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USCITA DI MERCOLEDì 20 SETTEMBRE 2017
ECONOMIA & FINANZA
la Repubblica
D a un certo punto di vista i bancari dovrebbero essere i più preoccupati fra tutti i lavoratori. Sì, è vero, in ogni impresa le nuove tecnologie spingono da anni verso ristrutturazioni e tagli al personale. Ma per dipendenti del i timori sono al quadrato o al cubo. Infatti si trovano di fronte a un fuoco incrociato di fusioni bancarie (con relativa emersione di eccessi di personale per migliaia di posti) e di rivoluzioni informatiche tali da rendere superflue molte delle filiali fisiche e degli addetti, mentre anche i processi interni vengono sempre più digitalizzati e non richiedono il lavoro di persone in carne ed ossa. Inoltre, è cambiata ormai l’abitudine dei clienti: vanno sempre meno allo sportello ed effettuano la maggior parte delle loro operazioni da remoto. Infine, le banche tradizionali con dipendenti e sportelli cominciano a subire la concorrenze delle piattaforme Fintech che fanno le stesse cose ma utilizzando solo smartphone e computer. Proprio la settimana scorsa Vikram Pandit, ceo di Citibank dal 2007 al 2012 e ora ad di Orogen Group, ha prospettato un futuro di lacrime e sangue per il settore bancario americano. E quindi, indirettamente, di tutto il mondo. Ha parlato della necessità di ridurre del 30 per cento il personale nei prossimi cinque anni. In pratica uno su tre se ne dovrebbe andare o dovrebbe essere licenziato, travolto dalla rivoluzione informatica che sta cambiando alla radice il modo di fare banca. In Italia, tanto per capirsi, se fosse vera l’asserzione di Pandit, dovrebbero andarsene in cinque anni poco meno di 100 mila delle 295 mila persone al lavoro, circa 20 mila all’anno
VicenzaPiù
Intesa SanPaolo accelera i tempi della riorganizzazione delle ex banche venete. E arrivata la circolare che fissa la migrazione informatica dei conti BPVi e Veneto Banca in Intesa l'8 dicembre prossimo, un venerdì di festa, con annesso il lungo weekend del 9 e 10 dicembre, per far sì che quando lunedì riapriranno gli sportelli tutti i conti, Iban e i prodotti siano 100% Intesa (vedi a tal proposito la nota del Coordinamento di don Torta, ndr). La società per i servizi Sec, acquisita a perimetro da Intesa, è già stata allertata per vigilare. «Fare presto» è sempre stato il grande mantra di Ca' de Sass, già abituata ai processi e ai tecnicismi delle fusioni. Ma i piani, confermati a voce da Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori, qualche settimana fa, erano di procedere all'integrazione dei sistemi operativi entro febbraio 2018. Il tutto avverrà due mesi prima e non è la sola novità in anticipo. Il piano filiali dovrebbe essere stato messo a punto e le chiusure con riassorbimento del personale potrebbero partire a giorni. Forse qualcuna è già stata operata: è il caso di sportelli adiacenti o antistanti. Le insegne Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono d'altronde un ricordo: dopo le vetrofanie, sono state oscurate tutte le diciture del passato in attesa del riordino della rete. Il piano prevede il taglio di 600 filiali con mobilità e riconversione del personale.
Milano Finanza
Banca Popolare di Bari e Cerved Group hanno siglato un accordo per lo sviluppo di una partnership industriale di lngo termine per la gestione dei crediti in sofferenza e delle inadempienze probabili del gruppo bancario. Lo hanno reso noto le due società a Borsa Italiana ieri in tarda serata. In base al piano, è previsto un programma di dismissione attraverso cartolarizzazioni soggette a Gacs di cui la prima, di 480 milioni di euro, già conclusa nel 2016, e la seconda, per 340 milioni, prevista entro quest’anno. "Il progetto prevede anche la specializzazione dei presidi interni per la gestione delle posizioni più complesse che riguardano importi superiore a 1,5 milioni di euro e la partnership con un operatore del settore per le posizioni inferiori alla stessa cifra", ha spiegato Giorgio Papa, amministratore delegato di Banca Popolare di Bari.
