldi, che è la materia prima indispensabile per blindare la banche popolari. Indispensabile e tuttavia scarsa. Non risulta che, alla soglia degli istituti di cui è in gioco il controllo, vi sia la fila di facoltosi industriali, ansiosi di investire i risparmi per costruire il famoso nocciolo duro. Teoricamente, dunque, dovrebbero essere in allestimento i ponti d’oro per Biasi, dato che – contando i 238 milioni di disponibilità liquide registrate al 31 dicembre scorso e i titoli di Stato e l’1,5% di azioni Unicredit da vendere potrebbe mettere sul piatto circa un miliardo di euro
il Giornale
Victor Massiah ha aumentato di un terzo i profitti di Ubi Banca (+30,6% a 75,9 milioni) nel primo trimestre, a fronte di una solidità patrimoniale migliorata dall'11,5% al 12,2%, ma l'amministratore delegato mette subito dei paletti. Ubi, candidata a salvare il Monte Paschi, farà un'acquisizione soltanto se questa «creerà valore per i soci»: «Da parte nostra c'è una chiara comprensione del fatto che meno del 50% delle fusioni hanno creato valore», ha scandito Massiah agli analisti, mandando un chiaro segnale al governo. Il riferimento è alle cinque grandi aggregazioni che hanno di ridisegnato il settore nel 2006-2007. Allo stesso modo a un mercato assetato di dividendi straordinari, Massiah replica che «al momento» Ubi (+4,87% in Piazza Affari) vuole restare «grassa» in termini di patrimonio ed è «orgogliosa» di esserlo, perché è l'unico modo «per sopravvivere al “Cigno nero“»
Valtellina News
La riforma delle banche popolari, secondo la giunta regionale della Lombardia, viola il titolo V della Costituzione, quello riformato nel 2001 in senso federale e che disciplina le competenze e i poteri fra stati e amministrazioni locali. E' quanto emerge dal ricorso depositato dal governo regionale lombardo presso la Consulta contro la legge sugli istituti popolari. I legali dello studio Marini di Roma argomentano l'illegittimità costituzionale della riforma per violazione dell'articolo 117 della costituzione, ovvero "per violazione della competenza legislativa regionale concorrente in materia di casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale". Il testo del ricorso sottolinea in particolare che "la gran parte delle banche popolari, oggetto della disciplina (Ubi, Banco Popolare, Bpm, Bper, Creval, Popolare di Sondrio, Banca Etruria, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Popolare di Bari) si connotano per la regionalità. Fra quelle sopra indicate la Banca Popolare di Milano e la Banca Popolare di Sondrio hanno la gran parte delle filiali in Lombardia ed operano prevalentemente in territorio lombardo oltre ad avere la sede, rispettivamente, a Milano e a Sondrio"
Milano Finanza
A Piazza Affari non scema la pressione sul titolo Banca Carige in vista dell'aumento di capitale da 850 milioni di euro che, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, dovrebbe partire il prossimo 8 giugno. Il mercato inizia a fare i conti con l'effetto diluitivo dell'operazione, superiore all'attuale capitalizzazione di borsa dell'istituto ligure pari a 710 milioni di euro, anche alla luce delle tensioni viste con l'aumento di capitale di Mps .
Milano Finanza
Mediolanum semplifica la struttura. La società ha annunciato ieri a mercato chiuso la fusione di Mediolanum nella controllata Banca Mediolanum . Il concambio azionario è 1:1. Dopo l'operazione, sarà pertanto Banca Mediolanum l'entità quotata a Piazza Affari. L'assemblea straordinaria degli azionisti di Mediolanum che dovrà votare l'operazione è stata convocata per il 29 settembre in prima convocazione, il 7 ottobre in seconda convocazione e il 18 novembre in terza convocazione.
