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USCITA DI MERCOLEDì 6 MAGGIO 2015
COVER STORY
Le News di Of
Se le somme che si hanno a disposizione per la prossima vacanza non sono sufficienti e al viaggio dei sogni proprio non si riesce a rinunciare una soluzione potrebbe essere quella di richiedere un prestito. Alcuni tour operator, infatti, permettono una volta prenotato un pacchetto di pagarlo in rate mensili grazie all’accordo stipulato con banche e finanziarie. E proprio queste ultime, Agos (controllata da Crédit Agricole) e Findomestic (del gruppo BNL-BNP Paribas) nello specifico, hanno anche prodotti ad hoc per i viaggiatori. Of-Osservatorio finanziario ha analizzato le proposte attualmente sul mercato: sono 3 i tour operator che includono la possibilità di pagare con un prestito e 2 le finanziare che propongono prodotti su misura. Ecco quanto costa chiedere un prestito e alcuni consigli su dove recarsi con la cifra richiesta.
ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Renzi: nelle prossime settimane passaggio in parlamento sugli incagli in banca. Il premier durante la visita a Piazza Affari: vogliamo trovare strumenti in grado di mettere gli istituti del Paese alla pari con quelli europei. I fondi pensione investono poco in economia e imprese italiane. Nelle prossime settimane in Parlamento ci sarà un passaggio sul tema delle sofferenze bancarie. Ad annunciarlo il premier Matteo Renzi, in occasione dell'incontro di ieri a Piazza Affari con le società quotate. «Nelle prossime settimane, i passaggi sulle sofferenze bancarie e[...]
Reuters
Prima parte di seduta in deciso rialzo per Banca Monte dei Paschi di Siena e Carige , in controtendenza rispetto a un mercato debole. Secondo quanto riferiscono due trader, gli istituti senese e ligure si muovono sulla prospettiva di un intervento governativo sulle sofferenze, sulla scorta delle parole pronunciate ieri dal premier Matteo Renzi. In uno studio dal titolo 'Sweetening the Pill?', Citigroup ragiona sulle misure riguardanti le sofferenze. La banca d'affari ritiene che la soluzione migliore per lo Stato sarebbe una revisione della regolamentazione dell'intera materia riguardante fallimenti e recupero crediti. Attualmente, ricorda Citi, il tasso medio di recupero degli Npl è pari al 5,8%. Lo studio indica UniCredit, Banco Popolare e Pop Emilia come maggiori beneficiari della revisione della legislazione sulle sofferenze
Milano Finanza
L'operazione di buyback su bond subordinati promossa da Unicredit ha visto adesioni, alla data del 30 aprile, per un importo nominale aggregato di 1,325 miliardi di euro, pari al 58% dei titoli oggetto di offerta. La scorsa settimana l'istituto ha deciso di prorogare la chiusura dell'offerta, inizialmente prevista per il 30 aprile, fino al 15 maggio.
Milano Finanza
Dopo il record di utile netto nel primo trimestre 2015 (93 milioni), più che raddoppiato rispetto al primo trimestre 2014 e salito ben oltre le attese degli analisti, Banca Generali incassa oggi i giudizi di alcuni broker, che rimodulano le proprie valutazioni alla luce dei conti, pur restando prudenti nei prezzi obiettivo.
Milano Finanza
Mediobanca Seurities prevede per Azimut conti record nel primo trimestre dell'anno e in vista di queste brillanti attese ha alzato il target price da 23 a 31 euro portando la raccomandazione sul titolo da neutral a outperform.
Milano Finanza
Aumento dell'utile netto del 88% rispetto allo stesso periodo del 2014 per Ubs che archivia il primo trimestre dell'anno con profitti pari a 2 miliardi di franchi svizzeri battendo le attese dgeli analisti che prevedevano 1,22 miliardi, a fronte di un risultato prima delle imposte di 2,3 miliardi.
