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USCITA DI LUNEDì 30 MARZO 2015
COVER STORY
Milano Finanza
Credit Suisse rinnova la fiducia sulla borsa italiana. Nel Report: "Recovery and Reforms: A new Italian Renaissance?" gli economisti del colosso elvetico sottolineano che ormai si vedono i primi segni di ripresa e ritengono che le prospettive per il 2015 siano oggettivamente brillanti. Tra stabilizzazione politica, riforme che proseguono, svalutazione del cambio e basso costo dell'energia ci sono tutti gli elementi per una forte ripresa.
Milano Finanza
Piazza Affari è in rialzo del 22% da inizio anno sostenuta dal Qe di Mario Dragi, dalla flessione del prezzo del petrolio, e dallo spread in diminuzione. A migliorare il sentiment degli investitori verso il listino azionario italiano ci sono anche le riforme del governo, in particolare il Jobs Act. "Il lavoro fatto dal governo sta sostenendo i multipli in anticipo rispetto ai miglioramenti degli utili per azione che prevediamo nel secondo semestre di quest'anno", affermano gli analisti di Mediobanca Securities in una nota dedicata proprio all'Italia dal titolo emblematico "Job done", ovvero lavoro concluso.
Milano Finanza
Nel Documento di programmazione economica e finanziaria che presenterà in aprile, il governo Renzi indicherà una stime di crescita del pil italiano 2015 dello 0,7%. L'indicazione è stata fornita questa mattina dal ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, a margine del Forum di Confcommercio a Cernobbio. Proprio ieri l'associazione confindustriale guidata da Carlo Sangalli si era mostrata decisamente più ottimista, spingendosi a prevedere una crescita dell'1,1% e dell'1,4% per il 2016. "Non vogliamo essere ottimisti, ma prudenti e oggettivi", ha dichiarato il ministro, auspicandosi di poter tornare a Villa d'Este il prossimo anno e ammettere di essersi sbagliata (per difetto).
Milano Finanza
"Il 2015 è un anno unico per l’Italia e per le aziende del nostro Paese. Ci sono una serie di opportunità che devono essere colte per poter finalmente tornare a crescere e le banche, in questo senso, possono davvero giocare un ruolo fondamentale". E’ quanto sostiene Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo , nel corso del suo intervento alla Biennale di Piccola Industria di Confindustria, in corso a Venezia. “Questo è un anno potenzialmente straordinario per le aziende italiane ma se puntano sui mini bond non cresceranno. Solo le banche possono essere quel fattore abilitante per far crescere le imprese. Se le banche non sostengono le imprese, il Paese non riparte”, ha detto Messina.
Milano Finanza
C'è una serie di fattori esterni (il Qe, il cambio euro/dollaro, il calo del prezzo del petrolio) che permetteranno all'Italia di tornare a crescere nel 2015. Lo ha affermato con forza il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel corso della Biennale di Piccola Industria di Confindustria. "Nel 2015 vediamo finalmente una inversione di tendenza", ha detto il leader degli industriali. Un ruolo chiave per la ripresa lo svolge l'impresa che Squinzi, riprendendo lo slogan di Milano Finanza in edicola, ha definito "il Rinascimento" dell'Italia. "L'impresa è l'unica possibilità per far ripartire il Paese. Ma c'è ancora molto da fare per agganciare la ripresa". In particolare il governo deve portare a compimento tutte le riforme e "togliere il piombo dalle tasche del corridore Italia che sta facendo una scalata incredibile".
Corriere della Sera
«L’Italia ha vinto alla lotteria e nei prossimi mesi avremo altre sorprese. Ma non possiamo sederci perché non siamo affatto guariti dalla malattia della lenta crescita». La lotteria di cui parla Luca Paolazzi, direttore del centro studi di Confindustria, è una congiuntura mondiale fatta di discesa del prezzo petrolio, euro meno forte e riduzione dei tassi di interesse. Condizioni favorevoli che però potrebbero spingerci, ancora una volta, a non affrontare i veri nodi del nostro sistema Paese. La lista la fa Alberto Baban, presidente delle piccole imprese di Confindustria riunite a Venezia per il loro convegno biennale, fondatore di un’azienda che produce tappi sintetici per vini diventata famosa nel mondo. Nell’ordine, il presidente Baban indica la burocrazia, che «ogni anno ci costa almeno un 4% di minore Pil», il prodotto interno lordo. Poi c’è la corruzione: «Se la riducessimo al livello della Spagna, il Pil potrebbe aumentare dello 0,6% in più l’anno e così avremmo chiuso più della metà del differenziale di crescita» che ci separa dal resto della zona euro. C’è poi la scarsa concorrenza, che secondo Baban si porta via da sola l’11% del Pil.