Il Sole 24 Ore
Il gruppo Generali distribuirà dividendi cumulati per oltre 5 miliardi di euro in quattro anni, dal 2015 al 2018, una cifra che si confronta con i 930 milioni annui attuali. L’obiettivo è contenuto nel piano al 2018 presentato oggi a Londra. Nell’ambito della nuova strategia il gruppo punta a raggiungere una generazione di cassa cumulata di oltre 7 miliardi di euro. Nel solo 2014 è stata pari a 1,2 miliardi. Nel raggiungere questi target Generali si impegna a mantenere nel corso del piano un livello di redditività sul capitale superiore al 13% per cento. Generali prevede 5 miliardi di dividendi cumulati entro la fine del 2018, con flussi netti di cassa oltre quota 7 miliardi, con ulteriori risparmi per 0,5 miliardi oltre al miliardo già previsto al 2016, e 1,25 miliardi di investimenti totali. Lo annuncia una nota sui nuovi target finanziari del gruppo.
Il Sole 24 Ore
UnipolSai compie un altro passaggio chiave per completare la ristrutturazione del complesso portafoglio immobiliare e crea un colosso alberghiero con 50 strutture, 8.600 camere e e un giro d’affari aggregato del valore superiore ai 170 milioni di euro. Venerdì scorso la compagnia assicurativa ha firmato l’accordo per rilevare Una, catena di hotel ora destinata a integrarsi con la controllata Ata per creare un campione nazionale che presto potrebbe trovare supporto istituzionale. Nelle prossime settimane, infatti, quando l’intesa prenderà forma, il Fondo strategico italiano potrebbe investire sul progetto per dare ulteriore linfa al piano.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Il settore del lusso sotto i riflettori a piazza Affari in scia alla notizia che la Cina dimezzerà dal primo giugno i dazi su molti beni, dalla cosmetica al lusso. La mossa dipende dalla forte differenza fra i prezzi degli oggetti nelle mete dello shopping (come Milano) e quelli cinesi, molto più alti a causa anche della rivalutazione dello yuan. Secondo Kepler Cheuvreux a beneficiarne di più sarà Salvatore Ferragamo (+3,66% a 28,56 euro), quindi Tod's (+2% a 84,15 euro) e Moncler (-0,17% a 17,14 euro). Brunello Cucinelli (+0,36% a 16,68 euro) è invece il meno esposto al business cinese diretto. Tra i bancari sotto i riflettori Mps nel secondo giorno di contrattazione dell'aumento di capitale: le azioni sono state congelate in asta di volatilità e hanno terminato la seduta con un calo del 16,82% a 1,78 euro. In negativo anche Carige (-3,67% a 6,555 euro) in vista dell'aumento di capitale da 850 milioni
Morningstar
E’ difficile muoversi sui mercati tenendo gli occhi incollati solo sulle Banche centrali. Per questo, spiegano gli analisti, conviene avere in portafoglio dei titoli su cui poter contare a prescindere da quelle che saranno le scelte di politica monetaria. Lo scenario Il quadro generale fa vedere, come prima cosa, che l’economia Usa è in miglioramento, anche se lento. Il Pil del primo trimestre è aumentato dello +0,2%, le vendite al dettaglio sono risultate in salita, ma sotto le attese (e spinte dal settore auto). L’inflazione è più bassa delle stime. In Europa l’immagine è composita. La regione va a più velocità, a seconda che si tratti di un paese solido (come la Germania) o debole a causa della crisi del debito (come Italia, Grecia o Spagna). In Giappone, intanto, l’Abenomics (il programma di stimolo economico voluto dal premier Shinzo Abe) inizia a farsi sentire. Gli emerging restano un puzzle formato da un’Asia in ripresa e un’area Latam in frenata.