Il Sole 24 Ore
Il consiglio Telecom conferma la volontà di ricorrere contro la decisione Consob di attribuire a Vivendi il controllo di fatto sulla compagnia. Ma la sorpresa è che a spaccarsi questa volta - non nel merito, ma per questioni cautelari - sono stati i cinque consiglieri di minoranza, con il sì di Ferruccio Borsani, Dario Frigerio e Danilo Vivarelli, l'astensione di Francesca Cornelli e il no di Lucia Calvosa. Poiché la Consob fa risalire il controllo all'assemblea del 4 maggio quando è stato nominato il consiglio a maggioranza Vivendi, è stato rappresentato al board, fare ricorso permette alla società di cautelarsi visto che finora il board non aveva mai denunciato il controllo.
il Fatto Quotidiano
Dopo Pesenti, anche Caltagirone dice addio al cemento italiano. La holding Cementir cede per 315 milioni tutte attività nazionali del calcestruzzo. Le vende alla Italcementi, società che la famiglia Pesenti ha alienato due anni fa alla tedesca HeidelbergCement. Con questa operazione passeranno di mano 5 impianti di cemento a ciclo completo e 2 centri di macinazione di cemento (per una capacità produttiva installata di 5,5 milioni di tonnellate), insieme al network dei terminal e degli impianti di calcestruzzo attivi sul territorio nazionale. Questi asset allargheranno notevolmente la struttura industriale Italcementi, già oggi proprietaria di 6 cementerie a ciclo completo, un impianto per prodotti speciali, 8 centri di macinazione del cemento, 113 impianti di calcestruzzo e 13 cave per inerti. E faranno del gruppo tedesco il leader indiscusso del settore in Italia.
AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
Piazza Affari ha terminato in crescendo e con un rialzo dello 0,27% nel FTSE MIB ma è stata frenata dai realizzi su Telecom Italia(-1,8%) seguiti al balzo di ieri. Vendite sul lusso dopo un report di Morgan Stanley sul comparto: -1,2% Moncler che, per il broker, ha corso già molto, -0,5% Salvatore Ferragamo che attraversa un periodo negativo in Borsa figlio, secondo gli analisti, di una fase di transizione aziendale. Brembo è stata la migliore (+2,2%), bene anche Bper (+1,9%) e A2a(+1,9%). Intanto i listini azionari Usa di Wall Street viaggiano in leggero rialzo: l'intervento del presidente Trump all'Onu e le decisioni della Federal Reserve di domani sono i due temi al centro del dibattito. Prima dell'apertura dei listini sono stati diffusi i dati sui prezzi all'importazione degli Stati Uniti, aumentati dello 0,6% ad agosto (sopra le previsioni) e su i nuovi cantieri abitativi che sono calati dello 0,8% mensile ad agosto risultando inferiori alle aspettative
Il Sole 24 Ore
C’è una bolla sulle mid cap italiane? Su un mercato già abbastanza surriscaldato, a gettare altra benzina sul fuoco nel corso del 2017 hanno contribuito i consistenti flussi provenienti dai Pir. I piani individuali di risparmio varati con l’ultima legge di Stabilità, devono investire almeno il 70% in strumenti emessi da imprese italiane e almeno il 30% in titoli a piccola e media capitalizzazione. Effetto Pir. Su un cammino di crescita pluriennale delle quotazioni pressoché generalizzata, l’effetto Pir (già dal semplice annuncio) ha quindi innescato un’ulteriore spinta al rialzo, che ha portato le valutazioni delle società a media capitalizzazione a non essere più tanto economiche, seppur ancora abbastanza sostenibili. «È probabile che nel breve le mid cap continueranno a salire - afferma Maurizio Scataglini, responsabile investimenti di Finlabo Sim -. Il rialzo però non è destinato a durare a lungo: nel momento in cui ci sarà la seppur minima inversione dei tassi di crescita degli utili aziendali, che finora hanno sostenuto le quotazioni di Borsa, scatteranno le prese di profitto»
Milano Finanza
Il mercato italiano dei non performing loans sta continuando a migliorare. L'Npl meeting a Venezia della settimana scorsa, organizzato da Mediobanca e Banca Ifis , ha riunito grandi acquirenti italiani e internazionali, servicers, banche e regolatori. Nel suo rapporto sul mercato Npl, Banca Ifis ha stimato che 100 miliardi di euro di Npl (book value lordo) possano essere venduti entro la fine dell'anno, di queste le operazioni di Unicredit e Mps rappresentano circa il 50%. Anche supponendo che una parte venga rinviata, "il 2017 mostrerebbe un aumento sostanziale della liquidità del mercato, considerando che nel 2016 i volumi totali transati sono stati pari a 17 miliardi di euro", osservano in una nota di oggi gli analisti di Mediobanca Securities. Gli acquirenti specializzati che tradizionalmente si sono concentrati sui prestiti consumer non garantiti hanno iniziato a operare nel settore corporate non garantito, con particolare attenzione alle Pmi.