Corriere della Sera
«Oggi non c’è più rischio di inflazione in Italia ma ieri c’era, oggi c’è il rischio opposto, il rischio deflazione». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla cerimonia per il trentennale della morte di Ezio Tarantelli, l’economista ucciso nel 1985 dalle Brigate rosse nel parcheggio dell’Università La Sapienza. Accusato, all’epoca, di essere responsabile dei tagli degli scatti sulla scala mobile, il sistema che a quel tempo indicizzava i salari rispetto all’inflazione. Visco ha ricordato gli studi sull’inflazione dell’economista assassinato e ha aggiunto che «allora quello dell’inflazione era un problema gravissimo, con tassi inflazione elevati»
la Repubblica
Il fatturato nell'industria diminuisce a gennaio dell'1,6% rispetto a dicembre, con una flessione dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Lo rileva l'Istat che parla di un calo "abbastanza importante" dopo il risultato positivo di dicembre (+1,4% su mese e +0,9% su anno). Su base annua la riduzione di gennaio è del 2,5%. Male anche gli ordini che sono diminuiti del 3,6% rispetto a dicembre, mentre nel confronto con il 2014 l'indice grezzo degli ordinativi si è ridotto del 5,5 per cento.
la Repubblica
L'Italia che prova a uscire dalla recessione alterna i segnali positivi a quelli che invocano ancora la prudenza. E' il caso ad esempio di quanto arriva dall'Istat, che da una parte traccia il calo di ordini e fatturato per l'industria, ma dall'altra dà buone notizie per la timida ripresa del commercio. Proprio le vendite al dettaglio crescono infatti a gennaio dello 0,1% da dicembre e dell'1,7% da gennaio 2014. Lo stesso Istituto parla di "dati positivi rispetto all'ultimo periodo". Nel raffronto annuo, l'indice del valore delle vendite di prodotti alimentari aumenta del 2,9%, quello dei prodotti non alimentari dell'1%. Le vendite per forma distributiva evidenziano, nel confronto con il mese di gennaio 2014, un aumento sia per la grande distribuzione (+3,4%) sia, in misura più contenuta, per le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%).
la Repubblica
Rendiamo grazie all'Expo e a papa Francesco per essersi inventato un Giubileo straordinario. Non bisogna farsi ingannare dal "cauto ottimismo" che arriva dai numeri forniti dalla Confcommercio, il cui ufficio studi prevede addirittura una crescita del Pil dell'1,1 per cento per il 2015. A leggere bene il rapporto sullo scenario economico, appuntamento fisso di inizio primavera dell'associazione guidata da Carlo Sangalli, impossibile non notare il peso "specifico" dei due eventi che dovrebbero portare in Italia milioni di turisti. Per l'Expo milanese, l'ufficio studi di Confcommercio prevede (come valutazione di minima) almeno 8 milioni di arrivi dall'estero e 29 milioni di notti nelle strutture ricettive. Una maggiore presenza turistica che dovrebbe tradursi in 2,5 miliardi di euro di consumi "straordinari". Tradotto in percentuali sul Pil, questo significa fino a un apporto positivo dello 0,3 per cento, in sostanza il 25 per cento della crescita complessiva prevista.