Il Sole 24 Ore
«Lavoriamo per avere una soluzione rispettosa dei giudici e che al tempo stesso minimizzi i costi per la finanza pubblica che innegabilmente ci sono, e che intervengono in un momento in cui la finanza pubblica sta migliorando e ci auguriamo che continui a farlo». Così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in audizione alla commissione Finanze del Senato, ha spiegato le mosse del governo dopo la sentenza della Corte costituzionale che la scorsa settimana ha bocciato l'indicizzazione delle pensioni a partire da circa 1.400 mensili euro introdotta, a suo tempo, dal governo Monti. «Stiamo guardando a tutti gli aspetti, rispetteremo la sentenza della Consulta. Stiamo ragionando sui numeri» ha aggiunto Padoan. E in merito all'impatto sui conti pubblici della sentenza della Consulta ha assicurato: «Quando avremo fatto
Il Sole 24 Ore
Tutti i componenti del consiglio di amministrazione di Ei Towers sono indagati per aggiotaggio nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Milano sull'operazione Rai Way. Il titolare del fascicolo è il pm Adriano Scudieri. Gli uomini della Guardia di Finanza del Nucleo di polizia valutaria hanno perquisito la sede della società, controllata da Mediaset. A fine febbraio Ei Towers, la società delle torri che distribuisce il segnale tv delle reti Mediaset, annunciò il lancio di un'offerta mista cassa e azioni (Opas) su Raiway, puntando alla maggioranza assoluta della società quotata dalla Rai solo poco tempo prima. Il Governo Renzi aveva subito indicato che il 51% di Raiway sarebbe dovuto rimanere in mano pubblica e successivamente sono arrivate le bocciature di Consob e Antitrust. La Commissione aveva prima dato una sorta di pre-bocciatura al prospetto e poi aveva giudicata non proseguibile nemmeno l'Opas modificata (quella dal 66% al 40%), chiedendo di presentare un nuovo prospetto.
il Fatto Quotidiano
Un’offerta che non si può rifiutare può essere considerata un’offerta? E un’offerta che non si può accettare perché la legge non lo consente? Se a queste domande si fosse cercato di rispondere la mattina stessa del 25 febbraio, quando Mediaset-Ei Towers ha lanciato un’Opa sul 66,7% di Rai Way, la Consob avrebbe colto una buona occasione per fare chiarezza e tutelare il mercato ribadendo il rispetto delle regole che pure ci sono. Regole che non vietano certo di lanciare un’offerta pubblica d’acquisto su un concorrente o su qualunque altra società quotata a patto che nel farlo non si infrangano altre norme. Chiedere di acquistare ciò che per legge non può essere venduto non rientra nelle fattispecie regolamentate dalla legge sulle offerte di pubblico acquisto e non per una lacuna normativa. L’offerta di Ei Towers ha fatto letteralmente schizzare in Borsa le quotazioni di una fino ad allora sonnolenta Rai Way e il fatto che l’Autorità guidata da Giuseppe Vegas non abbia immediatamente chiesto chiarimenti all’offerente ha avvallato agli occhi del mercato la credibilità di un’offerta che credibile non era, tant’è vero che mesi dopo è stata bocciata anche dalla stessa Consob
la Repubblica
Se non è un addio poco ci manca. Anche se l'annuncio arriverà solo giovedì prossimo, durante il consiglio di amministrazione convocato per la trimestrale, Telecom Italia fa già capire che, alle attuali condizioni, non ci sarà mai un accordo con Metroweb per lo sviluppo della banda larga in Italia. L'ex monopolista vuole essere l'unico gruppo di tlc a contrarre il matrimonio con la società che ha già cablato con la fibra ottica Milano e vorrebbe replicare anche nelle altre grandi altre aree metropolitane. Mentre Metroweb vorrebbe allargare la platea a più operatori possibili, senza vincoli di esclusiva. Va letto in questo senso l'annuncio dell'accordo con cui Telecom Italia ha scelto Fastweb (tramite la controllata Swisscom) per lo sviluppo della banda ultralarga per sperimentare, soluzioni innovative per gli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea, portare i 100 mega usando sia la fibra che il rame (Fttc)
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
n terreno negativo i bancari, Intesa San Paolo -3,21%, Unicredit -3,70% a 6,29 euro. Tra gli assicurativi Generali -3,32% e UnipolSai -4,89%. Male anche gli energetici, Eni -1,73%, Enel -3,59% e Terna -3,51%. In rosso Stm (-3,63% a 6,77 euro) su cui Bank of America-Merrill Lynch ha tagliato la raccomandazione da buy a neutral e il prezzo obiettivo da 9,7 a 7,8 euro. Gli esperti hanno rivisto al ribasso le stime sui ricavi 2015-2016 del 4,2% e quelle sull'ebit rettificato del 33% e del 24%. In calo anche Luxottica (-4,23%), Telecom I . (-4,41%), Mediaset (-4,68%).