Morningstar
Le dinamiche di mercato giocano a favore di Express Scripts (ESRX), ma il mercato continua a mostrarsi scettico sul titolo del gruppo americano. ESRX è il leader mondiale nel settore del pharmacy benefit manager (il cui compito è quello di porsi come intermediario tra le società farmaceutiche e le strutture sanitarie in modo da garantire a queste ultime dei prezzi più convenienti), con oltre 1,3 miliardi di richieste soddisfatte e un fatturato superiore ai 100 miliardi di dollari nel 2014.
Morningstar
Lloyds (LLOY) continua nel suo processo di rinascita, ma il mercato sottovaluta i progressi fin qui realizzati dalla banca britannica e, soprattutto, le sue prospettive di crescita. Il titolo è scambiato attorno a 0,77 sterline, circa il 20% in meno rispetto al nostro fair value che è pari a 0,98 sterline.
Il Sole 24 Ore
Gli armatori suonano il campanello d’allarme sui fondi speculativi. Gli hedge fund stanno entrando, infatti, nel mondo dello shipping, sull’onda della lunga crisi globale che ha messo in difficoltà molte compagnie. Crisi che ha portato gli armatori italiani ad avere debiti con le banche per una somma pari a circa 13 miliardi di dollari. ABBONAMENTO
Il Sole 24 Ore
Il mercato energetico, soprattutto sul fronte della produzione termoelettrica, resta in forte difficoltà e caratterizzato da domanda e prezzi all'ingrosso ancora su livelli molto bassi. Tuttavia, le trimestrali dei principali gruppi quotati italiani – da Enel alle grandi multiutility fino alle realtà più piccole – mostrano bilanci in crescita, anche grazie all'eliminazione della Robin Hood Tax (la tassa sugli utili realizzati dai produttori di energia dichiarata di recente incostituzionale) e alle efficienze messe a punto negli ultimi anni per far fronte al calo dei margini sulle attività caratteristiche. Enel brilla con utile ordinario ed efficienze sui costi. Enel ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita del 9,8% a 19,97 miliardi spinti soprattutto dall'America Latina, un ebitda a 4,023 miliardi (+0,8%) e un ebit a quota 2,625 mld(+2,4%). L'utile netto è in flessione del 6,7% (810 milioni), ma risente dell'effetto della cessione, a fine 2014, del 21,92% di Endesa mentre i profitti netti ordinari, sui quali viene calcolata la cedola, sono in aumento del 7,3 per cento
Milano Finanza
La Cina ha creato il maggiore fondo che investe in oro, da 100 miliardi di yuan (16 miliardi di dollari), nato con lo scopo di investire in progetti di miniere del Paese e aumentare l’influenza di Pechino sui mercati globali del metallo giallo. Il fondo (Silk Road Gold Fund), gestito da Shanghai Gold Exchange e da altri soggetti, è legato al progetto gigantesco della Cina, New Silk Road, per stringere maggiori alleanze con i Paesi del Sudest Asiatico. La richiesta di oro in Asia ha rappresentato oltre il 70% del mercato totale negli ultimi anni.
il Giornale
È questa la sintesi di uno studio pubblicato su ItaliaOggi, che rileva come Agenzia delle entrate, Equitalia e Guardia di Finanza (ma anche la Scuola superiore di economia e finanze) utilizzino le informazioni raccolte da numerosi data-base per reperire, fra le altre, notizie riguadanti lo svolgimento delle attività di riscossione, l'attivazione delle procedure di pignoramento presso terzi, contratti riguardanti l'energia elettrica, gas, assicurazioni e rimborsi. Un vero e proprio Grande Fratello finanziario che cancella ogni diritto di privacy del contribuente. Rossella Orlandi, nuova direttrice dell'Agenzia delle entrate, ha detto di "voler riorganizzare, o quanto meno rivedere, l'intera anagrafe tributaria e il suo funzionamento"; lo scopo è quello di rendere fruibili alle amministrazioni il maggior numero di informazioni raccolte dalle numerose banche dati che collaborano con le istituzioni italiane. Si contribuirà così a rendere più facile la lotta all'evasione fiscale e a snellire il sistema tributario italiano. In quest'ottica, verrà introdotta entro aprile 2015 una nuova dichiarazione dei redditi precompilata.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
«Nel medio termine la creazione di nuovo reddito, nuova domanda e nuove opportunità di lavoro dovrà essere sostenuta da interventi e riforme volti, fin da ora, a innalzare la produttività e il potenziale di crescita». La ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali all’Assemblea dei partecipanti che, come ogni anno, evidenzia luci e ombre della situazione economico-finanziaria del Paese.