Il Sole 24 Ore — Dino Pesole
Tagli alla spesa degli enti territoriali per 5,2 miliardi già iscritti in bilancio per il 2015, ma ancora in parte da realizzare, come mostra il caso dei Comuni e delle Province che entro domani dovrebbero presentare i relativi piani di risparmio. Nuovi tagli alla spesa corrente per 10-12 miliardi in arrivo per disinnescare le varie «clausole di salvaguardia», che altrimenti scatterebbero dal gennaio 2016 sotto forma di aumento dell’Iva (che entro il 2017 potrebbe salire dal 10 al 13% e dal 22 al 25,5% entro il 2018) e delle accise su benzina e gasolio (10 centesimi), per un importo che da solo vale una manovra economica: 17 miliardi il prossimo anno, 22 miliardi nel 2017. Con l’imminente approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo quadro programmatico per il triennio 2015-2017, in poche parole del Documento di economia e finanza, del Programma nazionale di riforma e dell’aggiornamento del Programma di Stabilità, si aprirà a tutti gli effetti la fase delle decisioni di politica economica, in preparazione della legge di stabilità del prossimo ottobre
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ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Un'altra tegola per Banca Monte dei Paschi . Oltre alla necessità di lanciare un aumento di capitale da 3 miliardi di euro, per far fronte alla maxi perdita del 2014 da 5,3 miliardi di euro, la banca senese dovrà sostenere la ricapitalizzazione obbligatoria della sua controllata Mps Capital Services, che comunque non modificherà l'entità dell'aumento della capogruppo. La corporate&investment bank di Rocca Salimbeni, secondo quanto appreso da milanofinanza.it, dopo aver archiviato lo scorso esercizio con un rosso di 587 milioni di euro (rispetto a un saldo positivo di 48,6 milioni del 2013) è costretta ora a coprire l'ammanco dando fondo a gran parte delle riserve a disposizione e subito dopo a ripatrimonializzarsi in maniera sensibile.
Milano Finanza
La Banca Popolare di Milano smentisce "fortemente" di essere al lavoro con JP Morgan su opzioni strategiche, secondo quanto ha riferito stamani una portavoce. "Non c'è nessun accordo con nessun advisor", ha precisato la portavoce. Ieri due fonti hanno detto a Reuters che Bpm sta lavorando con la banca Usa su alcune opzioni per una fusione. Al momento il titolo Bpm scende a Piazza Affari dello 0,37% a 0,952 euro.
Milano Finanza
In Veneto se ne parla quasi da più tempo che del Mose. Almeno dalla primavera del 1997, quando la Popolare di Asolo e Montebelluna, oggi Veneto Banca, respinse l’assedio del San Paolo di Torino grazie alla solidarietà della vicina Banca Popolare di Vicenza. Secondo la vulgata, numerosi soci dell’istituto vicentino scelsero di recarsi all’assemblea di Montebelluna per difendere il principio di un Veneto indipendente e orgoglioso delle proprie radici mutualistiche. Fu proprio quella circostanza che suggerì a qualcuno l’idea di unire i due istituti per dar vita a un polo regionale in grado di respingere i tentativi di colonizzazione e di servire al meglio l’economia locale, approfittando anche delle difficoltà che stava incontrando la nuova Banca Antonveneta.
Corriere della Sera
Tutti prosciolti per il caso «Brontos», la presunta frode fiscale costruita su strumenti finanziari complessi che risaliva a metà degli anni Duemila, che sarebbe stata messa in atEsplora il significato del termine: tto dai manager Unicredit con il sostegno di quelli di Barclays. Giovedì 26 pomeriggio attorno alle 15 il gup di Roma Maria Grazia Giammarinaro ha chiuso perché «il fatto non sussiste» il procedimento che vedeva indagati 16 manager di Unicredit, tra cui l’ex amministratore delegato Alessandro Profumo — difesi dagli Alessandro Profumo Alessandro Profumo avvocati Paola Severino, Giovanni Accinni, Alberto Alessandri, Riccardo Olivo - e tre di Barclays — difesi dall’avvocato Marco Calleri - in relazione a una presunta frode fiscale che sarebbe stata realizzata tra il 2007 e il 2009 attraverso un’operazione di finanza strutturata chiamata Brontos dal valore di oltre 3 miliardi di euro. «Ho sempre avuto fiducia nella giustizia: sono contento», ha commentato Profumo.
