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USCITA DI MARTEDì 30 GIUGNO 2015
COVER STORY
la Repubblica
Dopo il caos, gli appelli perché la crisi greca si risolva senza la rottura dell'Eurozona. Da Berlino e Bruxelles arrivano chiare voci nella direzione dell'unità della moneta europea, anche se non mancano le accuse al governo di Atene, responsabile - a detta dei creditori - dell'attuale situazione disperata. "Se l'euro fallisce, l'Europa fallisce", rilancia oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel, che auspica "un compromesso" tra il governo ellenico e i partner internazionali. "La prospettiva resta quella di un'Eurozona a 19 membri", fa eco il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, rigettando quindi l'idea di un ritorno alla dracma per l'economia greca. Anche i parlamentari europei si attivano e la conferenza dei capigruppo Ue approva a larghissima maggioranza la richiesta avanzata da Gianni Pittella a Jean Claude Juncker, di tenere nelle prossime ore un Eurosummit straordinario. Proposta "non convincente", per Angela Merkel. Anche Alexis Tsipras si muove per chiedere una proroga del programma di aiuti fino al referendum del 5 luglio, dopo il quale riprendere le trattative in base alla volontà del popolo greco
Corriere della Sera
Alla prova di una crisi esistenziale, l’eurozona ha deciso di mettere la Grecia davanti alle sue responsabilità: senza più mediazioni, affinché accetti un compromesso e si allontani dall’orlo del precipizio. Angela Merkel, all’improvviso, è dura con Atene. Mario Draghi di fatto sostiene il sistema bancario ellenico e la stessa Grecia - oltre che l’eurozona - per darle ancora un po’ di tempo. La Germania è emotivamente scossa ma anche decisa ad andare avanti. Una serie di leader inizia a chiamare le cose con il loro nome, dice che il referendum di domenica sarà euro sì/euro no, al di là di come lo ha formulato il governo di Alexis Tsipras. Succede che il precipitare della crisi ha reso la realtà visibile: e non è quella delle settimane scorse, coperta da tatticismi negoziali e menzogne. Ora, in gioco è il futuro di euro e Unione Europea.
Il Sole 24 Ore
Presidente Renzi, nel caso di un default greco, i mercati cercheranno di assicurarsi contro i rischi nazionali. In prima linea ci sono il Portogallo, la Spagna e, purtroppo, l'Italia. Ha un'idea su come togliere il nostro Paese dalla linea del fuoco? L'Italia è già fuori dalla linea del fuoco. Abbiamo iniziato un percorso coraggioso di riforme strutturali, l'economia sta tornando alla crescita e l'ombrello della Bce ci mette al riparo: tre caratteristiche che rendono questa crisi diversa da quella di quattro anni fa. La questione greca è preoccupante perché l'Europa non ha una visione politica di lungo periodo che da tempo manca. E può avere ripercussioni economiche soprattutto per i rischi di contagio con altri Paesi extraeuropei debitori del Fondo monetario internazionale. La mia preoccupazione dunque non è per ciò che potrebbe accadere all'Italia, ma per gli scenari globali di difficoltà che si potrebbero aprire.
Il Sole 24 Ore
Nessuno in Italia nasconde la preoccupazione per l’eventuale uscita della Grecia dall’euro. «Il punto è: il referendum greco non sarà un derby tra la Commissione europea e Tsipras, ma un derby dell'euro contro la dracma. Questa è la scelta». Lo scrive su twitter in inglese il presidente del Consiglio Matteo Renzi, sottolineando l’importanza della scelta che attende il popolo greco domenica prossima. Prima del premier, a parlare a nome del governo è stato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica: «I greci hanno il sacrosanto diritto di decidere se vogliono andare per la loro strada. Non hanno però il diritto di dire che l’Europa li affama. Comincino ad avere un sistema previdenziale che non sia addirittura più generoso di quello dei Paesi che dovrebbero aiutarli e un numero di dipendenti pubblici ragionevole. Allora potranno dire che, nonostante questo, l’Europa li affama. Oggi le cose stanno molto diversamente e chi fa il tifo per Tsipras fa il tifo per un modello assurdo del tipo “tassa gli italiani e spendi per i greci”».