il Fatto Quotidiano — Beppe Scienza
Cominciamo con un articolo apparentemente dalla parte del consumatore. Il titolo è infatti “Fondi. In dieci anni su del 50%. Ma c’è la zavorra dei costi” che riduce quel rendimento al 35% (CorrierEconomia 20-4-2015 p. 24), riproposto modificato online. Esaminiamo alcuni frasi, in neretto online, che corrispondono a quelle del tipico venditore di fondi comuni disonesto, ma anche astuto: “Non era senza spese l’investimento fai da te in bond, non lo è quello in risparmio gestito”. Per cominciare l’affermazione lascia intendere che l’investimento fai-da-te è roba del passato, da retrogradi. Ma è falsa anche nella sostanza, perché non si pagano commissioni né per Cct, i Btp Italia ecc. in sottoscrizione né per i buoni postali. Per questi ultimi neppure spese di deposito. È poi ingannevole, anche riferendosi agli acquisti di titoli già emessi. Con le banche online le commissioni sono bassissime. Ma prendiamo pure chi va allo sportello di una banca cara. Ebbene, una cosa è pagare anche lo 0,4% d’intermediazione per un’obbligazione da tenere per 10 anni. Altra cosa pagare l’1% l’anno di commissioni di gestione, ossia il 10% in dieci anni e quindi 25 volte tanto
Corriere della Sera
«Se non l’uccide l’inflazione, il Toro può continuare a correre a Wall Street per altri due anni, forse anche tre. Per i risparmiatori rimasti finora alla finestra c’è ancora tempo per approfittarne». Lo dice Jason Trennert, uno degli strateghi azionari più stimati sulla piazza americana con la sua società di ricerca Strategas e ora anche autore del libro My side of the Street (editore negli Usa St. Martin’s Press), ovvero la sua versione del mondo della finanza: «Perché i lupi, i flash boy, i quant e i Maestri dell’universo non rappresentano la vera Wall Street», recita il sottotitolo.
Morningstar
Prosegue in maniera contrastata la seduta delle Borse europee. Alcune trimestrali al di sopra delle stime degli analisti dovrebbero spingere gli acquisti, ma c’è prudenza in attesa delle elezioni in Gran Bretagna e dei risultati dell’occupazione Usa. A Milano denaro su Banca Mps, migliore tra i titoli a maggiore capitalizzazione italiani. Premiata dagli acquisti anche Banca Carige. I due istituti sono quelli che si stanno avvantaggiando di più dalle indicazioni emerse ieri circa la costituzione di una bad bank a partecipazione pubblica. I titoli del comparto assicurativo sono tra i più penalizzati del Ftse Mib dopo che Barclays ha rivisto il suo giudizio sull'intero comparto europeo.