Il Sole 24 Ore
Ore dieci di domenica mattina, distretto di Haidian, a Ovest della capitale. Mentre decine di fedeli cinesi si mettono in coda a serpentone per accedere alla funzione domenicale nella Christian church, la chiesa cattolica ampiamente visibile dalle ampie finestre, nel quartier generale di China Chemical, il gigante della chimica cinese che ha acquisito la maggioranza e si prepara al controllo di Pirelli con un'Opa miliardaria, Ren Jianxin, il fondatore, affronta la prima conferenza stampa della sua brillante carriera con una dozzina di giornalisti stranieri. Il manager è al timone della quarta società chimica cinese, la Cina è ormai un Paese che domina un terzo della chimica mondiale. Se potesse, par di capire, se starebbe nell'ombra, a gestire il suo impero.
il Fatto Quotidiano
Che i contrasti in casa Rcs siano davvero appianati è difficile da credere. Il prossimo scoglio non è lontano: sarà la scelta del nuovo direttore del Corriere della Sera, il cui nome verrà individuato solo dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. Ma per ora, con i buoni uffici di Mediobanca, i grandi soci del gruppo editoriale hanno trovato la quadra sulla lista per il rinnovo del cda: John Elkann, primo azionista del gruppo con il 16,7% attraverso Fiat Chrysler Automobiles, voterà gli stessi nomi di Intesa Sanpaolo e Pirelli. E lo stesso farà Diego Della Valle. All’assemblea del 23 aprile l’imprenditore marchigiano che solo un anno fa demoliva l’amministratore delegato Pietro Jovane, sponsorizzato da Elkann, definendolo “inadeguato“, sosterrà anche lui il “listone” che prevede la conferma di Jovane sulla poltrona di ad. Ma il margine di manovra del numero uno uscirà notevolmente ridimensionato, perché il futuro presidente avrà deleghe e un ruolo di “indirizzo strategico” che controbilanceranno i suoi poteri.
il Fatto Quotidiano
Passi per la chiusura di 455 sportelli, che l’amministratore delegato Francesco Caio derubrica alla voce “razionalizzazione”. Passi per la consegna di lettere e cartoline un giorno sì e uno no, purché la novità non riguardi più del 25% dei cittadini della Penisola. Ma le altre trovate con cui il numero uno di Poste Italiane conta di rimettere in sesto i bilanci del gruppo pubblico che si avvia verso la privatizzazione hanno suscitato non poche perplessità in seno all’Agcom. L’authority, in particolare, considera eccessivi gli incrementi tariffari proposti dal manager per la posta prioritaria e ordinaria. La decisione definitiva arriverà in maggio, al termine dei 30 giorni di consultazione pubblica sulle due delibere approvate sabato sera, e avrà un peso rilevante sui conti dell’azienda, che ha chiuso il 2014 con utili in calo del 79% (anche a causa della svalutazione della quota detenuta in Alitalia) e senza interventi rischia il rosso nel 2017
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AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Il titolo Pirelli & C. (+0,26% a 15,54 euro) continua a viaggiare sopra il prezzo dell'opa dei cinesi a 15 euro anche se ieri il presidente, Marco Tronchetti Provera, ha invitato i soci di minoranza a accettare l'offerta di ChemChina e ha spiegato che non c'è spazio per un miglioramento dell'offerta. Ma per Exane Bnp Paribas Pirelli vale di più: 19 euro (rating outperform confermato). E se Credit Suisse ha tagliato il rating di Ferragamo (-0,73% a 28,55 euro) da outperform a neutral (target price rivisto da 32,80 a 34,10 euro), Berenberg ha downgradato Italcementi (-1,16% a 7,27 euro) da buy a hold anche se il target price sale da 6,30 a 7,10 euro. Nello stesso settore, Buzzi Unicem si apprezza dello 0,53% a 13,35 euro dopo aver annunciato che gli azionisti di controllo di Sacci hanno accettato la sua offerta vincolante per l'acquisto del 99,5% del capitale della società
INCHIESTE
la Repubblica
Il pericolo viene da oriente. E si chiama shadow banking. Con 27.000 miliardi di yuan, pari a 4.400 miliardi di dollari, mette a rischio non solo la stabilità cinese, ma anche quella dell'intera finanza mondiale. Il sistema di credito parallelo, creato per far fronte al vertiginoso sviluppo del dragone, ha assunto proporzioni tali da suscitare preoccupazione nell'Accademia Cinese di Scienze Sociali, la maggiore agenzia governativa, mentre per Fitch a lei sarebbe da imputare gran parte del debito cinese che si è gonfiato - considerando anche le passività delle famiglie - fino al 251% del Pil. La conseguenza più immediata e visibile del modello bancario ombra sono stati i casi di bancarotta di aziende insolventi che si sono verificate negli ultimi anni; come quello del gruppo Chaori Solar, fallita per non aver potuto pagare 89,8 milioni di yuan di bond in scadenza o di default evitati in extremis da interventi di Stato come per China Credit Trust. Abbiamo cercato di capire se esista davvero un rischio sistemico con Alberto Forchielli fondatore di Mandarin Capital Partners e presidente di Osservatorio Asia.