la Repubblica
P er quanto le obbligazioni siano in questo momento poco attraenti, escluderle da un portafoglio non è un’opzione. L’investitore si deve dunque muovere (obbligatoriamente) in un campo minato, scegliendo accuratamente il tipo di bond, la durata, l’emittente e, in alcuni casi, anche la valuta. Quello obbligazionario è «effettivamente un tema spinoso per gli investitori obbligazionari italiani e in generale per quelli di tutte le economie sviluppate», afferma Luca Tenani, Country head Italy — Asset Management, Schroders, secondo il quale «le curve dei titoli governativi restano ancora a livelli molto bassi; l’impegno preso dal risparmiatore, magari anche con durate pluriennali, non viene adeguatamente remunerato e di certo non dà più le stesse soddisfazioni del passato». Il manager della casa inglese fa notare come la politica monetaria delle banche centrali, improntata a una riduzione degli stimoli straordinari introdotti a seguito della crisi, porterà verso un rialzo dei tassi d’interesse, causando così una perdita in conto capitale soprattutto fra chi ha di comprato i titoli governativi negli ultimi anni. Si tratterà comunque di un processo molto lungo, specialmente alla luce di un’inflazione che fatica a riprendersi
Morningstar
John Bogle, fondatore della società di gestione Vanguard, ha scritto che gli investitori ottengono esattamente quello che non pagano. In sostanza, delle spese di gestione elevate si traducono raramente in rendimenti elevati. Al contrario, privilegiando i fondi più economici, gli investitori hanno maggiori probabilità di ottenere risultati migliori nel lungo periodo. Dopo aver analizzato le alternative “low cost” per i fondi Azionari Europa a grande capitalizzazione e per gli Obbligazionari Corporate EUR, concludiamo con i fondi Azionari Mercati Emergenti. Tra prodotti attivi e passivi (compresi gli Exchange traded fund) ci sono circa 450 fondi di questo tipo disponibili in Europa (contando una sola classe per fondo ed eliminando i comparti che richiedono un investimento minimo iniziale superiore a 100.000 euro). In media, le spese correnti sono pari all’1,96%, mentre la mediana di categoria è l’1,95%. Focalizzandoci solo sui prodotti disponibili alla vendita in Italia, le spese correnti medie salgono al 2%. Se ci concentriamo sul quintile di categoria meno caro, cioè sul 20% dei fondi meno cari, troviamo 20 prodotti che presentano delle spese correnti che vanno dallo 0,37 all’1,63%. Di questi, ben 11 sono fondi attivi.
Morningstar
Cosa scelgono di fare i gestori americani con i listini di Wall Street ai massimi storici? Limitare il trading, sottopesare rispetto al benchmark le utility a favore dei beni di consumo difensivi, selezionare con attenzione i titoli di qualità. Questo è quello che emerge dal Morningstar Ultimate Stock-Pickers di settembre, il report che analizza i movimenti di portafoglio del secondo trimestre operati dai 26 fund manager che gli analisti considerano più interessanti. Le elevate valutazioni delle stock a stelle e strisce, come testimoniato dal rapporto Prezzo/Fair value medio dell'indice Nyse, (Figura 1), hanno convinto i gestori ad avere un atteggiamento più prudente e quindi a limitare il trading e a ricorrere a strumenti passivi di investimento.