Milano Finanza
Nel clima generale di panico che si è impadronito dei mercati, gli analisti di Jp Morgan Cazenove mantengono un cauto ottimismo sui possibili sviluppi della situazione in Grecia, sebbene loro stessi ammettono che l’introduzione dei controlli sui flussi di capitali e la chiusura degli sportelli fino alla data del referendum non possa che innescare ondate di vendite sui listini di tutto il mondo.
il Fatto Quotidiano
Mentre per Atene si avvicina la ferale scadenza del 30 giugno, si profila all’orizzonte geopolitico di questa crisi epocale l’ingombrante presenza della Cina, tanto per non farci mancare nulla. In verità, è da qualche anno che Pechino si è ritagliata un ruolo importante quale partner della Grecia. Di recente, nella primavera del 2013, ha stretto vantaggiosi accordi commerciali ed industriali focalizzati attorno all’uso del terminal dei container del Pireo, il porto della capitale greca, che diventerà una sorta di hub per lo smistamento e il transito delle merci cinesi. L’obiettivo è chiaro: sfruttare la debolezza economica (e politica) di Atene per trasformare il Pireo nella porta più importante dell’Asia in Europa. Per ottenere, bisogna sedurre. Basta poco. Un sorriso, uno sguardo ammiccante. E promesse che sanno di miliardi. Così, venerdì è rimbalzata la notizia che il governo cinese sarebbe intenzionato a foraggiare quello ellenico, non solo con investimenti e acquisti di bond, ma con robuste iniezioni di denaro
Corriere della Sera — Francesco Giavazzi
Fra il 1995 e il 2009, l’anno prima dell’inizio della crisi, il reddito pro capite medio dei cittadini greci è salito dal 47 al 71 per cento di quello dei cittadini tedeschi. Un avvicinamento straordinario, in realtà reso possibile da una altrettanto straordinaria accumulazione di debito, non molto diversa dall’esperienza italiana degli anni 80 (fortunatamente meno drammatica), che infatti finì con la crisi del 1992. Fra il 2010 ed oggi il rapporto fra i due redditi pro capite è tornato al livello del 1995: una caduta molto dolorosa, che si era vista solo durante la Grande Depressione degli anni Trenta, tuttavia inevitabile perché la ricchezza non la si conquista indebitandosi. Questo arretramento non è dovuto, come alcuni - ad esempio Grillo - sostengono, al peso degli interessi che in questi anni la Grecia è stata costretta a pagare sui suoi debiti. Come mostrano Ken Rogoff e Jeremy Bulow (www.vox.eu), dal 2010 al 2014 la Grecia ha continuato a ricevere dai Paesi europei, dalla Bce e dal Fondo monetario, un flusso netto positivo di aiuti, cioè più denaro di quanto dovesse pagarne in interessi sul suo debito estero. Solo quest’anno, dopo che Tsipras ha arrestato il pur timido processo di riforme, il flusso netto è diventato negativo. E con esso la crescita
La Voce
La vicenda greca è a una svolta decisiva e drammatica. È fin troppo facile individuare le responsabilità dei diversi partecipanti a questa tragedia: l’ottusità della Troika, l’improvvisazione del governo greco, la mancanza di iniziativa politica del governo tedesco e degli altri governi europei. Ben più difficile capire cosa potrà succedere d’ora in poi, ma cerchiamo comunque di farlo. Le prospettive della Grecia… Salvo una iniziativa a sorpresa, e molto tardiva, dei governi europei nelle prossime ore, domenica 5 luglio il popolo greco sarà chiamato a votare su un piano di assistenza finanziaria, condizionato a misure fiscali ed economiche, che di fatto non esiste più. Il piano è stato infatti ritirato dai ministri finanziari dell’Eurogruppo sabato 27 giugno, non appena appresa la notizia della indizione del referendum, che è stata accolta come una rottura delle trattative. Tecnicamente si tratta di un referendum privo di senso, anche per il fatto che implicitamente il popolo è chiamato a rispondere su una materia fiscale, che in genere non può essere materia referendaria per ovvie ragioni (non si va a chiedere alla gente se è d’accordo su un aumento della tasse).