Morningstar
E’ di 30 mila miliardi di dollari il patrimonio dei fondi e degli Etp (Exchange traded product) a livello globale (dati al 31 dicembre 2014). La stima è contenuta nel Global Flows report pubblicato da Morningstar, che registra una crescita degli asset rispetto ai 27 mila miliardi del 2013, con flussi netti record, pari a 1,3 mila miliardi (meno di mille miliardi nel 2013). Protagonisti sono stati soprattutto i prodotti azionari globali, che hanno raccolto circa un terzo del totale. Gli Stati Uniti restano il più grande mercato del gestito e rappresentano il 57% del totale, ma l’Europa e l’Asia si espandono a un ritmo più elevato. In termini di tasso di crescita organica (flussi in percentuale del patrimonio iniziale), l’Oriente mette a segno il maggiore incremento (+12,8%), seguito dai fondi cosiddetti cross-border, che sono domiciliati in paradisi fiscali come il Lussemburgo o l’Irlanda (+10,4%). L’avanzata dei passivi. I fondi passivi e gli Etp acquistano popolarità soprattutto negli Stati Uniti e tra i sottoscrittori di fondi azionari, parallelamente all’affermarsi dei modelli di consulenza indipendente
Il Sole 24 Ore
La Srl «a un euro» si fa strada. Un terzo delle 91mila società a responsabilità limitata nate nel 2014 appartiene alla categoria delle “semplificate”. A due anni dalla nascita del nuovo modello societario, creato per far germogliare nuove imprese e favorire l’occupazione, le Srl semplificate iscritte nel registro delle imprese sono 51.830. Secondo le elaborazioni di InfoCamere per Il Sole 24 Ore, oltre la metà di queste società è attiva e 17.281 dichiarano di avere - oltre ai soci - personale che lavora. Proprio gli addetti delle nuove Srl hanno fatto un balzo in avanti: nel 2014 sono aumentati di quasi 40mila unità rispetto al 2013, superando quota 54mila (più che triplicati rispetto ai 14.674 dell’anno prima). Tra quelle che dichiarano di avere addetti, le Srl semplificate impiegano in media 3,1 persone, contro 6,4 delle Srl ordinarie
Il Sole 24 Ore
Da un lato si permette alle istituzioni britanniche, in particolare le cosiddette società di compensazione (le clearing houses, che si pongono come intermediario in uno scambio per garantire che questo vada a buon fine anche se una delle due parti dovesse fallire), di trattare strumenti in euro, senza dover trasferirsi nel ”continente”, come richiedeva originariamente la Bce. E dall’altro aumenta lo scambio di informazioni sulla direttrice Londra-Francoforte, con la Bce che avrà quindi maggiori dati in proprio possesso per prevenire eventuali crisi sistemiche scatenate da un possibile fallimento di una clearing house. Il piatto della bilancia, però, sembra pendere decisamente da parte della City, che si è sempre opposta al trasferimento nell'Eurozona delle diverse casse di compensazione, per timore che questo potesse danneggiare il ruolo di Londra come principale centro finanziario da questo lato dell'Oceano, a tutto vantaggio della piazza di Francoforte.