Morningstar
Profitti in aumento, tassi di interesse in crescita e pochi prodotti rischiosi in portafoglio. Sono questi, secondo gli analisti di Morningstar, i principali elementi che rendono interessante un investimento nei titoli assicurativi americani. A patto, aggiungono, di orientarsi sui nomi di migliore qualità. “Gli investitori, quando si muovono in questo comparto, spesso fanno l’errore di concentrarsi solo sulle tariffe delle polizze per capire quanto guadagnano le società”, spiega Brett Horn, analista di Morningstar. “In realtà la storia dimostra che i loro utili sono condizionati anche da altri elementi”.
Morningstar
I dividendi e, più in generale, le comunicazioni societarie arrivate con le trimestrali hanno spinto i lettori di Morningstar.it a concentrarsi sui grandi nomi del listino, sia quello italiano che quello Usa. Energy e industrial. La scheda più consultata a livello equity ad aprile è stata quella di Eni. Il calo del prezzo sul petrolio ha condizionato i conti del Cane a sei zampe, che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto sceso del 46% rispetto allo stesso periodo di un anno fa a 700 milioni di euro e con un risultato adjusted di 650 milioni. Il cash flow operativo (la ricostruzione dei flussi monetari) si è attestato a 2,3 miliardi. La produzione è aumentata del 7,2% a 1,697 milioni di barili al giorno. In seconda posizione si è piazzata Fca che, nel primo trimestre, ha avuto un utile netto salito a 92 milioni di euro, ma le vendite globali sono scese del 2%. Grazie alla crescita sui mercati di nord America ed Europa (Nafta ed Emea), insomma, il gruppo aiuto è riuscito a recuperare rispetto ai 173 milioni di perdita dello stesso periodo 2014 e a confermare gli obiettivi per l'intero 2015: tra 4,8 e 5 milioni di veicoli Fiat Chrysler Automobiles venduti globalmente, ricavi di quasi 108 miliardi di euro e un utile netto di 1/1,2 miliardi di euro
Milano Finanza
La tendenza di fondo resta positiva e a riprova di questo Jp Morgan resta sovrappesata sulle azioni della zona euro, ma per prepararsi a quello che la banca di investimento definisce un messy May (maggio caotico) è più guardinga a cogliere i nuovi segnali del mercato.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
La Grecia è talmente indietro rispetto alla tabella di marcia delle riforme che il Fmi potrebbe sborsare la sua quota di aiuti solo a patto che i partner europei accettino di svalutare una parte signidicativa dei loro crediti verso Atene. Questo, stando quanto riportato dal Financial Times, è quanto il capo del dipartimento Fmi per l’Europa Poul Thomsen avrebbe detto ai ministri delle finanze dell’area euro impegnati nei negoziati per lo sblocco degli aiuti alla Grecia. Una notizia che, dopo settimane di relativa calma, ha riportato l’incubo di un uscita di Atene dall’euro nelle sale operative.
Milano Finanza
La Commissione europea ha tagliato le previsioni di crescita del pil della Grecia per quest'anno e per il prossimo, portandole rispettivamente da +2,5% a +0,5% e da +3,6% a +2,9%. Il tutto "a condizione che ci sia un accordo con l'Ue e il Fondo monetario internazionale entro giugno," si legge nel documento dell'Esecutivo Ue.
Il Sole 24 Ore
L'incertezza politica in Grecia ne rallenterà significativamente la crescita economica nel 2015. Lo sostiene la Commissione europea nelle sue previsioni rilasciate oggi. Bruxelles stima che il Pil ellenico crescerà dello 0,5% nell'anno in corso, «a condizione che ci sia un accordo con l'Ue e il Fondo monetario internazionale entro giugno,» si legge nel documento. Questa previsione «è significativamente inferiore a quella precedente,» sottolinea la Commissione, dopo che «l'incertezza politica aumentata dall'autunno del 2014, ha determinato un significativo calo delle entrate dello Stato alla fine del 2014 e nei primi due mesi del 2015», contribuendo a peggiorare il deficit pubblico che si è attestato al 3,5% nel 2014.
