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USCITA DI VENERDì 5 FEBBRAIO 2016
COVER STORY
Corriere della Sera
«Ci sono forze nell’economia globale di oggi che concorrono a tenere bassa l’inflazione». Lo ha detto il Presidente della Bce, Mario Draghi, in un discorso a Francoforte in una lecture alla Suerf Conference organizzata dalla Bundesbank a Francoforte, spiegando che «queste forze potrebbero far si che l’inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente».
Il Sole 24 Ore
FRANCOFORTE - La Banca centrale europea non intende arrendersi alle forze dell'economia globale che “cospirano” nel tenere l'inflazione bassa. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha offerto un’altra indicazione che la banca si prepara ad adottare nuove misure di stimolo monetario nella sua riunione di marzo.
ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
Seduta funesta per Piazza Affari che scivola molto più delle altre Borse europee e tocca i minimi dal settembre 2013. Il Ftse/Mib ha chiuso la seduta a quota 17.412 con una flessione del 2,85%, arrivando a perdere durante le contrattazioni anche il 4%. Quasi tutto in rosso l’indice delle blue chips, tra scambi elevati per 3,32 miliardi di euro di controvalore. Pochissime le eccezioni, tra cui Ferragamo +1,38%, Tod’s +0,76% e Tenaris +0,34%.
Il Sole 24 Ore
La spirali di tensione - per quanto impallidiscano davanti ai timori che scuotono le banche in Europa - si sono fatte a volte vorticose: perdite nell'indice settoriale che in una sola seduta, martedì di questa settimana, hanno raggiunto il 2,6%, con cadute di circa il 5% per Bank of America e Goldman Sachs, del 4,9% per Citigroup, del 4,7% per Morgan Stanley, del 3,1% a JP Morgan e del 2,2% a Wells Fargo. Ieri i titoli hanno parzialmente recuperato terreno in chiusura e oggi hanno aperto in lieve rialzo. Ma dal primo gennaio i finanziari hanno ormai perso complessivamente all'incirca il 12%, più persino del bistrattato settore energetico che con la crisi del petrolio ha bruciato “solo” l'8 per cento. E abbastanza da soffrire la peggior performance nell'ambito dell'intero indice Standard & Poor's 500
Il Sole 24 Ore
È stato raggiunto un accordo di massima tra sindacati e Unicredit sulla gestione della seconda fase del piano industriale 2014-18 del Gruppo. Il gruppo mette a segno così la seconda staffetta generazionale nel giro di un paio di anni. Di qui al 2018 usciranno dalla banca 2.700 bancari: tutte le uscite, come fortemente voluto dal sindacato, saranno volontarie e incentivate, e verranno fatte attraverso il fondo di solidarietà, non appena gli interessati raggiungeranno i requisiti. Alle uscite però corrisponderanno anche nuove assunzioni: circa settecento. Dopo una no stop che andava avanti da oltre tre giorni tra il sindacato rappresentato da Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil, Unisin, Sinfub e Ugl credito e il responsabile relazioni industriali, politiche del lavoro ed hr services, Emanuele Recchia, è stato raggiunto l'accordo sulla fase due del piano di Unicredit
Milano Finanza
La scorsa settimana il governo italiano ha raggiunto un accordo con l'Unione Europea per risolvere il problema degli elevati livelli di non perfoming loans del settore bancario. "Eppure, il salvataggio non è stato ben visto dal mercato, poiché i dettagli fino ad ora rivelati suggeriscono che tale soluzione non è la svolta che molti si aspettavano. Senza giri di parole, non si tratta di una bad bank, ma piuttosto di uno schema che permette alle banche di disfarsi di alcuni dei propri non perfoming loans a favore degli investitori privati", sottolinea Hannah Piper, Fund Manager, European Equities di Schroders. È importante sottolineare che si è soltanto all'inizio di questo processo e che mancano ancora i dettagli più importanti, pertanto persiste una significativa dose d'incertezza. La buona notizia è che tale schema funziona su base volontaria: ciò aiuterà ogni banca a liberarsi nel tempo di alcune delle proprie sofferenze attraverso un processo molto selettivo (lo schema sarà aperto per 18 mesi con la possibilità di rinnovo).