Milano Finanza
Il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, esorta le banche a contenere ancora i costi e ad ampliare le fonti di ricavo per recuperare redditività. "Per recuperare redditività le banche possono contenere ancora i costi e ampliare le fonti di ricavo. Non pochi intermediari, soprattutto di medie dimensioni, stanno valutando operazioni di concentrazione, anche in risposta alle recenti innovazioni normative", sottolinea il numero uno di Palazzo Koch, avvertendo però, nelle sue considerazioni finali, che "i benefici potenziali delle operazioni sono cospicui ma non scontati: richiedono interventi decisi sul piano organizzativo, nella razionalizzazione dei sistemi distributivi, nella gestione dei rischi, nel ricorso alla tecnologia". Banca d'Italia promuove dunque la riforma delle banche popolari varata dal governo. "Faciliterà lo svolgimento efficiente dell'attività di intermediazione creditizia in un mercato reso più competitivo dall'Unione bancaria", afferma Visco. La forma cooperativa ha, infatti, limitato il vaglio da parte degli investitori e ha ostacolato la capacità di accedere con tempestività al mercato dei capitali, in alcuni momenti cruciale per fare fronte agli shock esterni.
Corriere della Sera
La ripresa c’è anche nel secondo trimestre, sia pure contenuta, ancora da consolidare e messa a rischio dalla disoccupazione. Serve più coraggio nell’innovazione, mentre non si può abbassare la guardia sul contenimento del debito pubblico che dall’inizio della crisi è cresciuto di oltre 30%. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nelle sue «Considerazioni finali», una relazione dove non manca l’attenzione alla politica delle riforme, in particolare il Jobs act, e alla crisi greca. Sul primo aspetto Visco sottolinea come i recenti provvedimenti di riforma del mercato del lavoro abbiano «esteso i meccanismi di sostegno del reddito dei disoccupati e ridotto per i nuovi contratti il disincentivo alle assunzioni a tempo indeterminato».
il Fatto Quotidiano
Bankitalia versa allo Stato una cifra vicina ai tre miliardi e stacca ai soci una cedola da 340 milioni. Per le casse pubbliche Palazzo Koch resta un buon affare, anche se meno redditizio rispetto al passato per via del regalo fatto alle banche socie dal governo Letta con la rivalutazione del capitale della banca centrale. I dividendi 2014 per le banche socie sono di 40 milioni inferiori a quelli distribuiti nell’esercizio antecedente quando via Nazionale ne aveva quintuplicato l’ammontare rispetto all’anno prima. In calo, però, anche gli incassi dello Stato: nella relazione annuale, il governatore Ignazio Visco ha infatti spiegato che Bankitalia ha versato nelle casse pubbliche quasi 3 miliardi, tasse incluse (1,2 miliardi) contro i 3,5 miliardi di un anno prima.
Corriere della Sera
l ciclo delle riforme avviate dal governo Renzi ci sta avvicinando all’Europa oppure no? La politica sta riuscendo nel compito di utilizzare al massimo le condizioni macro-economiche favorevoli di oggi per risanare l’economia e le malattie d’un tempo? Per rispondere a queste due domande, abbastanza cruciali nell’anno di grazia 2015, l’Istituto Bruno Leoni ha deciso di creare un Superindice economico che possa servire via via a monitorare la distanza tra l’Italia e la media dei Paesi Ue e, ancora, tra l’Italia e la media dei membri dell’Eurozona.