Morningstar
Se fino a qualche tempo fa il dibattito era incentrato sulla contrapposizione tra strategie attive e passive; ora i termini sono cambiati. Il tema centrale, anche in vista dell’attuazione della direttiva comunitaria MIFID II, è la riduzione dei costi degli investimenti. Negli Stati Uniti, i soli fondi attivi che hanno generato flussi positivi nel 2016 sono stati quelli meno costosi. In Europa, è molto più difficile trovare prodotti di questo tipo con commissioni competitive. Inoltre, ci sono i cosiddetti closet tracker, che sono gestiti seguendo quasi fedelmente l’indice, ma hanno le fee di una gestione attiva. Uno studio realizzato l’anno scorso da Morningstar, mostra che nel 2016 gli investitori europei in fondi hanno pagato circa 61 miliardi in spese correnti annuali, contro i 53 miliardi del 2013. L’incremento è dovuto al fatto che il patrimonio gestito è aumentato più di quanto siano diminuite le ongoing charge nel periodo considerato. In percentuale rispetto al patrimonio, le spese sono scese in Europa tra il 2013 e il 2016, ma non in tutti i Paesi. In Italia sono addirittura aumentate
Morningstar
Fare shopping nell’equity Europa continua a non essere facile. Le valutazioni sono alte, ma gli scivoloni di Prada e Criteo danno la possibilità di esporsi al Vecchio continente comprando su listini dall’altra parte del mondo. Moat immutato per Prada. Le azioni dello storico brand italiano del lusso hanno perso il 6,6% (in euro) e ora sono scambiate a un tasso di sconto del 13% rispetto al fair value che è pari a 30 dollari di Hong Kong (report aggiornato all’11 settembre 2017). A pesare sulle quotazioni del gruppo milanese sono stati anche i negativi risultati del primo semestre, che hanno certificato un calo delle vendite superiore al 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una contrazione del margine operativo di oltre 100 punti base. Gli analisti giustificano questa performance con le difficoltà del segmento retail, ma sono fiduciosi sul futuro dell’azienda. “Il moat della società è ancora intatto, il valore del suo brand resta elevato e i buoni risultati nelle vendite dei prodotti di fascia più alta dimostrano che i consumatori sono disposti a pagare premium price generosi per assicurarsi i prodotti a marchio Prada”, dice Jelena Sokolova di Morningstar. “Le strategie del management messe in atto nei campi dell’innovazione del prodotto, del marketing e della distribuzione della merce sono, a nostro avviso, virtuose e contribuiranno a spingere la crescita del fatturato nei prossimi cinque anni a un ritmo del 5,7%”.
Il Sole 24 Ore
Tutta questione di performance, in finanza. E se è così, stavolta le donne hanno segnato un punto a loro favore: i fondi hedge gestiti da vertici al femminile hanno registrato performance doppie rispetto a quelli gestiti da colleghi uomini. L’indice Hfrx Women, che ha un panel di fondi gestiti da donne, ha registrato nei primi sette mesi dell’anno una performance del 9,95 per cento contro il 4,81 per cento dell’indice Hfri Fund Weightes Composite, che raccoglie tutti i fondi indipendentemente dalla strategia e dal genere del gestore. Non solo, i primi hanno una performance superiore ai secondi anche nell’arco degli ultimi cinque anni.
la Repubblica
B uone notizie sul fronte del mattone. Nell’ultima “Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani” a cura del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo, c’è un dato che dovrebbe far sorridere gli operatori del settore immobiliare. Oltre a un 5 per cento di italiani che hanno già acquistato una residenza nel corso dell’ultimo anno, c’è un altro 6,1 per cento che ha dichiarato di aver intenzione di farlo nei prossimi 3-4 anni. «Il che - dice Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo - equivale a circa 1,5 milioni di case compravendute. Considerando che nel 2017 il ritmo di operazioni è stato di circa 500 mila all’anno, ciò significa che c’è un potenziale tra le famiglie per nuovi acquisti che accrescerebbe considerevolmente questo numero». Anche dal punto di vista degli immobili l’Indagine Einaudi- Intesa registra quindi il clima di maggior fiducia degli italiani. La quota di risparmio giudicata “indispensabile” è passata da 18,8 per cento al 25,4, quella “molto utile” dal 39,8 al 46,5 per cento. «Si torna a progettare il futuro - commenta De Felice - . Basta pensare che nello stesso lasso di tempo il risparmio per far fronte agli imprevisti è sceso dal 58,3 per cento del totale al 46 per cento