il Fatto Quotidiano — Paolo Fior
Quello che sta accadendo in queste ore ha un che di irreale. Sembra la classica scena di un film d’azione con il conto alla rovescia che è ormai agli sgoccioli e il protagonista che suda sette camicie per disinnescare l’ordigno. Solo che questo non è un film, di eroi non ce ne sono e, forse, anche il conto alla rovescia non è poi così vincolante se gli stessi creditori, come sembra, sono disposti a spostare le lancette un po’ più in là. Una situazione così surreale e paradossale da rasentare la farsa, se non fosse per i momenti drammatici che stanno vivendo i cittadini greci, già stremati da anni di austerity e crisi, e per il rischio di contagio finanziario che potrebbe vanificare la già debole ripresa europea e ributtare nella spirale recessiva i Paesi più deboli dell’Eurozona, prima fra tutti l’Italia. Mentre l’orlo del baratro si avvicina, la partita a poker tra il governo greco e la troika va avanti in un modo talmente spregiudicato che nessuno è più in grado di capire quali siano davvero le regole. Innanzitutto, quale proposta di accordo verrà sottoposta a referendum il 5 luglio?
Corriere della Sera
Prima cosa, i soldi: già oggi, in Grecia, le banche dovrebbero essere chiuse e i bancomat bloccati. Prelevare sul posto e pagare con la carta di credito potrebbe essere impossibile. Agli italiani in partenza verso Atene o le isole dell’Egeo non resta che fare come una volta: portarsi dietro i contanti, tutti quelli necessari a coprire l’intero soggiorno. Il limite massimo è di 10 mila euro a persona. Oltre quella soglia, almeno in teoria, bisogna dichiararli all’ingresso nel Paese. Seconda cosa, i documenti. Naturalmente la carte d’identità, comunque necessaria per chi parte in aereo o traghetto anche se siamo all’interno dell’area Schengen. Ma in caso di soggiorni lunghi, e per essere davvero previdenti, meglio mettere in valigia anche il passaporto. Nella remota ipotesi non solo di default , non solo di uscita dall’euro, ma addirittura di uscita dall’Unione Europea, quel documento metterebbe al riparo da ogni rischio. Terza cosa, fare attenzione
The Guardian
Italy’s finance minister has sought to reassure Italians that they would not be following in Greece’s footsteps, saying that the European Central Bank (ECB) would stop any contagion in its tracks. “Let me remind you that we are not in 2011 anymore,” said Pier Carlo Padoan, in an interview on Monday in Corriere della Sera, Italy’s largest daily newspaper. Compared with the height of the eurozone crisis four years ago, Padoan added: “Today the [European] institutions are stronger and so is our economy.” It was a message of reassurance intended as much for nervous Italians watching the Greek economic crisis spiral out of control – the images of Greeks queuing in front of banks blanketed Italian newspapers and television – as it was for investors, whose confidence in Italy is critical to its stability.
The Wall Street Journal
The collapse on the weekend of last-ditch talks to extend Greece’s bailout means Athens won’t be able to afford a €1.55 billion debt payment due to the International Monetary Fund on Tuesday, the day the 2012 bailout agreement expires. The European Central Bank said Sunday it won’t increase its liquidity assistance to Greek banks, and Greece ordered banks not to open Monday to avoid more deposit flight. None of this automatically triggers a euro exit. But it’s hard to see how Greece could stay in the currency bloc for long if it defaults on its debt, refuses to implement fiscal and economic reforms and, in all likelihood, imposes capital controls.
MarketWatch
It is shaping up to be an ugly day for financial markets after Greece’s debt crisis took a turn for the worse over the weekend, leaving the country’s banking sector closed and Athens several steps closer to default and a potential exit for the eurozone. Asian and European stock markets got clobbered. U.S. stocks, meanwhile, are posting moderate losses. Could things take a big turn for the worse? Here’s what U.S. investors need to know right now
The New York Times
Global markets shuddered on Monday after Greece closed its banks amid fears that the country was headed toward default. Stocks slumped on Wall Street, after markets in Europe were buffeted by worries that the Greek debt crisis would prove contagious and Chinese investors endured another topsy-turvy session. The Dow Jones industrial average closed down 2 percent, the Standard & Poor’s 500 was down 2.1 percent, and the Nasdaq fell 2.4 percent. The losses wiped out all the gains for the Dow and S.&P. 500 indexes this year. The Euro Stoxx 50 index, comprising the eurozone’s big blue chip companies, closed 4.2 percent lower, after being down about 5 percent at the opening. The FTSE 100 index in London fell 2 percent.