Il Sole 24 Ore
«La mia impressione, dopo aver parlato con alcuni colleghi, è che stia crescendo la sensazione che il default della Grecia si possa evitare»: lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. «D'altra parte - ha aggiunto - tutti quelli con cui ho parlato insistono sulla necessità di coinvolgere l’Fmi. Non ci sarà accordo senza l’Fmi». Mentre si assiste dietro le quinte a qualche progresso nei difficili negoziati che durano ormai da quattro mesi, Klaus Regling, presidente del Fondo di salvataggio europeo (Esm), ha lanciato l’ennesimo allarme sul caso Grecia: in un’intervista al quotidiano popolare tedesco,”Bild”, Regling ha detto che «il tempo si sta esaurendo» e che, senza un accordo, la Grecia rischia un default che comporterebbe grandi rischi. Per questo, «si lavora notte e giorno» su un possibile accordo.
Milano Finanza
Ubs e PwC hanno presentato oggi il Billionaire report 2015 che analizza storia e scelte dei miliardari in Europa, Stati Uniti e Asia. Condotta tra 1.300 miliardari, l'inchiesta analizza dati che coprono gli ultimi 19 anni (dal 1995 al 2014) raccolti all'interno dei 14 principali mercati per presenza di miliardari. Dalla ricerca emerge che dall'Europa agli Stati Uniti all'Asia, sono in aumento i miliardari che si sono fatti da soli. Nella storia recente, la creazione di ricchezza è stata prerogativa di pochi: il Billionaires Report ha rilevato che 917 miliardari venuti dal niente hanno generato più di 3.600 miliardi di dollari di patrimonio globale.
Il Sole 24 Ore
Mediolanum Vita punta alle Pmi e investe 5 milioni di euro nel fondo chiuso Tenax Credit Italian Fund, un prodotto di diritto irlandese che ha come obiettivo raccogliere 150 milioni per finanziare piccole media imprese italiane. La partenza è prevista per inizio giugno e al momento è stata già incassata la metà della cifra target. Lo hanno annunciato Ennio Doris, ad di Mediolanum, e Massimo Figna, ceo e fondatore di Tenax Capital, società di asset management nata nel 2004. Doris ha sottolineato la difficoltà per le piccole medie imprese italiane di ottenere finanziamenti da parte degli istituti di credito, evidenziando quindi la necessità di trovare canali alternativi agli sportelli. «Le banche hanno 200 miliardi di crediti in sofferenza contro i 41 pre crisi- ha affermato Doris - in più dal'1 gennaio 2016 entrerà in vigore la nuova regola europea “bail in” che non permette più salvataggi governativi e un fondo che raccoglie capitale di rischio da parte di imprese può prestare denaro con più tranquillità»
Il Sole 24 Ore
Qual è stata la multinazionale di maggior successo degli ultimi anni? In pochi avrebbero dubbi nel rispondere a questa domanda con il nome di Apple. La società fondata da Steve Jobs in questi anni ha dettato legge nel mercato della tecnologia con prodotti come l'iPhone che hanno rivoluzionato le abitudini dei consumatori di tutto il mondo. Cinque anni fa la società fatturava 65 miliardi di dollari, oggi i ricavi sono pari a 212. Gli utili erano di 14 miliardi di dollari oggi si attestano a quota 47. In cinque anni l'azienda è passata da capitalizzare 222 miliardi di dollari a valerne 763 conquistando la palma di maggior società quotata al mondo. Con numeri come questi non stupisce che il primo posto in classifica dei manager più pagati degli ultimi cinque anni spetti al numero uno dell'azienda di Cupertino Tim Cook. Stando a un'elaborazione che Il Sole 24 Ore ha fatto su dati S&P Capital IQ il ceo di Apple in questi ultimi cinque anni ha portato a casa tra salario fisso, bonus, stock option ecc. oltre 450 milioni di dollari. Il grosso di questa cifra si riferisce all'anno del suo insediamento (Cook ha preso la guida di Apple dal 24 agosto 2011 circa due mesi prima della morte di Steve Jobs). In occasione della sua nomina la società gli ha assegnato azioni Apple per un valore di 376,2 milioni di dollari. Lo scorso anno il numero uno di Apple ha guadagnato quasi 10 milioni di dollari.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Donato Masciandaro