SPECIALI
la Repubblica
F orse non ci sarà una rivoluzione nell’immediato, ma la normativa Mifid II sicuramente determinerà cambiamenti nel settore dei servizi finanziari. Siamo ancora in attesa delle versioni definitive di diversi aspetti della normativa secondaria, ma il quadro complessivo è ormai delineato, le novità sono numerose. Vengono introdotti ad esempio i concetti di “product governance”, il modo in cui un prodotto finanziario deve essere realizzato e distribuito, e di “product intervention”, l’Esma e le autorità di vigilanza nazionali potranno intervenire per limitare o addirittura bloccare la commercializzazione di prodotti “che possono minacciare la protezione degli investitori”. Con la “product governance”, che si applica a tutti i prodotti, si è voluti andare oltre la “filosofia della trasparenza”, cercando di tutelare l’interesse del cliente lungo tutto il ciclo di vita del prodotto di investimento, come ha sottolineato il commissario Consob, Carmine Di Noia nel corso di un’audizione presso la commissione finanze della Camera dei Deputati. In estrema sintesi, il produttore deve identificare, “con un sufficiente livello di dettaglio”, il mercato di riferimento potenziale per ogni strumento finanziario; il distributore deve conoscere gli strumenti finanziari che offre o raccomanda e deve valutarne la compatibilità con le esigenze della clientela. Sono norme che introducono nuovi requisiti organizzativi e appaiono destinate a rendere più stretto il rapporto tra produttore e distributore
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
La manovra si avvicina e riprende quota l’ipotesi di una sanatoria sul contante. Con un doppio meccanismo: fissare un forfait e “vincolare” il cash oggetto di emersione, ad esempio con un investimento in titoli di Stato. Questo potrebbe anche consentire di superare resistenze e obiezioni che erano sorte esattamente un anno fa, quando il progetto era allo studio del Governo ma la levata di scudi anche all’interno della stessa maggioranza (alcuni esponenti parlarono di norma salva-Corona) fece fare una marcia indietro o meglio ripiegare sulla voluntary-bis che però non presenta la stessa convenienza per chi vorrebbe sanare.
Il Sole 24 Ore
Le grandi imprese dell'eurozona chiedono riforme che introducano maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, secondo un'indagine condotta dalla Banca centrale europea. Fra le riforme strutturali, spesso indicate dalla Bce come il complemento essenziale della politica monetaria e della politica fiscale per favorire il rilancio della crescita, quelle del mercato del lavoro sono la priorità per le imprese interpellate dagli economisti della Bce (55 gruppi, di cui 35 industriali e il resto nei servizi, che danno lavoro complessivamente all'1% degli occupati nell'area euro), seguite da quelle per creare un miglior ambiente per l'attività d'impresa, fra cui la semplificazione amministrativa, e l'armonizzazione delle norme e delle tasse nel mercato unico europeo.
la Repubblica
I numeri possono essere fuorvianti, anche se sono corretti. Il dato sulla disoccupazione giovanile per esempio (in miglioramento a giugno ma sempre a livelli terrificanti) è uno di quelli. La ragione è che l'indice della disoccupazione, che misura la percentuale di chi cerca lavoro rispetto alla somma di questi più tutti gli occupati, è stato costruito per gli adulti e in un'altra epoca. U n'epoca in cui ad andare alle scuole superiori e all'università erano in pochi. Lo riconoscono le stesse Istat ed Eurostat. "L'indicatore ha il suo limite nella classe di età 15 - 24 anni, che a differenza delle successive è disomogenea perché gran parte dei ragazzi sono studenti - spiega Roberto Monducci, direttore della produzione statistica dell'Istat - si misura meglio la dimensione del problema con la percentuale dei disoccupati rispetto alla popolazione di quella fascia di età".