The New York Times
ATHENS, Greece — Anxious pensioners swarmed closed bank branches Monday and long lines snaked outside ATMs as Greeks endured the first day of serious controls on their daily economic lives ahead of a referendum that could determine whether the country has to ditch the euro currency and return to the drachma. Greek Prime Minister Alexis Tsipras was defiant, urging voters to reject creditors' demands, insisting a "No" vote in next Sunday's referendum would strengthen Athens' negotiating hand. "We ask you to reject it with all the might of your soul, with the greatest margin possible," he said on state television. "The greater the participation and the rejection of this deal, the greater the possibility will be to restart the negotiations to set a course of logic and sustainability."
Forbes
As you know, Greece’s banks are now closed for the week, or probably longer. That will give the bankers a chance for a “siesta.” Some ATM machines may give small withdrawals, but only if you have a debit card, get up at 4:00 am to stand in line, and the machine doesn’t run out of money by the time it’s your turn three hours later. Capital controls have been imposed now that the wealthy have already gotten their money out of Greece. That means no money will flow in because it can’t flow out. The Greek stock market will be closed for some time. But who wants to trade that confetti anyway. The bank stocks are trading for pennies.
Forbes
In response to the Greek debt crisis and runs on banks, the Greek government has closed all banks in the country for the week, triggering large drops in stock and bond markets around the world. Travel to the country hasn’t stopped, though, so what does it all mean for visitors? Here are some questions and answers. 1 – Why has Greece closed the banks? Banks have been closed pending a national referendum scheduled for July 5, regarding whether to accept a bailout proposal from the European Central Bank.
Fortune
The value of the digital currency bitcoin is rising just as faith in Greece’s financial system is falling. The timing has led some to speculate that the former is due to the latter—that concerned Greek citizens are turning to bitcoin. But the evidence of a strong link is thin. The price of bitcoin was $255.85 USD at the time of writing, which is up 3% over the past week and 9.7% over the last month, according to Coindesk’s price index. Earlier this month, when the price rose 7% in one day, Reuters wrote that bitcoin, “surged… as concerns that Greece could tumble out of the euro drove speculators and Greek depositors into the decentralized digital currency.” The story cited a 124% spike in visits from Greek IP addresses to Vaultoro, a site that lets people exchange bitcoin for gold.
ECONOMIA & FINANZA
Corriere della Sera
Pochi giorni fa si è completato l’aumento di capitale di tre miliardi di euro di Mps, e si chiude così il ciclo di Alessandro Profumo, chiamato insieme a Viola per risanare la banca che alla fine del 2011 metteva in chiaro una perdita di 4,7 miliardi di euro. Il calvario iniziava con un prestito ponte di 2 miliardi della Banca d’Italia, a cui si aggiungevano i 4 miliardi di Monti bond. In un mondo normale un simile disastro sarebbe finito con il commissariamento della Banca e la sua temporanea nazionalizzazione. È andata così anche nella liberista Inghilterra con Royal Bank of Scotland, ed i Monti Bond, approvati dalla Commissione Europea, erano strutturati proprio per questo fine. Ma non siamo in Inghilterra, e tutti i protagonisti entrano in scena e giocano la loro parte in atti.
Milano Finanza
L'impatto principale della crisi greca sulle banche europee sarà sui loro portafogli di investimento, dove l'allargamento dello spread sovrano in prossimità della fine del secondo trimestre si rifletterà nell'evoluzione negativa del book value attraverso AFS inferiori. Le banche europee hanno ora poca o nessuna esposizione diretta ai titoli di Stato greci, agli enti pubblici e al sistema interbancario. La liquidità delle banche greche è gestita principalmente attraverso le linee di credito Ela fornite dalla Bce.