Il Sole 24 Ore
Attenti al doppio click. A 24 ore dal passaggio obbligatorio alla fattura elettronica – che da domani scatta per 46mila uffici pubblici già registrati e due milioni di loro fornitori – l'errore più comune da evitare è quello di insistere una seconda o magari anche una terza volta a inviare la stessa fattura al sistema di interscambio. A guardare i report dell'agenzia delle Entrate, infatti, l'invio plurimo è stata la prima causa di scarto del documento digitale in questi nove mesi di applicazione della fattura elettronica, che dal 6 giugno scorso è diventata obbligatoria nei rapporti con le amministrazioni centrali. Sulle 517mila fatture totali, infatti, sono 187mila (il 36%) quelle scartate con questo codice di errore. Uno sbaglio molto comune ma anche di scarso impatto: il primo click (e la prima fattura) restano validi e accettati dal sistema, tutti gli altri finiscono su un binario morto senza che né il fornitore né l'ente pubblico perdano altro tempo. Probabile che anche da domani resti questo l'errore più comune. Ma stavolta il flusso da gestire è dieci volte maggiore: sui 38 server messi in campo da Sogei per l'operazione, sono attesi 50milioni di file l'anno, contro i 3milioni transitati finora
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COMMENTI
il Fatto Quotidiano — Furio Colombo
Ti dicono che le aziende vanno e vengono, cambia la proprietà, la tecnologia, la formazione dei consigli di amministrazione, dei voti prevalenti, il tipo di manager, il modo di arruolare i dipendenti, la natura dei legami, la qualità dei prodotti, le aree di mercato. Salgono e scendono a volte in relazione alle crisi economiche che tormentano tutti, a volte resistendo meglio e da sole, nonostante il vento forte. E vogliono farti credere che questa evoluzione naturale del cambiamento riguarda anche la nazionalità dell’impresa e la nazionalità della proprietà dell’impresa. Che cosa importa la nazionalità dell’azionista se entra e prende il controllo qualcuno autorevole che viene dall’altra parte del mondo? Primo, garantisce la continuità anche nei giorni difficili. Secondo, rende più facile l’espansione (nuovi mercati, nuove aree, nuovi Paesi). Terzo è una bella garanzia per i dipendenti e i dirigenti che sanno di entrare a far parte di una struttura più grande, che non confina più (soltanto) con il proprio Paese, ma si allarga nel modo e attribuisce un che di universale alla tua fabbrica
il Fatto Quotidiano — Stefano Feltri
C’è una strana eccitazione attorno al passaggio della Pirelli in mano cinese. La prima stranezza riguarda lo stupore per la perdita di italianità. Oggi la holding Camfin controlla l’azienda con il 26,2 per cento del capitale. A sua volta Camfin vede tra gli azionisti le Nuove partecipazioni spa di Marco Tronchetti Provera, con il 38,78 per cento, e i russi di Rosneft con il 50. A Tronchetti, presunto garante dell’italianità del gruppo, fa capo direttamente soltanto il 12 per cento del capitale della Nuove Partecipazioni. Morale: è un po’ arduo dire che i cinesi stanno comprando un’azienda italiana. La Rosneft di Igor Sechin è un pezzo del potere di Vladimir Putin in Russia, tanto che l’oligarca è stato bersaglio delle sanzioni decise dagli Stati Uniti nella crisi ucraina. Ora arrivano i cinesi. Dobbiamo davvero preoccuparci? Molti giornali hanno scritto che non ci sono problemi, perché per molte decisioni strategiche servirà il 90 per cento del capitale. Non è una grande garanzia: gli azionisti votano per quello che conviene loro di più, come dimostra il caso di Fiat diventata Fca con trasferimento della sede tra Olanda e Inghilterra. E attendersi da un virtuoso delle scatole cinesi come Tronchetti, bravissimo a comandare con soldi non suoi, slanci di patriottismo è un po’ eccessivo
La Voce — Andrea Festa