Le Considerazioni Finali della Banca d’Italia sono una ottima occasione per un messaggio a Francoforte: la nuova vigilanza europea può imparare molto dall’esperienza italiana. Almeno due le lezioni: la vigilanza non deve scimmiottare la politica monetaria; i vigilanti non devono essere discrezionali, ma applicare regole uguali per tutti. Il Governatore della Banca d’Italia Visco ha aperto e chiuso le annuali Considerazioni Finali mettendo sul proscenio il ruolo che la banca centrale nazionale può e deve giocare nel disegno delle politiche comuni europee. In apertura, il riferimento è stato esplicito. Rimarcando il fatto che oramai il 40% dell’attività della Banca d’Italia è legato alle funzioni di politica monetaria e di vigilanza dell’Unione, il Governatore ha ricordato il disegno a geometria variabile che lega le varie banche centrali nazionali nel sistema europeo, con apice a Francoforte, nella Banca centrale europea (Bce). È una geometria variabile il cui successo dipenderà in modo cruciale dalla capacità di tutti gli attori di individuare le politiche a somma positiva, in cui cioè – magari in orizzonti temporali diversi – l’interesse comune europeo si sposi con quello nazionale
Il Sole 24 Ore — Leonardo Maisano
Avidità. È il perno attorno al quale si snoda il primo processo penale a Londra per lo scandalo Libor. Per quell’aggiustatina ai tassi che davano trader disonesti le banche hanno pagato 9 miliardi di sterline in penali, i cittadini un prezzo incalcolabile. L'avidità ha i lineamenti di Tom Hayes, 35 anni, star fra i banker senza scrupoli. Con lui alla sbarra si passa dalle multe alle galere, anche se si dice solo vittima di un sistema piegato alla brama di danaro, unica metrica - giura - per valutare il merito. «L'unica motivazione: avidità». Il rappresentante dell'accusa scandisce quel “greed” con la forza che l'oratoria del giurista impone, svelando un apparente, inspiegabile senso di sorpresa. E che altro poteva muovere l'ingegner Tom Hayes, un debole per la matematica e una passione per addomesticare i numeri, ad agire illecitamente nelle trading rooms di alcune fra le maggiori banche? Solo la cupidigia, avrebbe sentenziato anche il signor La Palice. Caccia al facilissimo guadagno da condividere con qualche altro fellone seduto nel desk di una banca concorrente, ma che il sistema ha reso complice
Il Sole 24 Ore — Rossella Bocciarelli
Quel che pensa dei sobbalzi di mercato legati alle asperità del negoziato greco, Ignazio Visco lo aveva chiarito a Washington poco più di un mese fa e non è da escludere che colga l’occasione per ribadirlo nelle Considerazioni finali che leggerà oggi alle dieci e trenta nel Salone dei partecipanti di Palazzo Koch. «È sbagliato parlare di contagio» aveva sottolineato il governatore in quell’occasione, rispondendo a chi chiedeva notizie sul nostro paese, dopo che i mercati si erano innervositi perché il ministro delle Finanze greco, Ianis Varoufakis, aveva fatto balenare per la prima volta la minaccia di non ripagare il debito.