Milano Finanza
Banca Carige conclude in anticipo l'offerta in borsa dei diritti d'opzione non esercitati. Durante la prima giornata dell'offerta in borsa sono stati venduti, al prezzo di 3,21 euro, tutti i 176.372 diritti non esercitati nel corso del periodo di offerta in opzione che danno diritto alla sottoscrizione di complessive 1.234.604 azioni Carige di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale da 850 milioni di euro, chiuso lo scorso 25 giugno con adesioni pari al 99,8% dell'offerta.
Cronache Maceratesi
Una nuova tegola sugli ex vertici di Banca Marche. La Banca d'Italia ha infatti dato il proprio via libera alla richiesta dei commissari alla guida dell'istituto di procedere con un'azione di responsabilità nei loro confronti.</strong> Così come previsto dal Testo unico bancario, i commissari avevano inviato oltre un anno fa a Via Nazionale la loro istanza ' il cui accoglimento è condizione necessaria per procedere in sede civile, accompagnando la domanda da un corposo dossier contenente le circostanze contestate. Ottenuto adesso il via libera dalla Banca d'Italia, l'istituto commissariato dal Mef ad ottobre del 2013 dovrebbe presentare entro pochi giorni le citazioni in tribunale, dando così l'avvio al procedimento che non potrà essere interrotto dai futuri soci dell'istituto i quali, periodicamente, dovranno riferirne a Banca d'Italia. L'azione di responsabilità è regolata dal codice civile e può interessare sia gli amministratori e i sindaci di una società quanto il direttore generale entro cinque anni dalla cessazione della carica, escludendo invece, secondo una giurisprudenza anche contrastata, i vice direttori generali
il Fatto Quotidiano
Quando il 17 luglio del 2013 la Guardia di Finanza di Torino eseguì sette ordinanze di custodia cautelare per l’affaire Fondiaria-Sai, lui era in Svizzera con in tasca la cittadinanza elvetica da poco meno di tre settimane. In carcere finirono le sorelle Jonella e Giulia Maria e per il padre Salvatore Ligresti furono disposti gli arresti domiciliari a Milano. Gioacchino Paolo Ligresti, invece, non era stato arrestato. Oggi a poco meno di due anni da quel giorno con il procedimento che passato da Torino a Milano Ligresti jr. ha deciso di rientrare in Italia e si è costituito oggi pomeriggio al valico di frontiera di Chiasso. A suo carico pendeva appunto un’ordinanza di custodia in carcere per aggiotaggio e falso in bilancio in uno dei filoni dell’inchiesta su Fonsai. Il gup Andrea Ghinetti, però, nei giorni scorsi ha disposto gli arresti domiciliari e oggi, come anticipato dal sito de l’Espresso, si è consegnato ed è andato ai domiciliari.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Sul Ftse Mib sono stati i titoli bancari ad aver sofferto maggiormente l'aggiustamento del mercato rispetto all'incertezza data dalla prospettiva di un’uscita della Grecia dall'euro. Solo Credem (-2,74% a 7,45 euro) e Banco di Desio (-2,32% a 3,29 euro) hanno fermato le perdite entro il 3%. Fineco (-3,92% a 6,61 euro), Unicredit (-7,12% a 6,00 euro), Bpm (-7,91% a 0,925 euro), Ubi Banca (-7,95% a 7,12 euro), Creval (-6,73% a 1,19 euro) e Mps (-10,24% a 1,77 euro) hanno registrato i maggiori ribassi, dopo che gli analisti di Mediobanca hanno calcolato che un calo dell'1% del prezzo del Btp a 4 anni (media dell’esposizione sovrana delle banche italiane) farebbe erodere il Common Equity Tier 1 di circa 25 punti base, e farebbe ridurre il tangible equity di circa l’1,5%, con Creval e Mps (-35bps sul cet1) le più colpite. Tra le società di risparmio gestito, ha chiuso con un'importante perdita solo Anima Holding (-5,08% a 7,85 euro); migliore la performance di Azimut Holding (-4,05% a 26,03 euro), Exor (-3,68% a 43,20 euro) e Banca Generali (-2,67% a 31,66 euro).