Il Sole 24 Ore
Il governo greco tenta l’affondo al termine di un’altra giornata di negoziati molto difficili. Secondo l’esecutivo guidato da Alexis Tsipras lo scenario è il seguente: Ue e Fmi seguono «strategie differenti» sulla Grecia, con la prima che chiude a una ristrutturazione del debito e il secondo che non cede su pensioni e lavoro. Una «grossa contraddizione» alla luce della quale il governo di Atene, si legge in un comunicato, «ha deciso di non legiferare sulle riforme prima di un accordo» tra i creditori stessi. Una posizione negoziale non priva di una sua logica, visto che la stessa Commissione europea prevede nelle stime primaverili il debito greco al 180,2% del Pil nel 2015. Con questi dati ha offerto all’Fmi sul piatto di argento la possibilità di chiedere un haircut, un taglio del debito, visto che le riforme da sole non basteranno a raddrizzare i conti.
Il Sole 24 Ore
La nuova droga finanziaria che va di moda a Wall Street si chiama buyback. Roba potente, in cui si scivola quando ci si cerca di disintossicare dai vecchi stupefacenti, come l'ormai archiviato Quantitative Easing della Federal Reserve. Ma che cosa sono i buyback? Sono semplicemente il riacquisto delle proprie azioni da parte della società che le ha emesse. E visto che una compagnia non può essere azionista di se stessa, i titoli riacquistati vengono assorbiti e quindi cancellati. Il valore delle azioni circolanti finisce così per incrementarsi: essendocene meno sul mercato, ciascuna dà il diritto al possesso di un pezzo più grande dell'azienda. Compro le mie azioni e così facendo le faccio salire, assieme ai dividendi e – guarda caso - ai bonus dei top manager. Un giochetto sempre più di moda, come mostrano i dati degli ultimi anni. Vediamoli.
Ascom Padova
Ci mancava anche la decisione del governo di tagliare, quasi del tutto, la deducibilità del premio per l’assicurazione sulla vita. Così, oltre alla crisi che ha messo all’angolo il settore assicurativo, adesso ci si mette anche il governo a creare problemi ad un comparto in sofferenza già da alcuni anni ed il cui futuro si presenta a tinte molto fosche. “La crisi generale che si trascina già da tempo – afferma Francesco Pavanello presidente provinciale dello Sna, il sindacato nazionale assicuratori che fa capo, a livello locale, all’Ascom Confcommercio – non poteva lasciare indifferente il nostro settore che infatti denuncia un calo degli utili nell’ordine del 30 per cento dell'intermediazione professionale rappresentata dagli agenti professionisti di assicurazione. D’altra parte, se consideriamo che tutti i consumi sono scesi e che persino l’alimentare ha registrato un segno “meno”, è ovvio che le assicurazioni ne abbiano risentito. In questo quadro negativo le famiglie investono sempre meno in assicurazioni private e in certi casi rinunciano anche all’obbligatoria RC auto”. Sarebbero peraltro oltre tre milioni, in Italia, le automobili senza copertura assicurativa e si stima che a Padova e provincia girino almeno duemila auto senza polizza. Altro fronte in sofferenza quello connesso al pianeta casa
Il Sole 24 Ore
Quindici piattaforme autorizzate ma soltanto 6 quelle attive. Ventidue i progetti “in vetrina” e 4 i casi di successo: su 7,4 milioni di euro richiesti dalle start up innovative appena 1,3 milioni gli euro finanziati. Un po' poco per l'equity crowdfunding italiano, il primo ad aver avuto un regolamento a livello internazionale: il documento Consob data infatti 26 giugno 2013. Scarsi risultati vista anche la potenziale platea di 3.750 start up innovative, senza includere le pmi.