Il Sole 24 Ore — Rossella Bocciarelli
La ripresa c’è, non perdiamola. È questa, a ben guardare, l'esortazione che il Governatore Ignazio Visco rivolge a tutti i protagonisti dell'economia e al governo. Ciascuno infatti è chiamato a fare la sua parte in un gioco molto complesso e difficile che è quello della materiale, quotidiana, costruzione dell'Europa. «Le autorità nazionali, politiche e tecniche, sono essenziali nel processo europeo», ha ricordato Visco e sta a ciascuno Stato membro la responsabilità di esercitare il proprio ruolo «senza trascurare le esigenze e le priorità nazionali ma affrontandole efficacemente nel contesto europeo».
Milano Finanza — Laurence Fletcher e Todd Buell
Un pasticcio della Bce, che la scorsa settimana ha visto uno dei suoi esponenti dare informazioni di mercato in occasione di un evento privato a cui partecipavano i principali hedge fund, qualche ora prima che fossero rese pubbliche, sta sollevando una certa preoccupazione sugli incontri a porte chiuse dei policymaker dell’Ue. In quell'occasione, Benoît Coeuré, membro del comitato esecutivo della Bce, ha fornito nuovi dettagli sul piano di acquisti di titoli di Stato della Bce, che non sarebbero stati pubblicati fino alla mattinata successiva e l’istituto di Francoforte ha dato la colpa del pastccio a un “errore procedurale”. Ma gli investitori e gli esperti di governance sostengono che questa pratica diffusa di tenere discorsi in occasione di eventi privati potrebbe dare un vantaggio ad alcuni investitori.
La Voce — Paola Mariani
Dopo la vittoria dei conservatori, il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea polarizza il dibattito politico anglosassone. Articoli su vantaggi e svantaggi dell’appartenenza all’Unione occupano le prime pagine dei giornali, preannunciando una lunga campagna referendaria. Da qui al 2017, anno in cui dovrebbe tenersi la consultazione se David Cameron manterrà la promessa fatta in campagna elettorale, molte cose possono cambiare, ma di certo non cambieranno le regole europee che disciplinano l’uscita di uno Stato membro dall’Unione. Le regole sono importanti perché consentono il formarsi di una posizione unitaria dell’Unione, andando a incidere sulla determinazione del “prezzo” da pagare per lo Stato che decide di uscire. Fino al 2009 nei Trattati istitutivi europei non erano previste regole specifiche per il recesso da parte di uno Stato membro. Questo non significava che non potesse accadere: uno Stato sovrano, com’è libero di aderire a un accordo internazionale, al pari mantiene la libertà di recedervi nel rispetto delle regole di diritto internazionale. E in assenza di una disciplina specifica prevista dai singoli accordi, le regole sono quelle stabilite dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati
INTERNAZIONALE
The New York Times
Deutsche Bank “overstated” the value of a multibillion-dollar portfolio of sophisticated derivatives during the height of the financial crisis, leading it to file inaccurate financial statements for at least a six-month stretch, securities regulators in the United States said on Tuesday. The bank, without admitting or denying wrongdoing, agreed to pay a $55 million penalty to the Securities and Exchange Commission to settle claims that its “inadequate internal accounting controls” violated federal securities law.
The New York Times
In other words, at this point, the whole digital era, spanning more than four decades, is looking like a disappointment. New technologies have yielded great headlines, but modest economic results. Why? One possibility is that the numbers are missing the reality, especially the benefits of new products and services. I get a lot of pleasure from technology that lets me watch streamed performances by my favorite musicians, but that doesn’t get counted in G.D.P. Still, new technology is supposed to serve businesses as well as consumers, and should be boosting the production of traditional as well as new goods. The big productivity gains of the period from 1995 to 2005 came largely in things like inventory control, and showed up as much or more in nontechnology businesses like retail as in high-technology industries themselves. Nothing like that is happening now.