Corriere della Sera
Btp e altri titoli governativi dell’area euro brevi (che scadono quindi al massimo tra 18-24 mesi), incursioni su bond in dollari e altre valute diverse dall’euro, titoli azionari di grandi multinazionali alimentari e farmaceutiche. In estrema sintesi questo potrebbe essere un portafoglio che resiste e magari guadagna anche qualche punto in una situazione di burrasca e di paura che potrebbe andare in onda nei prossimi giorni, se la vicenda di Atene invece di risolversi con un compromesso in extremis finirà con uno strappo definitivo.
Morningstar
Gli investitori con un orizzonte temporale di lungo termine dovrebbero evitare di coprire il rischio di cambio. A dirlo sono gli analisti di Morningstar che hanno studiato i rendimenti in dollari degli indici azionari internazionali negli ultimi 40 anni, scoprendo che non ci sono significative differenze tra le performance aggiustate per questo tipo di pericolo e quelle che non lo sono. Nel periodo considerato, il biglietto verde ha registrato dei movimenti ciclici ampli e pluriennali. Dal 1973 ci sono stati due massimi, nel 1985 (aggressiva politica monetaria della Federal Reserve contro l’inflazione) e nel 2001 (bolla di Internet, introduzione dell’euro nel 1999 e crisi asiatica). In entrambi i casi, ai picchi sono seguiti dei declini causati da decisioni delle banche centrali e dall’indebolimento della situazione economica. Un altro esempio è il 2008.
Il Sole 24 Ore
Ci si poteva aspettare un rally. Invece l’oro, proverbiale bene rifugio, quasi non si è mosso: dopo una fiammata - si fa per dire - fino a 1.186,91 dollari l’oncia sul mercato spot londinese (circa l’1% di rialzo rispetto a venerdì), le quotazioni si sono di nuovo appiattite sotto 1.180 $, una soglia che si è rivelata difficile da superare. Il rischio Grexit e in particolare l’annuncio della chiusura per tutta la settimana delle banche elleniche sembra aver stimolato la domanda di monete auree: la zecca britannica, la Uk Royal Mint, segnala un ritmo di vendite doppio rispetto alla media degli ultimi cinque mesi in giugno, mentre CoinInvest.com - un rivenditore online tedesco - assicura che nel week-end ha venduto come non faceva dall’epoca in cui era stata Cipro a limitare i prelievi di contante, nel marzo 2013.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Pechino - L'Aiib, la banca cinese degli investimenti infrastrutturali nasce sotto incerti auspici. Mentre i 57 paesi firmatari siglavano nella Great Hall of People l'Aoa, la carta di adesione che fa nascere giuridicamente la banca, le borse cinesi accusavano un crollo inatteso, almeno nelle dimensioni. Chiusura in calo per le Borse di Shanghai e di Shenzhen, malgrado la decisione della Banca Popolare Cinese, la banca centrale, di tagliare sia i coefficienti di riserva per le vigilate che i principali tassi di interesse.