Il Sole 24 Ore
Sarà un faccia a faccia fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, questa mattina, a decidere se il provvedimento finalizzato a rafforzare la stabilità del sistema bancario sarà varato dal consiglio dei ministri di domani. Il provvedimento, molto atteso dai mercati, con i capisaldi dell'autoriforma delle Bcc, le disposizioni sulla garanzia dello Stato per agevolare la cessione delle sofferenze, l'accelerazione del recupero dei crediti e alcune norme sul diritto fallimentare,rischia infatti di slittare.
la Repubblicaa
Credit Suisse chiude il 2015 con una perdita netta di competenza di 2,94 miliardi di franchi svizzeri (circa 2,6 miliardi di euro al cambio attuale) e una perdita prima delle imposte da 2,42 miliardi. Gli analisti si attendevano un risultato ante-tasse in negativo per 2,09 miliardi. Sul rosso del gruppo bancario elvetico pesano una svalutazione dell'avviamento da 3,79 miliardi nel quarto trimestre decisa dal nuovo piano strategico, varato ad ottobre, in occasione del maxi aumento di capitale da oltre 6 miliardi di franchi. La svalutazione dell'avviamento è in gran parte legata all'acquisizione, nel 2000, della banca d'investimento statunitense Donaldson, Lufkin e Jenrette, come ricorda una nota. A pesare sui profitti è stato soprattutto il tracollo (-90%) degli utili della divisione banca d'investimento.
Il Sole 24 Ore
Sono in tutto dieci i procedimenti a carico di Pierluigi Boschi, ex vicepresidente di Banca Etrurtia e padre della ministra Maria Elena, aperti dalla procura di Arezzo, quasi tutti archiviati. È il quadro che emerge dalle carte che la procura generale di Firenze ha inviato al Csm, che deve decidere se c’è stata incompatibilità tra il ruolo di procuratore di Roberto Rossi (titolare di 4 dei 10 procedimenti) e un incarico di consulenza per il governo svolto dal magistrato sino a dicembre dello scorso anno. Ne resta aperto uno solo su cui c’è una richiesta di archiviazione e che risale al dicembre 2014, quando Rossi era già alla guida della procura toscana.
Milano Finanza
Il titolo Generali scende contro corrente a Piazza Affari (-0,94% a 12,60 euro), risentendo del downgrade di Citi da neutral a sell. Anche il target price è stato rivisto al ribasso da 15,90 a 12 euro, il 5% in meno rispetto alla quotazione attuale. Vendere Generali anche se dopo l'addio dell'ad, Mario Greco, l'azione ha già perso parecchio terreno in borsa.
Il Sole 24 Ore
Pesante ribasso alla Borsa di Zurigo per Credit Suisse. Il colosso bancario elvetico sta infatti perdendo oltre il 10% dopo aver riportato prima dell'avvio della seduta di scambi i conti per il 2015 che hanno visto una perdita netta di 2,94 miliardi di euro, il primo anno in rosso dal 2008. Il titolo viaggia sui livelli più bassi degli ultimi 24 anni. Il risultato è figlio soprattutto della svalutazione goodwill messa a bilancio per riflettere il crollo della valutazione di un asset comprato nel 2000 per 11,5 miliardi di dollari. Si tratta della banca americana Donaldson, Lufkin & Jenrette: con quella mossa Credit Suisse mirava a raggiungere una massa critica sufficiente a competere con le big di Wall Street ma l'operazione non ha dato i risultati sperati.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Il Ftse Mib, dopo aver toccato un minimo intraday a 17.173 punti e un massimo a 17.761 punti, ha chiuso una seduta all'insegna della volatilità con un +1,23% a 17.626 punti. In positivo anche l'Ibex (+1,85%), il Ftse 100 (+1,06%) e il Cac-40 (+0,04%) mentre il Dax ha perso lo 0,44%. Il principale indice milanese è riuscito ad effettuare un rimbalzo dopo tre giorni chiusi in negativo sostenuto dal comparto bancario: Intesa Sanpaolo +5,8%, Mps +4,4%, Bpm +3,99%, Mediobanca +2,19%, Ubi +2%, Banco Popolare +1,5%, Unicredit +0,87% e Bper (+0,39%). L'andamento del comparto resta comunque molto erratico e i dubbi degli investitori sul settore per il momento permangono
la Repubblicaa
Contrordine: i mercati emergenti non sono soltanto una minaccia alla ripresa economica e agli investimenti, ma una fonte di vitalità e - con la dovuta oculatezza - un'opportunità. E' quanto mette nero su bianco un recente studio dell'economista Fadi Hassan, docente di economia del Trinity College Dublin, per Unicredit. Hassan isola i tre fattori che stanno facendo paura agli investitori di tutto il mondo, per evidenziare quanto, in fondo, gli emergenti abbiano ancora molta strada da fare, e a buon ritmo. Gli spauracchi globali sono i "CCC", ovvero le materie prime (Commodity), la Cina e il deflusso di capitali (Capitals) dai Paesi emergenti.