Il Sole 24 Ore
Pechino - I developers trascinano verso il basso le azioni a Hong Kong. Banche e appesantiscono le quotazioni sul mercato teoricamente meno a rischio sul fronte del mattone. Henderson Land Development Company Ltd ha subito un calo del 4%, China Overseas Land e Investment Ltd del 3,6%. L'indicatore dei titoli immobiliari a Hong Kong segna un calo del 2.3 per cento.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
Nel giorno in cui Bruxelles professa finalmente un po’ di ottimismo sull’economia dell’eurozona, annuncia il rafforzamento della ripresa e vede dileguarsi a poco a poco la minaccia della deflazione, grazie al quantitative easing, all’euro debole e ai bassi prezzi del petrolio, invece di festeggiare i mercati in Europa si mettono di traverso, accentuando segnali di nervosismo. Le Borse scivolano, gli spread salgono, i rendimenti dei Btp e dei Bonos spagnoli schizzano, i primi a livelli mai visti da gennaio, i secondi ai massimi dell’anno. Ma cominciano a soffrire anche i bund tedeschi: nessuno sembra più disposto ad acquistarli con rendimenti zero-negativi, ora ne pretende di positivi: tanto è vero che crescono da una settimana e ieri hanno toccato lo 0,52 per cento. Una controrivoluzione. Il segno che nemmeno la Germania è vista immune da rischi. Perché dopo due anni e mezzo di quiete, la tregua rischia di rompersi e tornano le avvisaglie di tempesta? Era stato Mario Draghi, nel luglio 2012. a evitare il peggio con tre parole fulminanti, quel «whatever it takes» che aveva sbaragliato la speculazione e salvato l’euro blindandolo dentro l’irreversibilità a qualunque prezzo
Il Sole 24 Ore — Roberto Napoletano
Abito a Milano in via Vincenzo Monti a pochi passi da corso Magenta, angolo via Carducci, le strade dell'inferno milanese di venerdì pomeriggio dove uomini in nero armati di passamontagna, caschi, mazze e bottiglie piene di benzina, martelli e martelletti frangi-vetri, hanno messo a ferro e fuoco il cuore della città.
INTERNAZIONALE
The Times
Hostile speculators in the City of London are waiting to destroy the single currency if Greece leaves the eurozone, the president of the European Commission has warned. Jean-Claude Juncker said that the “Anglo-Saxon world” — code for financiers in London and on Wall Street — would seek to tear apart the euro if it showed any sign of cracking. (ABBONAMENTO)
The New York Times
Bank of America has hired Chris Cormier, a specialist in helping companies in the technology, media and telecommunications sectors go public, as a managing director, the firm announced on Monday in an internal memorandum. Mr. Cormier, who will be based in New York and will start in August, joined the bank from Deutsche Bank, where he was most recently the head of technology equity capital markets for the Americas, according to the memo, which was reviewed by DealBook.
The New York Times
LONDON — The British bank HSBC said that its profit rose slightly in the first quarter as it benefited from increased market activity, particularly after a “difficult” fourth quarter. For the three months ended March 31, HSBC, based in London, said that its profit was $5.26 billion, compared with $5.21 billion in the first quarter of 2014. HSBC said that its adjusted pretax profit, which excluded items like a $363 million gain on a partial sale of its holdings in Industrial Bank of China, rose 5.3 percent, to $6.89 billion in the first quarter.
Forbes
Greece’s election of an anti-Europe government showed it wants out. Ukraine’s EuroMaidan revolution shows it was willing to risk its existence to become a part of Europe. Europe has showered recalcitrant Greece with hundreds of billions of bailout funds while begrudgingly giving Ukraine tens of billions just to keep it alive, even though Ukraine is fighting Europe’s war against Russian expansionism. (BLOG)
Finextra
As part of a massive cost-cutting programme, the giant German bank is shrinking its securities business and selling Postbank as it looks to deliver annual cost savings of EUR3.5 billion. The five-year plan calls for a retreat from unprofitable business lines and up to ten of the 70 countries in which it currently operates, while investing for growth through spending on global transaction banking and wealth management operations. In its retail business, the bank says it will spend EUR400-500 million on digital technologies to develop a "leading advisory-driven, omni-channel proposition for private and commercial clients", while reducing its branch network by up to 200 branches by 2017.