COMMENTI
Il Risparmio tradito — Beppe Scienza
Sindacati e associazioni imprenditoriali gongolano e parlano, compiaciuti, di un vero e proprio fallimento. Sarebbero infatti pochissime le domande per la Quir (Quota integrativa della retribuzione), più nota come TFR in busta paga. Addirittura meno di una su mille. Al riguardo c'è parecchio da dire, non per difendere il governo Renzi, ma per confutare alcune frottole. I dati sbandierati provengono da fonti non sempre attendibili e sono comunque limitatamente significativi, perché la procedura per richiedere il TFR è partita da poco e con difficoltà. Ma anche venissero confermati nei mesi prossimi, richieste così basse sarebbero il risultato soprattutto di una sistematica opera di disinformazione sull'argomento. Infatti da inizio anno pretesi esperti spadroneggiano sui mezzi di comunicazione e nelle assemblee sindacali. Costoro hanno subito brandito lo spauracchio dell'esosità del fisco, con simulazioni dove appaiono perdite di centinaia di euro al mese. Il TFR in busta sarebbe da evitare, già solo perché tassato pesantemente. Peccato che il provvedimento sia rivolto ai redditi bassi e per chi guadagna meno o poco più di 1.000 euro netti al mese lo svantaggio fiscale non c'è affatto o è irrisorio
Il Sole 24 Ore — Valerio Castronovo
Si attendeva da tempo il varo di un apposito Programma nazionale per la ricerca. E il fatto che il governo si accinga a darvi il via dovrebbe non soltanto sanare una grave anomalia, addebitabile a un volume di spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo cronicamente inferiore alla media dell’Ue. Dovrebbe anche segnare un indirizzo più incisivo, nel quadro generale della politica economica, imperniato sia su un’adeguata valorizzazione di un consistente patrimonio di sperimentazioni e competenze tecnico-scientifiche finora per lo più sottoutilizzato, sia sulla creazione di un contesto normativo tale da agevolare un impegno più ampio delle imprese industriali sul terreno delle innovazioni. D’altra parte, quello in corso nelle realtà più avanzate è un tornante cruciale sul versante della ricerca applicata, in seguito al passaggio dalla microelettronica alla manifattura digitale. I progressi congiunti avvenuti nelle tecnologie del software, dei laser e dei materiali stanno trasformando, attraverso la computerizzazione dei macchinari, le fabbriche in operatori “intelligenti”, capaci di auto-organizzarsi e di auto-regolarsi lungo i tracciati predisposti dalle aziende
Il Sole 24 Ore
Francis Bacon diceva: «Un uomo saggio coglie più occasioni di quante ne trova». E di occasioni il governo ne ha trovate molte: dalle sentenze della Consulta, con un potenziale riordino delle pensioni e delle negoziazioni salariali nel comparto pubblico, alle deleghe fiscali e a quelle sul lavoro. Il tutto per favorire una distribuzione e redistribuzione del reddito oculate e incentivanti per la crescita economica e l’occupazione. La distribuzione del reddito in un’economia di mercato è affidata, appunto, al mercato. Tuttavia, per mantenere l’equità sociale e correggere le distorsioni, è compito della politica trovare la sintesi più corretta e redistribuire il reddito tenendo conto della solidarietà, che è necessaria in un paese democratico e civile, ma anche dell’efficienza economica. In Italia, dopo 20 anni di crescita modesta e una recessione prolungata e senza precedenti, la spartizione del valore aggiunto tra lavoro e capitale è una lotta tra poveri, anzi poverissimi. In questa situazione bisogna privilegiare solo ciò che è veramente essenziale.
INTERNAZIONALE
The Guardian
She is one of the world’s most high-profile social activists and a ferocious critic of 21st-century capitalism. He is one of the pope’s most senior aides and a professor of climate change economics. But this week the secular radical will join forces with the Catholic cardinal in the latest move by Pope Francis to shift the debate on global warming. Naomi Klein and Cardinal Peter Turkson are to lead a high-level conference on the environment, bringing together churchmen, scientists and activists to debate climate change action. Klein, who campaigns for an overhaul of the global financial system to tackle climate change, told the Observer she was surprised but delighted to receive the invitation from Turkson’s office. “The fact that they invited me indicates they’re not backing down from the fight. A lot of people have patted the pope on the head, but said he’s wrong on the economics. I think he’s right on the economics,” she said, referring to Pope Francis’s recent publication of an encyclical on the environment.
Tech Crunch
People can now add loyalty rewards programs to the way they can acquire bitcoin thanks to a new partnership between the online rewards system Tango Card and the bitcoin wallet Snapcard. Traditionally, bitcoin was acquired either by mining — solving complex algorithms with a computer to unlock new bitcoin — or buying it (the price is now roughly $250). Through the Tango Card and Snapcard partnership, people can now receive bitcoin for walking 10,000 steps in a corporate wellness program, or by trading in any loyalty rewards. Indeed, any rewards program powered by Tango Card now has bitcoin among their rewards offering thanks to the company’s “Reward as a Service” API.
Tech Crunch
Geographic saturation is the key to network effects and profitability in the ridesharing business. The more drivers Uber or Lyft have in a given region, the faster the pick-up times, the better the customer experience and the more rider demand — which in turn allows drivers to earn more money and attracts more drivers to the network. David Sacks best illustrated Uber’s positive feedback cycle last year:...