Milano Finanza
Il settore dei fornitori dell'automotive (componenti e pneumatici) ha beneficiato negli ultimi anni di trend strutturali (riduzione delle emissioni, miglioramenti nel sistema di guida, ecc..) ma a questo punto, secondo gli analisti di Morgan Stanley, occorre riconsiderare le valutazioni alle luce delle prospettive da qui al 2020.
Morningstar
In un anno caratterizzato dalla volatilità dei mercati azionari e da bassi rendimenti obbligazionari, gli investitori hanno scelto i fondi bilanciati o alternativi alla ricerca di rendimento, stabilità o entrambi. Gli allocation fund sono stati i più popolari nel 2015 tra le classi di attività a lungo termine europee (esclusi i comparti di liquidità), con flussi netti per 147,9 miliardi di euro in dodici mesi. Si tratta del livello più alto da quando Morningstar ha cominciato a calcolare i dati nel 2007 (è stato superato anche il record del 2014, pari a 136,2 miliardi).
INCHIESTE
Corriere della Sera
Wall Street tifa per le Pantere della Carolina al Super Bowl, la finale del campionato di football americano che si gioca domenica 7 febbraio a Santa Clara, vicino a San Francisco in California. Infatti, quando vince una delle squadre «originali» della National football league (Nfl) come i Panthers, quell’anno l’indice Dow Jones della Borsa americana avrà una performance positiva, secondo il Super Bowl Predictor, l’indicatore più «pazzo» di Wall Street, ma anche quello che ci ha azzeccato di più dal 1966 a oggi. Se invece vince una delle squadre che erano con l’American football league (Afl) prima della fusione nel 1970 — come i Broncos di Denver, l’altro team in campo quest’anno — Wall Street chiuderà in rosso.
Il Sole 24 Ore
La Bank of Japan cerca di svalutare lo yen. La Bce, con l’annuncio di nuove manovre monetarie a marzo, spinge al ribasso l’euro. La Fed Usa, lasciando intendere che rivedrà la sua politica di rialzo dei tassi, deprime il dollaro. Tutte le banche centrali, indirettamente, stanno giocando la carta della svalutazione per rilanciare l’economia: il problema è che, se lo fanno tutti, il gioco diventa... ABBONAMENTO
L'Espresso
La vera torta miliardaria di Roma, sfuggita finora alle indagini della procura, è l’urbanistica. È qui che i potenti allungano le mani. È qui che i palazzinari ingordi si lanciano per concludere affari di cemento grazie anche alla complicità di quei politici devoti e grati per il sostegno ricevuto durante le campagne elettorali. È nella Capitale che avviene il «sistematico abuso» di varianti urbanistiche. Nel numero in edicola da venerdì 5 febbraio, l'Espresso pubblica documenti riservati del Campidoglio da cui emergono gli affari dei costruttori ottenuti con la complicità politica e amministrativa. Dagli atti interni agli uffici viene sottolineato l’abuso «sistematico» alle varianti. Troppe volte, su pressione dei costruttori, i progetti vengono modificati. Con più cubatura, una diversa destinazione d’uso, meno oneri concessori.