L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha fotografato una volta di più ciò che da tempo è sotto gli occhi di tutti: nei paesi più sviluppati il 10 per cento più ricco della popolazione continua ad arricchirsi, e lo fa a spese dei soggetti più svantaggiati. Un esempio sono i giovani cresciuti in famiglie a basso reddito, che vedono progressivamente ridursi le possibilità di avanzamento economico-sociale. I dati evidenziano infatti che l’aumento delle disparità nella distribuzione del reddito incide negativamente sullo sviluppo delle capacità lavorative di coloro che provengono da nuclei familiari con scarsi livelli di istruzione, perché per loro diminuiscono le opportunità di istruzione di grado elevato, di carriera lavorativa e di mobilità sociale. Di conseguenza, la disuguaglianza ha un effetto negativo sulla crescita proprio perché ha una responsabilità nello scarso sviluppo del capitale umano di una parte della popolazione. In effetti, dall’analisi dell’indice di Gini secondo i dati Ocse (figura 1) si evince che negli ultimi decenni la diseguaglianza all’interno dei paesi a reddito medio-alto non ha fatto altro che aumentare. Uniche eccezioni sono Grecia e Turchia che partivano da livelli di disuguaglianza già molto elevati, che conservano tuttora
Il Sole 24 Ore — Alberto Ronchetti
Non tutte le crisi vengono per nuocere, verrebbe da dire. Dopo la depressione economica globale, a partire dal 2012 il legislatore italiano ha finalmente varato alcuni provvedimenti che, grazie ad agevolazioni finanziario/fiscali e all’alleggerimento degli obblighi burocratici, offrono alle imprese una varietà di strumenti (dai mini-bond agli incentivi patrimoniali) per raccogliere capitale al di là del tradizionale canale bancario. I risultati per ora non sono fantasmagorici, come pensavano i più ottimisti, ma comunque ci sono. In ogni caso, quando la crisi finanziaria terminerà, le imprese italiane avranno a disposizione strumenti di finanziamento innovativi. «L’erogazione del credito bancario, nonostante sia in graduale miglioramento per effetto delle politiche espansive della Bce – spiega Paolo Massi, vicepresident di Hedge Invest Sgr e gestore Hi CrescItalia Pmi Fund –, non tornerà comunque ai livelli a cui le imprese erano abituate prima dello scoppio della crisi. Quindi il mercato reagisce cercando soluzioni complementari, se non addirittura alternative»
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VIAGGI E DENARI
Oftravel
Parte il 14 aprile uno degli eventi più classici, il Salone del Mobile. Il giorno dopo viene inaugurata la mostra italiana più attesa dell’anno, “Leonardo da Vinci. 1452-1519”. L’agenda milanese è ricca di proposte. Intanto a Torino apre il nuovo Museo Egizio con uno spazio espositivo raddoppiato, mentre a Perugia si organizza il tradizionale Festival del Giornalismo con oltre 500 ospiti coinvolti. Roma e Torino si dedicano ai fumetti, Firenze e Bologna alla creatività. Ecco i principali eventi di aprile, con un suggerimento su dove prenotare l’hotel
Oftravel
Il 27 aprile si festeggia in tutta Olanda il King’s Day, con il più grande street party dell’anno. A Londra arriva la Book Fair, a Parigi due nuove mostre al Grand Palais e a Berlino i fumetti e le videoinstallazioni di Pictoplasma. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ecco gli eventi di cinque capitali europee, con partenze volo+hotel dai 286 euro
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INTERNAZIONALE
The New York Times
BOAO, China — Zhou Xiaochuan, China’s central bank governor, warned on Sunday that the country needed to be vigilant about signs of deflation and said policy makers were closely watching the slowing of global economic growth and declines in commodity prices. Mr. Zhou’s comments are likely to add to concerns that China is in danger of slipping into deflation and to underline increasing nervousness among policy makers as the economy continues to lose momentum despite a series of stimulus measures. “Inflation in China is also declining. We need to have vigilance if this can go further to reach some sort of deflation or not,” Mr. Zhou said at a forum in Boao, on the southern Chinese island of Hainan.
Forbes
Russia finally decided to join the Beijing led Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) this weekend, but top officials don’t see it replacing the Bretton Woods institutions led by the World Bank. Russian Deputy Prime Minister Igor Shuvalov said Saturday that Russia would join the roughly 23 countries that have already signed on as members of the $100 billion development bank. Shuvalov, whose government has no love affair with the west, said that AIIB was no replacement for the World Bank and International Monetary Fund.