Forbes
Please, say it ain’t so. Tell me this is all a bad dream and that the world’s largest banks really had learned their lesson over the last five years. No? They didn’t? REALLY? So, as the headlines shout, JPMorgan Chase, Citigroup, UBS, Barclays and RBS will be writing checks for $5.7 billion in fines. That’s FIVE BILLION, SEVEN HUNDRED MILLION DOLLARS. Why? Can you spell criminal manipulation of foreign exchange rates? That doesn’t even include Barclay’s ancillary penalties of $1.3 billion and another $60 million paid to other regulators; or UBS’ $203 million for manipulating LIBOR and other interest rates. Even Bank of America received a $205 million slap on the wrist for “unsound practices”.
Forbes
The Swiss government and hundreds of Swiss banks have been roiled by the U.S. crackdown on American tax evaders. With six years of almost non-stop hits to the country and its bankers, it may be no surprise that now Switzerland is publishing the names of foreign tax evaders. Some observers are calling this the real and final end of Swiss bank privacy tradition, which mostly dates to the 1930s. Deutsche Welle has cited the Swiss media Sonntagszeitung for the news, saying that the Swiss government will list the names, birthdates and nationalities of alleged tax evaders in its federal newspaper.
The New York Times
Brad DeLong remembers a blog post of mine from 2009 about the non-threat of an interest rate spike; I have to say that it looks pretty darn good analytically after all these years. Unfortunately, it was also right about this: I just don’t think the inner circle gets how much danger we’re in from another vicious circle, one that’s real, not hypothetical. The longer high unemployment drags on, the greater the odds that crazy people will win big in the midterm elections — dooming us to economic policy failure on a truly grand scale. (ABBONAMENTO)
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
C’era una volta il telefono. Che diventò cellulare, rivoluzionando il nostro modo di comunicare. Quello che 25 anni dopo ci troviamo in mano è uno strumento potente capace di servirci in numerose azioni di vita quotidiana: di cui le scelte finanziarie rappresentano un elemento fondamentale, per il risparmio, gli investimenti e le spese.
Corriere della Sera
E' una storia di amore-odio iniziata nel 2007, quando il primo iPhone debuttò sul mercato e aveva un «cuore» coreano. Ma ora la relazione fra Apple e Samsung sta diventando sempre più simbiotica: anche se i due colossi dell’high-tech continuano a essere acerrimi rivali nel business degli smartphone, nel settore dei semiconduttori invece le loro fortune sono strettamente legate. La nuova generazione dei telefonini «intelligenti» con il marchio della Mela, che si dovrebbe chiamare iPhone 6S, funzionerà infatti con un microprocessore, l’A9, fabbricato in gran parte — 60% degli ordini — da Samsung in Corea del Sud, mentre il 40% dei chip sarà fatto dall’americana GlobalFoundries, secondo le stime degli analisti.
La Repubblica
"Concorrenza sleale": Uber Pop non può più operare a Milano e nel resto d'Italia. Dunque, i tassisti avevano ragione. A dirlo è il tribunale di Milano che ha bloccato l'app della società americana che, di fatto, consentiva a chiunque di fare l'autista-tassista con la propria auto. Così ha deciso il giudice Claudio Marangoni, della sezione Imprese, accogliendo il ricorso presentato un mese fa dalle organizzazioni sindacali e di categoria, locali e nazionali, di tassisti e radiotaxi.
Corriere della Sera
Vale venti volte meno della rivale, è presente in 68 città solo negli Usa contro i 58 paesi dell’avversaria. Eppure Lyft, la startup di noleggio di auto private, piace agli investitori. Anche se somiglia molto a Uber, la società creata nel 2009 da Travis Kalanick e prossima a raggiungere la valutazione record di 50 miliardi di dollari (traguardo che vuole raggiungere, pare, entro la fine del mese e che potrebbe essere l’ultimo passo prima della quotazione). Difficile competere con un colosso del genere? Lyft, creata nel 2012 dall’attuale ceo Logan Green, ci prova comunque. Il suo modello piace: nei vari round di finanziamento, che l’hanno portata alla valutazione di 2,5 miliardi di dollari, spuntano diversi grandi nomi del tech mondiale.
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