la Repubblica
Di solito, in banca, i soldi si mettono sul conto o, talvolta, si nascondono nelle cassette di sicurezza. Non era mai successo, come è capitato qualche giorno fa a Ginevra, nella filiale Ubs di rue de la Corraterie a Ginevra, ovvero nel centro elegante della città, che qualcuno li gettasse nei gabinetti. Stiamo parlando di decine di migliaia di biglietti da 500 euro, rinvenuti nei wc e nei lavandini dei bagni del cavea dell'istituto di credito. "Banconote fatte letteralmente a pezzettini", come ha confermato l'autorità giudiziaria elvetica al quotidiano Tribune de Genève. Tanto che, fossimo stati a carnevale, potevano passare per coriandoli. C'è di più. Resti di 500 euro ridotti in quel modo sono stati rinvenuti negli scarichi dei gabinetti di alcuni bar e ristoranti che si trovano nei dintorni della banca. A chi appartiene quel denaro e, soprattutto, perchè se n'è voluto sbarazzare in modo tanto maldestro? È vero, siamo in regime di scambio automatico di informazioni fiscali, il segreto bancario svizzero è caduto e le banche elvetiche, soprattutto i grossi calibri come Ubs e Credit Suisse, non stendono più il tappeto rosso a chi si presenta con valigie piene di soldi.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Fabio Pavesi
Questa volta il suo meraviglioso giocattolino gli è esploso tra le mani. Per anni O'Leary, il dominus di Ryanair è stato portato in palmo di mano da analisti e osservatori per quel prodigio di redditività che era, ed è, il vettore low cost irlandese. Nessuno come lui si è mai avvicinato a quei primati di utili sfornati ogni anno dalla compagnia. Nessuno. Né EasyJet, né tanto meno i vettori di bandiera sono mai stati in grado di eguagliare la sua efficienza operativa e gestionale. Ma dietro quel presunto miracolo c'era il trucco che ora è venuto a galla prepontemente con il blocco dei voli per mancanza di personale. Quel trucchetto si chiama volgarmente “dumping sociale”. Buona parte degli utili prodotti, ben sopra la media del comparto, vengono infatti da una politica dei costi, soprattutto quelli del lavoro, che più sparagnina non si può. Un costo del lavoro da record (al ribasso) Ryanair ha il costo del lavoro più basso in assoluto del settore. Il costo di piloti, steward, assistenti e personale di terra pesa per soli 5 euro per ogni passeggero trasportato. come esplicita la presentazione dell'ultimo strepitoso bilancio della compagnia irlandese.
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
Dieci anni fa gli addetti ai lavori ci ridevano sopra: l’idea di un treno carico di container che partiva dalla Cina per scaricare, 11mila km dopo, merci in Europa sembrava uno scherzo, l’iperbole della fantasia e anche dell’irrazionalità. L’anno scorso sulla nuova via della seta, come la chiamano i cinesi, sono transitate 500mila tonnellate di manufatti destinati all’Unione. Nel primo semestre di quest’anno la cifra è già cresciuta più del 140% rispetto allo stesso periodo 2016. Per i vantaggi nel confronto con il tradizionale trasporto via porti e aeroporti: in quanto meno costosa e più accessibile a tutti, la rotaia apre il mercato europeo anche alla concorrenza delle aree più povere della Cina, quelle finora tagliate fuori dalla grande corsa all’Ovest.
La Voce — Pietro Ichino
Il nostro sistema di protezione del lavoro si è strutturato nel secolo scorso in relazione a un tessuto produttivo e a un mercato del lavoro molto diversi rispetto a quelli con cui il sistema delle relazioni industriali dovrà confrontarsi nel prossimo futuro. Nella relazione presentata al convegno dell’Associazione dei giuslavoristi italiani, che si è svolto a Torino nei giorni scorsi, mi sono proposto di mostrare come un tratto che accomuna una parte rilevante dei mutamenti in atto sia costituito dalla drastica riduzione dei costi di transazione conseguente agli sviluppi dell’informatica e della telematica. Dove l’abbattimento dei costi dell’incontro tra domanda e offerta avviene attraverso le piattaforme digitali, la disintermediazione consente ai lavoratori di offrire i propri servizi direttamente, senza la necessità di un imprenditore che ne organizzi la commercializzazione. Viene meno, così, quella che Ronald Coase indicava nel secolo scorso come ragion d’essere essenziale del rapporto di lavoro nell’impresa, cioè l’esigenza dell’imprenditore di abbattere i costi di transazione sostituendo con un solo contratto una miriade di contratti, altrimenti necessari per conformare di volta in volta la prestazione lavorativa alle esigenze nuove.
INTERNAZIONALE
The New York Times
WASHINGTON — Caught between a lull in U.S. inflation and a stronger global economy, the Federal Reserve is expected on Wednesday to signal whether it will raise interest rates for a third time this year or back off until prices rise more briskly. The U.S. central bank's description of inflation in its policy statement as well as fresh economic forecasts from individual policymakers will be the main focus for financial markets amid a recent spate of lukewarm domestic data. The policy statement and projections are due to be released at 2 p.m. EDT (1800 GMT). Fed Chair Janet Yellen will hold a press conference half an hour later.
Express UK
Research by the bank’s strategists Jim Reid, Nick Burns, Sukanto Chanda and Craig Nicol found China still needs to reposition its economy "from manufacturing to services and investment to consumption.” But in a report, Deutsche Bank also warned this move needed “to take place in the context of also containing the rapid growth of credit in our view." The report said: "Rapid credit expansion due to an insatiable demand for debt fuelled growth, compounded by a hugely active shadow banking system, as well as an ever expanding property bubble fuelled fears for economists that China could inevitably make a hard landing and send shockwaves through the world's financial markets. However, the economy has seemingly defied the odds."