TECNOLOGIA
Corriere della Sera
Poco meno di un anno e mezzo fa, nel settembre del 2014, Marissa Mayer accoglieva Matteo Renzi nella sede di Yahoo!, al 701 della First avenue di Sunnyvale, in California. In occasione della prima visita di un capo di governo italiano in Silicon Vallery, il premier ha stretto decine delle mani che stavano — e stanno — scrivendo il futuro della Rete. Da quella di Dick Costolo, ex numero uno di Twitter e oggi fondatore della startup Fifty, a quelle di Larry Page e Sergey Brin, appena saliti sul tetto del mondo con Alphabet, contenitore di Google capace di scalzare Apple dal primo posto della graduatoria delle società con maggior capitalizzazione. E anche — come testimoniò il suo consigliere per l’innovazione Paolo Barberis con un tweet — quella, appunto, di Mayer.
Il Sole 24 Ore
La scommessa di Microsoft nei telefonini, se non è persa del tutto, certo vive una fase di transizione “pericolosa”. Pericolosa perché la quota di mercato di Windows negli smartphone oscilla su scala mondiale intorno al 2% (l'Italia è uno dei pochi mercati che rappresenta un'eccezione in positivo) e i Lumia sono spariti (da tempo) dalla top five dei prodotti più venduti. Alle porte, stando alle indiscrezioni, ci sarebbero almeno un paio di nuovi modelli con il marchio ereditato dalla casa finlandese e poi dovrebbe iniziare l'era dei Surface Phone. Riuscirà, la casa di Redmond, a conquistarsi un posto al sole al cospetto delle solite Samsung ed Apple e dell'avanzata dei produttori cinesi, Huawei in testa?
Corriere della Sera
Arriva da Taiwan l’offerta di salvataggio per Sharp, il glorioso gruppo giapponese dell’elettronica che da tempo è entrato in una spirale di crisi e nell’ultimo anno ha perso il 35 per cento del suo valore di mercato. La proposta di takeover è della Hon Hai di Taipei, meglio nota con il nome commerciale di Foxconn, sotto il quale nelle sue fabbriche assembla prodotti come gli smartphone di Apple e i televisori di Sony.
Il Sole 24 Ore
Il rischio-cyber è ancora sottovalutato. Ma «il sistema economico e sociale è diventato fortemente dipendente dal cyberspace». C’è una «costante presenza di vulnerabilità» ma nel tessuto imprenditoriale «la consapevolezza di questa situazione non è ancora molto elevata». La premessa è del «2015 Italia Cyber Security Report» presentato oggi a Roma all’aula magna dell’Università La Sapienza. Un documento, a cura del Ciis (Cyber intelligence and information security center) della Sapienza, diretto da Roberto Baldoni, che illustra il primo framework nazionale sulla sicurezza cibernetica, frutto di un lavoro di alcuni mesi e tutt'ora in aggiornamento continuo.
Il Sole 24 Ore
Venerdì 2 ottobre ore 14.30. Il Dipartimento del Lavoro Usa pubblica il dato sull’occupazione. Il numero è inferiore alle attese: in un lampo il rendimento del titolo di Stato decennale statunitense crolla da oltre il 2% a 195 punti base. Mercoledì 3 dicembre scorso. Sempre alle 14.30. Mario Draghi, presidente della Bce, svela le mosse sul rafforzamento dell’allentamento quantitativo. La strategia delude e, in un flash, l’euro verso il dollaro schizza in alto: da 1,055 arriva a quota 1,7. Di esempi simili, vecchi e nuovi, i mercati sono pieni zeppi. E, in futuro, continueranno ad esserlo sempre di più. C’è da stupirsi? Ovviamente no. È l’effetto degli algoritmi, soprattutto quelli ultra-veloci, che fanno il loro mestiere: reagiscono all’istante alla notizia; sfruttano le mille pieghe dei listini.
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