The New York Times
Aides to Mayor Bill de Blasio on Monday acknowledged what New York City’s political class has suspected: The mayor could use a vacation. After budget squabbles with the City Council and a bruising, largely disappointing legislative session in Albany, Mr. de Blasio and his family are set to depart for the other side of the country on Tuesday for an eight-day getaway. His aides declined to provide an exact itinerary, saying only that the mayor — along with his wife, Chirlane McCray, and the couple’s two children — would travel “throughout the Southwestern and Western United States.” No public events are planned. The jaunt is sure to be more subdued than the de Blasios’ grand European tour last year, ...
TECNOLOGIA
La Repubblica
30 GIUGNO. La data era stata annunciata durante la conferenza per gli sviluppatori di San Francisco. Ora ci siamo: Apple Music è disponibile con il nuovo aggiornamento del sistema operativo di Apple, iOS 8.4. Il servizio raggiunge 100 paesi tra cui l'italia.
Wired
Gli occhi azzurri ti setacciano come uno scanner: il creatore di Netflix, Reed Hastings, ha modi informali e un modo di parlare ironico e pacato, senza alcun accento particolare a rivelare le sue origini bostoniane. Sembra più un professore di matematica di un liceo della East Coast, dove in effetti è cresciuto, piuttosto che l’uomo che sta rivoluzionando la tv. Per intervistarlo in esclusiva e avere la conferma ufficiale che sì, da ottobre Netflix sarà anche in Italia, Wired lo ha raggiunto al Tiergarten, in un piccolo albergo nel mezzo del giardino zoologico di Berlino. Anche questo, in fondo, un luogo più da prof che da imprenditore seriale.
Corriere della Sera
Casa Netflix è un elegante appartamento situato al sesto piano del Park Hyatt di Milano. Un appartamento ovviamente pieno di schermi, di ogni dimensione e risoluzione, a testimoniare quella che è la vera forza della piattaforma di streaming di contenuti video: la versatilità. Economica, con abbonamenti mensili in cui entrare e uscire a piacimento, senza vincoli, e di fruizione. Netflix è un’app che non necessita di un decoder o di un set top box dedicato, ma gira sui device già presenti nelle famiglie: smart tv, pc, console di gioco (Xbox, dove si potrà sfruttare il voice control con Kinect, e Playstation), smartphone, tablet.
L'Espresso
Mi sono molto divertito con la storia degli imbecilli del web. Per chi non l’ha seguita, è apparso on line e su alcuni giornali che nel corso di una cosiddetta “lectio magistralis” a Torino avrei detto che il web è pieno di imbecilli. È falso. La “lectio” era su tutt’altro argomento, ma questo ci dice come tra giornali e web le notizie circolino e si deformino. La faccenda degli imbecilli è venuta fuori in una conferenza stampa successiva nel corso della quale, rispondendo a non so più quale domanda, avevo fatto un’osservazione di puro buon senso. Ammettendo che su sette miliardi di abitanti del pianeta ci sia una dose inevitabile di imbecilli, moltissimi di costoro una volta comunicavano le loro farneticazioni agli intimi o agli amici del bar - e così le loro opinioni rimanevano limitate a una cerchia ristretta. Ora una consistente quantità di queste persone ha la possibilità di esprimere le proprie opinioni sui social networks. Pertanto queste opinioni raggiungono udienze altissime, e si confondono con tante altre espresse da persone ragionevoli.
La Repubblica
"LA SORVEGLIANZA indiscriminata, che ora in Francia diventa legge, non ci protegge dagli attentati. Anzi, ci sottopone a un rischio ulteriore: limitare la libertà di espressione, sterilizzare lo spazio pubblico democratico. È il segno della debolezza della politica. E la gente, invece di opporsi, è sempre più passiva e disarmata": Philippe Aigrain non è solo un esperto di informatica, scienziato e pensatore, padre della grande associazione per i diritti digitali francese "la Quadrature du Net" e codirettore del Software Freedom Law Center. È anche un punto di riferimento, in Francia e in Europa, sul tema della libertà dell'informazione e della conoscenza, che lui intende come beni comuni dell'era digitale.
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