TECNOLOGIA
il Fatto Quotidiano
Lo sconquasso prossimo venturo degli affari audiovisivi italiani lo sta preparando Netflix, il distributore californiano di show, film e telefilm via internet che già serve 60 milioni di famiglie in 50 Paesi e sarà disponibile anche da noi, a quanto si dice a ottobre. A Netflix ci si iscrive, come a una pay tv, anche se costa meno (un centinaio di euro per anno). Ma mentre dalla pay tv otteniamo un fascio di canali, con Netflix abbiamo il diritto di pescare titoli nel catalogo on line. A frenare la novità c’è da noi la insufficienza della banda larga, ma anche l’ostilità degli attuali broadcaster. Chi tifa per il prossimo venuto sono i compenso i produttori di film, serie eccetera, che non vedono l’ora di trovare un nuovo forno dopo tanto monopolio. E anche perché la forza di Netflix è di non costare un granché, né al consumatore né al produttore dei film giacché con poche persone (189 in pianta stabile nel 2014) fattura a oggi 6 miliardi di dollari trattenendo per sé, fra guadagno e spese, non più del 25% degli incassi. Il resto sono soldi che vanno ai proprietari dei diritti sui programmi
Il Sole 24 Ore
Se guerra deve essere, che lo sia su tutti i fronti. Fra Facebook e Google la battaglia è senza esclusione di colpi: dalle news all'advertising. E ora anche sulle mappe. Secondo gli americani di TechCrunch, la società di Palo Alto ha ormai in mano “Here”, le mappe di Nokia. Manca l'annuncio ufficiale, ma l'accordo sarebbe già stato trovato. E se da una parte Nokia perderebbe un altro pezzo di azienda, dopo la massiccia cessione del comparto mobile a Microsoft, dall'altra Facebook avrebbe delle cartine virtuali tutte sue sulle quali lavorare e investire.
La Repubblica
GOOGLE e Facebook stanno dispiegando strategie che, nelle dichiarate intenzioni dei quasi monopolisti della ricerca online e del social networking, garantirebbero direttamente o indirettamente risorse aggiuntive agli editori dell'informazione, i cui bilanci dimagriscono anno dopo anno dal 2007. Sono approcci diversi, come spiega Alessandro Longo qui, perché sotto forma di tecnologia sviluppata congiuntamente nella proposta di Google, di ricavi pubblicitari condivisi o ceduti in quella di Facebook. Anche i confini geopolitici sono diversi: Larry Page e Sergey Brin puntano sull'Europa (dove fortissima è la pressione di alcuni governi e della Commissione europea nei confronti del motore affinché abbandoni il proprio approccio neo-imperialista ), mentre Mark Zuckerberg si limita a promettere più incassi pubblicitari agli editori del Nordamerica. Ma le risposte non sono tardate su entrambe le sponde dell'Atlantico: grandi giornali tedeschi come la FAZ, la SDZ, lo Spiegel, inglesi come il Guardian, spagnoli come El País, italiani come La Stampa hanno siglato o stanno per siglare l'adesione alla Digital News Initiative (DNI) lanciata da Google, mentre negli Stati Uniti un'istituzione secolare come il New York Times e un nuovo gigante digitale come Buzzfeed sono già sul carro di Facebook.
La Repubblica
Le agenzie dello Stato, quando la legge avrà completato il suo iter, potranno raccogliere metadati per identificare attività sospette online, installare sistemi di monitoraggio elettronici per ascoltare le comunicazioni delle persone sospettate, fra l'altro, di vicinanza al terrorismo, ed esercitare sorveglianza senza mandato di alcun giudice ma solo con il via libera del premier o di due persone da lui delegate e di una commissione di controllo sui servizi che potrà ritrovarsi, in caso di urgenza come nel caso di una minaccia imminente, dare il suo assenso solo a cose fatte.
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