Forbes
For decades, equity analysts have been asking banks to increase fee income levels as low-capital consuming ways to boost profitability. The bad news for banks is that technology is beginning to put a secular squeeze on lots of those sources of fee income. From fund loads in wealth management to merchant acceptance fees in commercial banking, technology is going to drive an inexorable decline in fee income levels. Just to take investment management as an example, many actively managed U.S. funds still have an expense ratio of close to 2%, while Charles Schwab has recently launched a razor thin margin 0.02% ETF. Also, any fee justified by expertise will be open to AI providing the same advice for a much lower cost. There can still be value in having a financial adviser, but they are likely to serve as an empathetic listener who can talk to you about your life goals, not someone who needs a CFA certification to determine your asset allocation. More broadly, any fees driven by complex administrative and operating procedures will come under pressure from plug-and-play open API technology and robotic process automation. Paying for a mid-level person to perform an administrative task like reconciliation will not be a defensible business model as technology improves.
The New York Times
LONDON — Central banks around the world need to watch for the risk that financial firms are caught out by higher interest rates and the scaling back of bond-buying programmes, a Bank of England policymaker said on Tuesday. "Macro and micro-prudential policies need to be alert to and anticipate financial stability risks that might arise as rates rise and central bank portfolios stabilize and then decline," Donald Kohn said in speech. "Stress tests of banks will be an essential tool for spotting risks and building resilience. Particularly as interest rates rise along the yield curve. The curve itself may even twist in unexpected ways, revealing vulnerabilities in asset prices and portfolio choices," he said. Kohn, a member of the BoE's Financial Policy Committee which sets financial regulation but not interest rates, was speaking at a conference in Basel, Switzerland.
Forbes
Take a look at loan originations for commercial real estate properties in New York City in the second quarter and you’ll find something unusual: The quarter’s biggest loans aren’t just big, they’re really, really big. And the size of those loans appears to be masking what would otherwise look like a decline in NYC loan origination for the quarter. Take the General Motors Building at 767 Fifth Ave., the office tower that is home to Apple’s flagship Fifth Avenue store, currently under renovation, and marked by the distinctive glass Apple cube slated to return to its position outside the GM Building once renovations are completed next year. The property was refinanced in June in a $2.3 billion loan originated by a group of banks including Morgan Stanley, Wells Fargo, Citigroup and Deutsche Bank, the quarter’s leading NYC loan originator, according to CrediFi’s Q2 report on NYC lending. (The list of banks doesn’t include any lenders that may have issued loans after origination.)
Express UK
The Bank governor said during a speech in Washington that “some withdrawal of monetary stimulus" could be required as a way of bringing inflation down to its two per cent target. Mr Carney also indicated that Brexit could have a short-term inflationary influence on the UK economy because there would be fewer overseas workers coming to Britain, increasing pressure on wages to rise. He added that globalisation had previously helped keep a lid on price rises. Speaking in a lecture at the International Monetary Fund’s (IMF) headquarters in Washington, he said: “On balance, the de-integration effects of Brexit can be expected to… be inflationary.”