Forbes
Even if a bank is not as solvent as we would like, we’ll take it! Russian Deputy Finance Minister Alexei Moiseyev said Sunday that Russia will allow Chinese banks to work with Russian companies deemed “strategically important” even if the bank falls below the government’s criteria of a healthy bank. “If Chinese banks offer to work with our strategic companies and those companies agree to this, we will, of course, respect their wishes and add them to our list of eligible banks,” Moiseyev told RIA Novosti newswire during the Boao Forum, a large Asia-centric conference about economic trends in the region.
Forbes
We’ve at least one report that the proposals that the Greek Government has put forward over economic reforms to unlock more aid have been found, well, not quite enough. The way that this is going is simply confirming my long held opinion that the most likely way of Greece defaulting and leaving the euro is Grexident: that is, not by any sort of plan, but almost by accident as the various negotiators fail to reach agreement. At the heart of my view over this is the thought that the Greek negotiators, Tsipras, Varoufakis and others from Syriza, think they can get more from the troika (and, in reality, the Germans) than they actually can. Their offers thus fall short as they offer what they think they can get, rather than what is likely to be accepted.
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TECNOLOGIA
Il Corriere della Sera
È connesso a Internet il 71% degli italiani: nel 2015 gli utenti del Web aumentano ancora in Italia (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla nuova quota record del 70,9% della popolazione. Ma solo il 5,2% di questa quota è connessa con banda ultralarga. (7 cards)
Wired
Marco Scotti non è un giornalista specializzato in questioni tecnologiche, non un esperto di commercio, tantomeno di e-commerce, eppure per scrivere Codice: Amazon è diventato uno dei più esperti in Italia sul colosso della distribuzione. Si tratta di un’idea venuta nell’ottobre del 2013 ad un suo ex direttore, che gli propose di realizzare un ebook su Amazon, visto che il colosso stava ingrandendo la sua presenza in Italia. Comincia così una lunghissima indagine che culmina nel libro uscito online a maggio 2014, una versione “molto meno approfondita di quella che esce ora, cartacea, con Lantana”.
Il Corriere della Sera
Piccoli spazi uno accanto all'altro. Funzionali, veloci da vedere, immediati. E una settantina di workshop pensati per «far vedere» nella pratica quello che accade quando un'idea che funziona diventa un'impresa. «Facevo gli eventi per gli hacker, ho imparato da loro. Un minuto e mezzo, due al massimo, poi contatti, informazioni e dettagli per chi vuole» dice Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau, a Venezia per presentare «Smau Veneto». L'1 e il 2 aprile all'interno del padiglione 11 di Padova fiere ci saranno tutti: i 15 digital champions ma anche i principali protagonisti del settore delle tecnologie digitali (Cisco, Dell, Microsoft, Redder, Sap, Telecom, per citarne alcuni) ma anche startup nate e cresciute in Veneto (e non solo) che proveranno a farsi conoscere. A raccontarle anche Corriere Innovazione con un corner nel quale registrerà i pitch degli aspiranti imprenditori.
Il Corriere della Sera
Dopo il successo dell’edizione 2014 sul tema della longevità, Axa Italia insieme a Impact Hub Milano lancia Impact Hub Fellowship on e-Health, la seconda edizione del programma di incubazione per startup e idee imprenditoriali. La salute al centro Il focus tematico di quest'anno è l’e-Health: l’applicazione delle nuove tecnologie per il miglioramento delle cure, della salute e del benessere. Impact Hub Fellowship è un premio rivolto ad iniziative imprenditoriali focalizzato su specifici temi, che offre un programma di incubazione di un anno concepito per attrarre, selezionare e supportare imprese nella fase di early stage orientate all’impatto, con il fine di aiutarle a realizzare le loro innovazioni per un mondo più sostenibile. In palio 20 mila euro
Heartland
Bitcoin is digital money for a digital age and although often associated in the public mind with instability, wild fluctuations and illicit dealings it could yet be poised to launch an economic revolution. Paul Vigna and Michael J. Casey, two long time Wall Street Journal business reporters attempt to cut through the hype and demystify crytocurrency, detailing its origins, its functions, where it could go and what it could do in their book The Age of Cryptocurrency: How Bitcoin and Digital Money are Challenging the Global Economic Order. Much of the book is clearly brilliant, well written and wonderfully informative. Other portions can only make your eyes glaze over if you are not a a true computer geek.
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