TECNOLOGIA
la Repubblica
T empo attuale: sereno, come sempre da qualche anno a questa parte. Previsioni a medio termine: situazione in ulteriore miglioramento. L’estate più calda degli ultimi anni e le tragiche alluvioni pre-autunnali non hanno cambiato nulla, anzi: il barometro per i guru del meteo tricolore – complici proprio gli estremi atmosferici - resta sul bello fisso. E l’unica cosa che piove dalle loro parti sono i profitti. L’era in cui il colonnello Bernacca e il suo sobrio (ma precisissimo) bollettino serale sulla Rai erano l’unica fonte d’informazione degli italiani sui capricci del tempo è ormai preistoria. La tecnologia ha fatto passi da gigante. Un tocco sullo smartphone ci aggiorna ogni secondo su temperatura, precipitazioni e tasso d’umidità in ogni angolo del pianeta. E chi ha saputo cavalcare la rivoluzione che ha trasformato i siti sul tempo in miniere d’oro, ha fatto Bingo. I numeri parlano da soli: Ilmeteo. it, leader incontrastato del mercato domestico, ha un seguito di fan da squadra di calcio di Serie A e una redditività da gioiellino hi-tech. La sua app è di gran lunga la più scaricata (14 milioni di volte) sui cellulari e i tablet italiani. I suoi “amici” su Facebook sono oltre 3,4 milioni e ogni mese 7,8 milioni di utenti visitano il suo sito per sapere se il giorno dopo pioverà o splenderà il sole. Il traffico, sul web, è denaro. E il business dell’azienda padovana è decollato: sei anni fa il suo giro d’affari garantito era fermo a 2 milioni, nel 2016 è arrivato a quota 13,7
la Repubblica
A ppena nominata in aprile general manager di eBay per l’Italia, lo era di eBay Spagna dal 2015, ha voluto capire i caratteri della comunità di venditori e cosa cercano gli acquirenti italiani, specie in tempi di crisi. E Susana Voces è arrivata a una conclusione: «E’ interessante – spiega – verificare che c’è una tendenza, durante la crisi, che spinge le aziende a cercare un modo di reinventarsi. Questo su eBay accade. Il tessuto industriale italiano, più ampio di quello spagnolo, è fatto da piccole e medie imprese e di talenti straordinari nella tecnologia e nell’ingegneristica, che nel digitale e nel commercio online trovano occasioni valide per spiccare il volo. Il mercato è in aumento e ci sono ampi margini. C’è una categoria merceologica in Italia su cui mi piacerebbe investire molto: il fashion, la moda, che soprattutto qui deve essere valorizzata sempre di più. Come manager voglio spendermi su questo in prima persona». Operativo in Italia dal gennaio 2001, il sito di vendite e aste fondato il 3 settembre 1995 da Pierre Omidyar, conta nella penisola oltre 30 mila venditori professionali attivi, più di 100 milioni di articoli nuovi in vendita e 5 milioni di acquirenti. Il 67% dei venditori professionali commercializza i propri prodotti all’estero. «Mi innamoro ogni giorno di più del vostro paese – dice Susana Voces - Ho visto parte del Nord e non vedo l’ora di conoscere il Sud dove eBay è molto forte»
Wired
Il giro d’affari mondiale annuo delle tecnologie basate sul protocollo Blockchain salirà dai 2,5 miliardi di dollari del 2016 ai 19,9 del 2025, stando ai dati di Tractica. Si tratta di quella sorta di database distribuito peer-to-peer in cui chiunque può farsi nodo della rete e che si pone esso stesso come percorso di controllo di una qualsiasi transazione eliminando la necessità di un ente terzo di supervisione. Estrapolata dalla gestione delle transazioni in Bitcoin può rendersi utile, come di fatto già accade da tempo, in molti altri ambiti. Diversi istituti finanziari ci scommettono da anni così come istituzioni e la Sita, maxicooperativa aeronautica, sta perfino studiando un processo di identificazione per velocizzare l’imbarco negli aeroporti.
La Stampa
Dopo Facebook e Google, anche Microsoft si impegna nella lotta alle fake news. L’azienda di Redmond ha annunciato su Bing, il suo motore di ricerca, l’introduzione di una funzione che permetterà agli utenti di individuare immediatamente le cosiddette notizie bufala. È una specie di etichetta che accompagnerà le anteprime degli articoli interessati. Per la verifica, il team di Bing si appoggerà ai servizi di Snope e PolitiFact. Nelle sue verifiche terrà anche conto della reputazione dei siti, se saranno riscontrati alcuni standard un certo contenuto potrà avere il contrassegno ClaimReview.
Wired
In questi ultimi anni, annunci di lavoro bizzarri ne abbiamo visti tanti. Forse troppi. Ora però è Apple, non un’azienda qualsiasi, a pubblicare sul suo sito ufficiale un annuncio di lavoro perlomeno particolare. Ma, in realtà, in grado di svelarci anche qualche dettaglio su quelle che saranno le prossime mosse della casa di Cupertino. Il gigante dell’hi-tech guidato da Tim Cook è alla ricerca di “Siri Software Engineers, Health and Wellness”. In altri termini, c’è bisogno di ingegneri con competenze in psicologia, in grado di creare “tecnologie all’avanguardia per sistemi su larga scala” che usino “linguaggio parlato, big data e intelligenza artificiale”. Verranno inseriti nel Siri Domains Team e avranno il compito di...
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